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mattia gusella - 9 dicembre 2012

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mattia gusella - 9 dicembre 2012

A Chicago come in Calabria (o Pechino…)

mattia gusella - 9 dicembre 2012
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Non è molto chiaro cosa induca un turista a visitare un quartiere etnico, di per sé – in genere – non hanno niente di particolarmente interessante.Ma alla fine il richiamo dell’esotismo è sempre molto forte.

Anche Chicago ha la sua Chinatown. È un quartiere di dimensioni modeste nella parte Sud della città: porta di ingresso simil-monumentale, dozzine di ristoranti e di negozi “tipici”. L’unica nota di colore è che i nomi delle vie sono bilingue, dettaglio che fa salire alle stelle il tasso di “cinesità”.

Accoglienza a scoppi di petardi: difficile pensare ad altro che “ ‘sti cinesi…sempre a fare casino”.

Proseguiamo fino al luogo dell’esplosione. Svoltato l’angolo, chi ti trovi?! Tanti cinesi che in contemplazione, una chiesetta, tante bandiere italiane e altrettanti calabresi.

Era il 92° anniversario della festa di San Rocco. Promotrice della celebrazione è la Società Unione Progresso e Civiltà – San Rocco di Simbario. Ogni anno, dal 1920, gli ex – “paesani” di Simbario (Catanzaro), si riuniscono in questo momento di festa alla chiesa di Saint Therese. Sono pochi quelli che si sente ancora parlare in italiano, ma è difficile confondersi sulle origini. Una bellissima atmosfera, in un momento molto sentito e partecipato, in cui si fa rivivere una certa religiosità, tipicamente sud-italiota.

 

Ernesto de Martino, in Sud e magia, racconta la religiosità del nostro Sud, una religiosità impregnata di “paganesimo”. Racconta di una via meridionale al cristianesimo, ancora oggi ricca di contributi “eterodossi”. Sotto questa bandiera e in questa occasione, le origini e “l’american way” si confondono.

 

 

Conclusa la messa, tutti si raccolgono nella via antistante la chiesetta…c’è la banda e alcune portantine parcheggiate poco a lato.

In cima alla scalinata, la statua del Santo, circondata da alcuni membri della Società. Uno con voce forte annuncia i nomi dei benefattori che hanno elargito offerte più o meno consistenti. Nome, importo della donazione, grande applauso, stacchetto della banda e poi la mazzetta di dollari si aggiunge alle altre a formare un vestito per il Santo.

 

 

Terminata la celebrazione degli offerenti, parte la processione; sempre popolo, banda e portantine, guidati in testa da una Mustang gialla con a bordo il Major della Società. Altre esplosioni di petardi, un punto di ristoro per i partecipanti al corteo, tappa al ristorante “storico” Bertucci Corner’s…

…un bel pezzo d’Italia, di Cina o di America?!?


Mattia Gusella

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