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Correva il mese di dicembre dell’anno 2001 e la realtà Argentina, quella “terra ricca e piena di carne” esplodeva sui mezzi di informazione d’Italia e del resto del mondo. Si parlò sul Paese sudamericano come da molto tempo non se lo faceva, almeno nella Penisola.

La grande fiducia che destava, grazie o per colpa delle banche italiane, si sgretolava come sabbia fra le mani.
La domanda espressa in Italia era come mai. Ed è la stessa domanda che il regista diventato politico Fernando Solanas, detto “Pino”, si fa nel documentario “Diario del Saccheggio” (2004). Le immagine sono crude. Colpiscono perché documentano ciò che si sapeva, ma che per qualche “inconscio collettivo” si voleva rimuovere dalla mente. Indignante perché la miseria è una colpa non solo dei governi, ma anche della società che, in parte, faceva finta di non sapere.
Solanas in questo video non rivoluziona niente. Semplicemente verbalizza e fa verbalizzare, vede e fa vedere ciò che è scritto nel senso comune di qualsiasi spettatore sensibile ai disagi sociali. E fa capire perché il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e gli organismi di credito internazionali in generale sono sparite dal dizionario, solo perché sono diventate parolacce. Nessuna sorpresa, ma la realtà non si era mai fatta così evidente e innegabile come in quel periodo grazie a diversi lavori giornalistici. E in una società voyeuristica, un problema diventa tale solo quando c’è una telecamera che lo documenta. Quello è, probabilmente, lo scopo in buona parte raggiunto di Solanas.
Gustavo Claros
Per visionare le altre parti del documentario (14 in tutto)  clicca qui e utilizza il menu in basso

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