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mattia gusella - 6 settembre 2012

Fotografare l'identità dei Balcani

mattia gusella - 6 settembre 2012

American.Dream @ FairyTale.End

mattia gusella - 6 settembre 2012
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C’era una volta in America…

Una volta c’era un sogno, il sogno più materiale che ci sia mai stato. Era il Sogno Americano: l’unico sogno a non essere gratis.

Si cominciava a sognare comprando un biglietto per un affollatissimo traghetto.
Si attraversava l’oceano fino a giungere ad Ellis Island – una piccola isoletta sita lungo il fiume Hudson -. Così piccola che era molto più affollata del traghetto.
Venti milioni di persone passarono per questa isoletta, con una progenie di altre svariate decine di milioni. Venivano da tutti i paesi del mondo per cercare fortuna in America.

L’America era un paese grande. Era quasi un continente. Così grande che le tante persone arrivate diventavano poche.

C’era tanta terra ed era una terra molto ricca di materie prime. In molte regioni anche il clima era favorevole.

Si coltivavano sterminati campi. I prati erano verdi e il cielo era azzurro.

Era una terra così ricca che gli Americani non volevano impoverirla. Quindi un giorno decisero che potevano cominciare ad usare anche la terra e le risorse degli altri, dei non Americani.

Poi un giorno gli Americani sono diventati troppi, cercare sostento nelle altrui risorse non bastava più e le leggi sull’immigrazione diventarono più restrittive.

C’era meno per tutti o molto di più per pochi.

La vita per i pochi non era facile. Sì, c’era la libertà. C’era il benessere. C’era la libertà di diventare benestanti. C’era anche una piramide grande grande, con delle cime impervie e una base molto larga. Misurava 99×100.

La piramide era monumentale: un’enorme piramide a gradoni.

La piramide era percorsa da tante automobili. Alcune non venivano usate ed erano nascoste nei seminterrati di un altissimo grattacielo.  Alcune – a coppie o a terzine – erano parcheggiate ortogonalmente alla strada, a lato di un bel giardino fiorito. Altre erano parcheggiate solo orizzontalmente, altre non avevano un posto fisso e altre non avevano un proprietario.

Era molto faticoso scalare. Si scivolava con facilità. Ma tutti volevano farcela, ognuno per suo conto. A lavorare  dieci ore al giorno altrimenti eri pigro! E tutti si sentivano uniti da questo comune obiettivo.

Tutti soli e tutti diversi in un unione fascinosa ma non armoniosa.

Un giorno, infatti, si accorsero che non tutti erano felici e contenti.

Tensione. Nervosismo. Insicurezza.

Ci si sparava senza motivo e i cadaveri erano nella strada.

Senza motivo il governo piantava pali di cemento davanti a tutti i suoi palazzi e la libertà si difendeva con la guerra.

Al Senato erano tutti parenti e i cittadini non votavano più.

Il multiculturalismo si schiantava contro Americani che per tutta la vita non avevano mai parlato la lingua americana. Il Sogno Americano andava in letargo, qualche film ogni tanto lo riesumava, e molti lo volevano indietro.

 

Mattia Gusella

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