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Alto Adige, l’isolamento piace. Servono collegamenti e una nuova mentalità

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veneto
dettaglio foto aerea Corrado Piccoli
aeroporto bolzano

Luca Barbieri ha sollevato (qui) in modo intelligente e preciso la questione dei collegamenti da e per Bolzano spiegando che “l’Alto Adige ogni tanto sembra a una prigione dorata che si bea del suo isolamento: stiamo bene e forse qualcuno pensa che rendendo difficile partire (e arrivare) tutto duri più a lungo”. Poi ha elencato i problemi del trasporto ferroviario e autostradale (verso sud) e la mancanza di un aeroporto. Lo spunto è particolarmente interessante anche per chi non deve viaggiare per lavoro, perché ragionandoci su si arriva a capire meglio dove viviamo e cosa ci circonda.

Per certi versi, l’isolamento dell’Alto Adige potrebbe essere considerato quasi normale, è una piccola provincia del nord Italia, in gran parte montuosa. Se ci lamentiamo a Bolzano, cosa possono dire a Sondrio o Aosta?  Ma è davvero un problema geografico?

Partiamo da un luogo che non dovrebbe avere problemi di isolamento: la capitale, come si dice: “tutte le strade portano a Roma”. Già, ma non tutti gli aerei. A questo proposito è sufficiente utilizzare le dichiarazioni di qualche giorno fa del presidente della Toscana Enrico Rossi: “L’aeroporto di Fiumicino versa in un disastro da mesi: incendi, ritardi, scioperi selvaggi”, lo stesso Rossi ha rincarato la dose parlando della ferrovia: “I treni dell’alta velocità confliggono con quelli regionali e basta l’incendio di poche sterpaglie per finire nel caos”. Questo con il caldo, quando piove forte succede questo. Sul traffico di Roma e dintorni, sulla metro e i suoi lavori, e sul trasporto regionale è meglio non infierire.

Facendo i debiti paragoni, Roma è meno isolata di Bolzano? E Milano? La sua tangenziale è molto meglio del Grande Raccordo Anulare e gli aeroporti di Malpensa e Linate sono molto meglio di Fiumicino? Questo, però, ci porterebbe a dire che Bolzano ha poco da lamentarsi, perché il problema dei collegamenti verso il resto d’Italia è per l’appunto, “il resto d’Italia”.

E, invece, fa bene Barbieri a sollevare il problema, perché chi abita a Bolzano troppo spesso pensa “dalle altre parti è molto peggio” e lascia che molte cose vadano alla malora. Nel frattempo, a due mesi due dalle elezioni, non esiste ancora una Giunta Comunale. Fondamentalmente non si ancora se il progetto Benko si farà o no, mentre sono partiti i lavori dell’aeroporto in attesa di non si sa bene cosa e il polo bibliotecario è fermo. Insomma si vivacchia su allori ormai rinsecchiti. Proviamo a cambiare punto di osservazione?

Come si diceva, Barbieri ha analizzato i collegamenti a sud di Bolzano. E verso nord? Per raggiungere Monaco in treno, 270 km, servono 3 ore e 52 minuti di viaggio, (senza cambi), oltre cinque ore (con cambi). Poco meno di quanto ci si mette ad arrivare da Monaco a Colonia, sempre in treno, solo che sono 530 chilometri. E Monaco non è Milano e non è Roma. Il suo aeroporto è il secondo della Germania e movimenta il doppio dei passeggeri di Milano Malpensa, all’incirca lo stesso numero di Roma Fiumicino, solo che li “movimenta” con molta più facilità. Per altro l’aeroporto bavarese si raggiunge da Monaco grazie a due linee della metropolitana.

Detto tutto questo, per uscire dall’isolamento, gli altoatesini/sudtirolesi che strada dovrebbero prendere? Ma soprattutto, vogliono davvero uscirne?

Massimiliano Boschi

 

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