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After Dinner Mysteries (Misteri Dopo cena) – parte 1 di 2

nobilhuomo - 10 luglio 2012
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La Calligrafia giapponese dei Misteri Dopo Cena

La Calligrafia giapponese dei Misteri Dopo Cena

 

Singapore riesce sempre a sorprendermi per la sua capacità di rivelarsi ogni volta come un centro del mondo o di vari mondi, pur se in un modo molto segreto e per nulla collegato agli stereotipi che la definiscono.

Interpretando uomini d'affari da due mondi lontanissimi, eppure molto vicini

Interpretando uomini d’affari da due mondi lontanissimi, eppure molto vicini

Il 14 Giugno sono stato ingaggiato come attore in una produzione di un video aziendale giapponese per insegnare agli uomini d’affari del Sol Levante come comportarsi con un uomo d’affari gai-jin, cioè non giapponese. Per i venti minuti in cui dovevo semplicemente entrare in un bar e stringere la mano a un giapponese, salutandolo sorridendo, poi esaminando alcuni importanti documenti fittizi su un tavolo, sono stato pagato 200 Euro.

Non sono certamente un attore di gran talento, però porto con me un capitale prezioso da queste parti: una faccia non comune, ne’ asiatica ne’ anglosassone. La comunità giapponese di Singapore si aggira attorno alle 25.000 persone, quasi il numero dei soldati (30.000) che, al comando di Yamashita, occupò Singapore il 15 Febbraio 1942, gridando ai 70.000 soldati britannici che erano stati “circondati”. Oggi Singapore rappresenta per i Giapponesi un importante centro finanziario e una meta esotica dove andare in vacanza.  A riprese effettuate, chiacchero con la signora che mi ha offerto la parte, Misao, dai capelli biondo platino cortissimi in stile militare pur coi suoi sessanta anni, usando tutte le formalità nipponiche che ho imparato fino ad oggi. Lei ne è sorpresa, e compiaciuta.  Dopo tutto molti “occidentali” si prendono semplicemente gioco dei Giapponesi e non si curano di andare al di là degli stereotipi superficiali.

Lei, originaria di Okinawa, conosce molto bene gli Americani, presenti sulla sua isola con una base potentissima fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.  Mi chiede se sono interessato a fare la comparsa per una settimana a bordo di una nave da crociera in un film giapponese. La remunerazione, purtroppo, aggiunge lei, non sarà molto alta: appena 700 Euro per restare a bordo sei  giorni, e se posso proporlo a altri amici, rigorosamente “con gli occhi grandi”, me ne sarebbe grata. Naturalmente vitto e alloggio gratuiti e libertà di scendere in porto se non ci sono riprese in quel momento. Come dire: pagati per andare in vacanza. Come non accettare?

 

Io, la signora Miyuki e Luigi, il mio Secondo

Io, la signora Miyuki e Luigi, il mio Secondo

Vengo affidato alla signora Miyuki che ha il compito di tradurre in inglese le istruzioni dei giapponesi. La forza degli stereotipi e delle influenze storiche mi fa immaginare come questi solerti e bravi esecutori, pur con tutte le loro gentilezze formali, si sarebbero comportati 70 anni fa, in guerra. Ecco la trama del film : una ricchissima ereditiera, Reiko, a cui piace giocare a fare l’investigatrice dilettante senza averne la capacità , si imbarca con il suo maggiordomo Kageyama sulla supernave da crociera “Principessa Reiko”, impersonata dalla nave Virgo della Star Cruises. Quando un omicidio stravolge la serenità dei viaggiatori, Reiko si impunta nel trovare il colpevole. La storia si svolge tra momenti leggeri in cui il maggiordomo aiuta l’ereditiera a risolvere i problemi che lei stessa crea, e momenti drammatici, legati alla presenza invisibile di un assassino a bordo. Il mio ruolo è di Primo Ufficiale della nave da crociera, secondo solo al Comandante, impersonato dall’attore Takeshi Kaga, in una scena clue in cui il Comandante, non appena apprende il fattaccio, ordina a me e al mio Secondo di puntare direttamente su Singapore, anziché continuare a fermarsi sui porti previsti dalla rotta, in modo che l’omicida non possa scappare. Visto che io sono a già a bordo e sarebbe uno spreco impiegarmi solo per una scena, la signora Miyuki che coordina le comparse mi chiede di essere presente in altre scene anche nei prossimi giorni con gli occhiali e la barba lunga.

tifosi dell'Italia sul ponte 12 prima del disastroso esito con la Spagna

tifosi dell’Italia sul ponte 12 prima del disastroso esito con la Spagna

Appena la nave lascia Singapore notiamo molti tifosi dell’Italia ballare davanti alla piscina sul ponte 12. Ovviamente non immaginavano cosa sarebbe successo alcune ore più tardi. Il profilo dei grattacieli sembra a poco a poco allontanarsi fino a scomparire, per un lungo tempo, e prima di uscire dalle acque territoriali dell’isola repubblica vediamo le moltissime navi parcheggiate in attesa di entrare in porto, in transito tra Cina, Europa o Africa, oltre alle piattaforme petrolifere off- shore in allestimento prima di essere inviate sui vari giacimenti sottomarini, e le enormi installazioni per lo stoccaggio e la raffinazione di petrolio e di gas naturale. Probabilmente in una di quelle navi si trova un container che sta portando al vostro negozio preferito in Italia una delle qualsiasi cose fatte in Cina che usate ogni giorno.

Queste immagini descrivono una Singapore vera e viva, che i turisti in visita o in transito di solito non vedono, che costituisce l’essenza dell’isola repubblica tanto quanto lo è la sua city, sede delle banche. Rifletto sul fatto che se Venezia oggi fosse ancora una repubblica aristocratica di duemila nobilhuomini e centocinquantamila cittadini de intus, probabilmente non potremmo accedere a molte stanze del Palazzo Ducale, o a varie collezioni d’arte che la morte e la scomparsa dei loro proprietari originari hanno reso pubbliche, giusto come oggi a Singapore non possiamo comunemente accedere alle dimore private dei ricchi magnati del petrolio, o delle costruzioni, o del commercio.

In attesa di essere chiamati per le prime riprese, io e gli altri occidentali coinvolti in quest’avventura scendiamo al ristorante Bella Vista. Nominato all’unanimità dai miei compagni di viaggio come l’esperto dei vini, scelgo un Pinot Grigio delle Venezie “Canaletto” per la cena. Appena la bottiglia arriva, sono rapito dall’immagine sull’etichetta, che rappresenta il Palazzo Ducale da un quadro, appunto, del Canaletto. Chissà perché mi viene in mente il famoso quadro del Carpaccio con il Leone di San Marco. Venezia e Singapore, le analogie strutturali corrono veloci nella mia mente.  Sono a casa, in un certo senso, e mi sento ancora più a casa. L’avere salutato cordialmente in tagalog il cameriere filippino all’ingresso del ristorante ci ha fatto guadagnare un bel tavolo a poppa davanti a un finestrone immenso aperto sul mare.  Da quando vivo in Asia ho imparato che un sorriso può portare lontano, mentre le urla o i toni di superiorità spesso creano resistenze e immobilismo come nella favola di Esopo sul vento e il sole. Molti “Occidentali” (termine assai impreciso che accomuna genti diversissime tra loro come un buttero australiano con un pescatore siciliano con un formaggiaio svizzero protestante) arrivano a Singapore persuasi della loro superiorità, quand’anche talvolta questa fede non è supportata dai fatti, e trattano gli Asiatici come se fossero tutti, indistintamente, dei bambini imbecilli. In questa crociera a dire il vero si vedono pochi volti “occidentali”. Inizialmente vittima inconsapevole di un pregiudizio nel quale sono nato, avendo trascorso sia questa crociera che quella di due anni fa, quando interpretai un uomo d’affari italiano in un film di Bolliwood, in cabine simili a quelle che usavo nelle Minoan Lines quando andavo in Grecia vent’anni fa, mi ero persuaso che Star Cruise fosse una crociera per poveri, lontanissima dagli sfarzi della Costa. Mi sbagliavo.

La cena al Bella Vista non è male, e poiché le riprese cominciano alle ore 20.15, lasciamo il ristorante pieno di gente. Osservo gli avventori.  Ci sono molte coppie giovani. In maggioranza indiani dall’India, ma anche dal Pakistan. I Cinesi rappresentano, in questa crociera, una minoranza, tra gli ospiti. Alcuni Singaporiani e Malesiani completano il quadro.  In Asia l’età media di una persona affluente è circa 15 anni più giovane del suo corrispondente europeo o americano. Un fatto che potrebbe essere imbarazzante per qualcuno abituato a sentirsi ripetere che vive nel Paese più bello del mondo. Vedo questi “ragazzi” tra i venti e i trenta anni muoversi ben vestiti, ingioiellati, con comportamenti da adulti che non ricordo aver riscontrato tra i miei coetanei quando avevo io vent’anni.  E’ uno dei volti dell’Asia cui non siamo abituati in Italia, dove per adesso arrivano o gli immigrati in cerca di opportunità, o i mercanti che comprano con contanti i bar, le bancarelle del mercato e qualsiasi attività economica redditizia. Qui, sulla nave, c’è gente dai gusti da un lato vittoriani, matrimoni combinati e niente sesso prima del matrimonio, soprattutto per le donne, separazione rigida tra i sessi, niente contatti con gente del sesso opposto se sposati e dall’altro ritroviamo la modernità nell’ostentazione nevrotica dell’essere arrivati, nel desiderio di conferma e validazione, nella rincorsa dell’ultimo gadget tecnologico disponibile sul mercato, e infine imitazione acritica dell’Occidente come lo hanno percepito, il che non significa necessariamente che sia una rappresentazione vera. Uscendo dal ristorante, improvvisamente, sono illuminato da un’epifania: altro che Minoan Lines, semplicemente non ho visto le suites che pur sono presenti, e che scoprirò solo nella seconda parte della crociera entrando in una dove viaggiava un’attrice giapponese a cui piaceva l’idea di bere con me del vino italiano.

Una scena dallo spettacolo "Somewhere in Time" a bordo della nave Virgo.

Una scena dallo spettacolo “Somewhere in Time” a bordo della nave Virgo.

Dopo aver finito le riprese della prima serata, noi comparse occidentali siamo invitati a guardare gratis uno spettacolo intitolato “Somewhere in Time” (da qualche parte nel tempo). Questa produzione dal titolo non originalissimo, è coreografata da una signora russa e rappresenta, in stile Las Vegas, una storia d’amore tra un principe e una principessa, che è Martha Joy, la finalista di Canadian Idol. Artisti ed artiste dall’Ucraina mescolano movimenti di danza classica con acrobazie circensi in un esibizioni sportive ad alta tensione erotica. Segue lo spettacolo topless show, che non è altro che una versione svestita, tutta salutista e ad alta energia, per niente viscida o degradante, dello spettacolo precedente. Quali influenze avranno queste immagini  sulle menti delle giovani donne indiane che già si nutrono abbondantemente di letteratura erotica come le “50 Shades of Gray”? Come vivranno il contrasto tra ciò che vedono e leggono qui in crociera, e una società ancora profondamente rurale, dove molte donne sono uccise per potersi appropriare della dote?

latte dall'Uruguay

latte dall’Uruguay

Al risveglio ci viene chiesto di andare sul ponte 13.  Mi incuriosisce il latte che ci viene servito per colazione: viene dall’Uruguay, prodotto dalla Nestle. Quale  il suo prezzo di produzione e di trasporto, per renderlo competitivo rispetto al latte prodotto in Australia o Nuova Zelanda, geograficamente più prossime alla Penisola Malesiana? Il ponte è diventato una selva di tralicci, riflettori, schermi, luci, cavi, microfoni. Mi invitano a sedermi con due ragazzine cinesi, Hong Yu e Li Ying, e a fingere di essere in vacanza con loro.

Hong Yu e Li Ying a poppa del ponte 12 con me.

Hong Yu e Li Ying a poppa del ponte 12 con me.

Queste due ragazze dalla pelle bianchissima, appena ventenni, provengono dalle province dello Hubei e dello Shanxxi. Mi dicono che si sono imbarcate per vedere il mondo, visto che comunque in Cina non si sa molto di quello che succede fuori, e mi dicono che non vorrebbero tornare a casa. Se poi dovranno tornare nell’ipoteso in cui il contratto non fosse rinnovato, avranno almeno fatto un’esperienza buona per il curriculum, mi dicono. Sono davvero impressionato da una tale forza di volontà e chiarezza di pensiero. Non ricordo, ancora una volta, di avere mai riscontrato in Italia tra le mie coetanee, quando ero ventenne, simili aspirazioni. Camminiamo avanti e indietro o restiamo seduti come sfondo per una conversazione tra protagonista e suo maggiordomo, fin quando arriva l’ora di pranzare e ci invitano ad accomodarci a tavola. A pranzo finito torniamo sul ponte ed è tutto scomparso, pulito, vuoto, come in Piazza delle Erbe a Padova dopo che, nel pomeriggio, il mercato del mattino col suo trambusto non si vede più. Efficienza nipponica.

Una semplice crociera, eppure un campione di globalizzazione e delle tendenze contemporanee. E l’Italia, cosa fa?

I giorni successivi ci vedranno sbarcare a Phuket, in Thailandia, e a Langkawi, i Malaysia. Quanto abbiamo scoperto, lo condivideremo con voi nella prossima puntata.

di Giovanni LOMBARDO

After Dinner Mysteries – parte 1 di 2
After Dinner Mysteries – parte 2 di 2

La locandina della serie televisiva "The After-Dinner Mysteries" da cui e' stato tratto il film girato a bordo.

La locandina della serie televisiva “The After-Dinner Mysteries” da cui e’ stato tratto il film girato a bordo.