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L’acqua calda e l’acqua fredda: il doc a Milano per il festival Sguardi Altrove

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bologna
Tunisia
Il porto di Giovinazzo. Immagine dal documentario L'acqua calda e l'acqua fredda

sguardi-altrove-coverIl documentario L’acqua calda e l’acqua fredda è stato selezionato in concorso nella sezione “Le donne raccontano”, alla 23esima edizione del festival Sguardi Altrove, che si terrà a Milano dal 17 al 25 marzo 2016. Il film racconta l’epopea operaia dei pugliesi della Valbruna: centinaia di giovani di Giovinazzo (in provincia di Bari) che dagli anni Novanta ad oggi sono emigrati a Vicenza per lavorare in acciaieria, dopo che nel paese pugliese aveva chiuso lo storico stabilimento delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi. Lo scorso novembre il film si è aggiudicato una menzione di merito al Foggia Film Festival.

La proiezione milanese è in programma lunedì 21 marzo alle ore 15.00 presso lo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2). A questo link su può leggere scheda del film sul sito di Sguardi Altrove, mentre nel testo del catalogo del festival Sergio Di Giorgi così descrive il documentario:

Anche il nostro paese, ancora impegnato nel guado tra cambiamento reale o “di immagine”, ha bisogno, per guardare consapevolmente al futuro, di preservare le radici e la me- moria, minacciate dall’incuria e dall’oblio.

Fili sottili, ma significativi, a cominciare dall’ambientazione nelle terre da sempre operose e ora anche meticce del Nord-Est, uniscono un film (presentato in anteprima assoluta) come Tutte le anime del mio corpo di Erika Rossi e L’acqua calda e l’acqua fredda di Marina Resta e Giulio Todescan. Nella scoperta del diario di una giovane combattente partigiana, nascosto ma non distrutto perché giungesse integro alla figlia, così come nei sogni trapiantati al Nord da imprenditori e operai del Sud, ritroviamo le tracce di un destino comune e l’eredità preziosa di chi ha resistito e lottato per la libertà e per i diritti, nella società come nel lavoro.

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