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Arrampicare in Corsica

Silvia Fabbi - 10 ottobre 2014
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Arrampicare in Corsica: all’inizio non era certo questo il nostro obiettivo, eppure ci siamo ritrovati nostro malgrado a scalare su falesie dalla roccia splendida in vallate lussureggianti o in riva al mare. Per gli amanti del mare, della solitudine e dei luoghi poco frequentati la prima tappa è necessariamente il Cap Corse. Le sue elevazioni non sono molto importanti (la più alta supera di poco i mille metri) ma una falesia molto pittoresca si può scovare percorrendo verso nord la strada costiera che da Erbalunga conduce alla marina di Sisco. Scendendo fino al mare dal piccolo faro ubicato sul capo si trova una decina di vie dai gradi facili fino a impegnativi con strapiombi esposti a est/sud est, che richiedono attenzione soprattutto per la chiodatura non sempre impeccabile (alcuni chiodi sono arrugginiti per la salsedine e alla vista non danno grande sicurezza). Paesaggio analogo (falesia sul mare) si incontra dall’altro lato dell’isola, sulla costa ovest a Porto. La falesia si trova direttamente sulla spiaggia ed è per questa ragione molto frequentata. Positiva l’esposizione a nord, che consente scalate anche nelle ore più calde della giornata. Vista la facilità di accesso la frequentazione è molto elevata, anche per via della presenza di vie in gradi facili che attirano numerose famiglie con bambini.

Arrampicare in Corsica circondati da paesaggi montani è possibile invece nell’entroterra. Nella zona di Corte e Calacuccia, valle del Niolu, si incontrano falesie dalle vie più tecniche immerse nei boschi. Nella valle della Restonica la falesia, suddivisa in tre settori dal facile (4b) al complesso (7 e oltre), presenta oltre cento vie su granito e rappresenta un vero paradiso per i climber di tutti i livelli. Si affaccia su una gola percorsa da un fiume dove, al termine delle fatiche sportive, ci si può tuffare per un bagno ristoratore.

Arrampicare a Cuccia significa invece trovarsi di fronte vie tecniche su granito per tutti i gradi, che offrono invece conformazioni tafonate, le tipiche forme in cui la roccia viene scolpita dal vento, che le dona la parvenza di grandi orecchie o ombrelli. Data l’elevata frequentazione delle due zone la chiodatura è molto buona e ben tenuta. Un ultimo accenno lo merita la falesia di Suare, a metà strada fra Galeria e Calvi. Le vie sono incastrate sulle due pareti di una gola molto fresca e in ombra anche nelle giornate più torride. Sebbene indicata dalla strada, raggiungerla richiede oltre mezz’ora buona di cammino ma le scalate qui regalano grandi soddisfazioni con il panorama sul golfo di Calvi.

Silvia Fabbi

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