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	<title>AND - A Nordest Di che... &#187; Redazione</title>
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	<description>diari dal mondo e reportage di viaggio</description>
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		<title>Videla, morte di un dittatore</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 23:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Latinoamericando]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inferno ha appena ricevuto un ospite scomodo. Dopo 87 anni, l&#8217;ultimo giorno è arrivato anche a lui. Un personaggio che è morto nell&#8217;unico posto dove poteva stare: il carcere. Per raggiungere l&#8217;indispensabile giustizia dei tribunali ci sono volute molte lotte [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;inferno ha appena ricevuto un ospite scomodo</strong>. Dopo 87 anni, l&#8217;ultimo giorno è arrivato anche a lui. Un personaggio che è morto nell&#8217;unico posto dove poteva stare: il carcere. Per raggiungere l&#8217;indispensabile giustizia dei tribunali ci sono volute molte lotte e innumerevoli manifestazioni popolari. La prima condanna l&#8217;aveva ricevuta poco dopo la fine della dittatura in Argentina quando, nel 1985, fu accusato formalmente per la morte di 66 omicidi doppiamente qualificati. L&#8217;ergastolo arrivò insieme ad altri comandanti della giunta.</p>
<p>Ma la spinta finale è stata data dal governo dei Kirchner, che indirettamente è stato uno dei loro massimi sponsor: &#8220;Con i Kirchner è arrivato il mio peggior momento &#8211; disse Videla invitando invitando a prendere le armi  &#8211; in difesa delle istituzioni basiche della repubblica”. Non sono facili da digerire le dichiarazioni alla spagnola Cambio 16. Nonostante i tre ergastoli, fino a ieri era sotto processo per il Piano Cóndor. Il governo di Cristina è stato rapido di riflessi e appena saputo della notizia è uscito sui media a ricordare che la morte era avvenuta in carcere e dopo un giusto processo, come volendo prendersi il merito politico di questo obbiettivo e in parte inevitabile fatto di giustizia.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/ar_pagina12.750.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19656" title="ar_pagina12.750" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/ar_pagina12.750-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>Fra le organizzazioni dei diritti umani che in Argentina mantengono l&#8217;indipendenza dal potere politico, &#8220;La Casa de la Memoria&#8221; di Rosario ha intuito la reazione del governo e pochi minuti dopo la morte del dittatore ha commentato su Facebook: &#8220;E&#8217; morto un genocida, condannato grazie alle lotte del popolo. Ma il suo progetto dura ancora nella scomparsa di Julio López (testimone &#8220;desaparecido&#8221; per la seconda volta dal settembre 2006). Nel sequestro pianificato di persone per la tratta. Nella repressione di chi lotta. Nei servizi di intelligenza infiltrati nelle associazioni popolari. Nell&#8217;uccisione dei popoli originari e contadini&#8221;.</p>
<p><strong> Come dire a Cristina: finiscila col doppio discorso sui diritti umani</strong>. Videla fa morire con sé tante informazioni e secreti. Per esempio, il destino di molti scomparsi e circa 400 dei loro figli, che ancor oggi non sanno nulla della propria identità perché adottati illegalmente da, in alcuni casi, complici dei militari. Pure la dittatura aveva la sua santissima trinità: la Dottrina di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, la Scuola francese della guerra in Algeria e la gerarchia della Chiesa cattolica.</p>
<p>Se Videla è riuscito a provocare quanto male intendeva fare è perché era tutt&#8217;altro che isolato. Al momento del Golpe, consenso fra i cittadini, ahimè, non gli mancava. E fra i suoi complici tanti erano civile con potere economico. Per questo quando si parla di &#8220;Golpe militare&#8221; dovrebbe essere corretto con <strong>&#8220;Golpe civico-militare&#8221;</strong>. Fra questi civili poco civili,  la P2 che fece notare il suo peso dentro il Corriere della Sera dal 1977, con l&#8217;insediamento di Franco Di Bella come direttore.</p>
<p><strong>Forse non è inutile ricordare che alcuni dei massimi responsabile del genocidio formavano parte della lista di Castiglion Fibocchi,</strong> come ad esempio il generale della Marina Emilio Massera, deceduto nel 2010. E come andava l&#8217;economia? Il giornalista Rodolfo Walsh, poco prima di essere ucciso nel 1977, spiegò in una carta aperta alla giunta militare come l&#8217;inflazione annuale era pari al 400 per cento, e che la dittatura &#8220;riconosce come beneficiari la vecchia oligarchia della campagna, la nuova oligarchia speculatrice ed un selettivo gruppo di monopoli internazionale capeggiati da ITT, Esso, U.S.Steel, Siemens&#8221;. In altre parole, liberismo allo stato puro. Per quanto riguarda i diritti umani oggi in Argentina, la strada è ancora molto lunga da fare, come ricordava la associazione rosarina, ma con la sicurezza che nessuno potrà mai rivendicare l&#8217;operato di Videla senza subire l&#8217;indispensabile ripudio generalizzato e questo è, certamente, un punto da sottolineare e festeggiare.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gustavo Claros</strong></p>
<p>Leggi anche: <a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/desaparecidos-la-verita-di-calamai-il-genocidio-appoggiato-da-stragisti-e-piduisti/">Desaparecidos, la verità di Calamai</a></p>
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		<title>La mia Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 23:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Africa può essere meglio descritta come un mare che ospita i grattacieli, il fondamento dell&#8217;esistenza umana. Mia Africa non è un continente povero come è dipinta da più persone. Viaggiare su e giù nella mia Africa per assaggiare il suo [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/africa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19653" title="africa" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/africa-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>Africa può essere meglio descritta come <strong>un mare che ospita i grattacieli</strong>, il fondamento dell&#8217;esistenza umana. Mia Africa non è un continente povero come è dipinta da più persone. Viaggiare su e giù nella mia Africa per assaggiare il suo splendore e si scopre che l&#8217;idea che l&#8217;Africa è una giungla è solo assunto e astratto.</p>
<p><strong>Africa sostiene più del 60 per cento dei bisogni del mondo in termini di risorse naturali</strong> e questi materiali sono venduti sul mercato internazionale secondo le esigenze socio-economiche del mondo, e per questo, Africa non può essere affermato di essere un continente povero.</p>
<p>Tuttavia, il problema dell&#8217;Africa è suoi fratricidi e vampirici politici che succhia il sangue dei loro figli e fratelli, ed è per questo che <strong>stiamo chiedendo i figli nella diaspora e gli amanti dell&#8217;Africa di unirsi insieme e iniziare una rivoluzione giuridica per cambiare il sistema del nostro glorioso continente.</strong></p>
<p>Tutti i capi corrotti e dittatoriali in Africa devono essere trascinati giù per salvare l&#8217;Africa per gli africani.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Vincent Idele Iyen</strong></p>
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		<title>ITALEÑAS, INSIEME PER LO IUS SOLI!</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/news/italenas-insieme-per-lo-ius-soli/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Io ho richiesto la cittadinanza italiana l&#8217;anno scorso, a 19 anni, ma mi è stata rifiutata perchè quando avevo quattro anni ho passato un anno in Ecuador&#8220;. E&#8217; la storia di Melina, raccontata in questo bellissimo video di David Chierchini, [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/italenas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19546" title="Melina, documentario italenas" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/italenas-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a>&#8220;<strong>Io ho richiesto la cittadinanza italiana l&#8217;anno scorso, a 19 anni, ma mi è stata rifiutata perchè quando avevo quattro anni ho passato un anno in Ecuador</strong>&#8220;. E&#8217; la storia di Melina, raccontata in questo bellissimo video <strong>di David Chierchini, Matteo Keffer, Davide Morandini</strong>  prodotto dalla casa padovana ZaLab. Il caso di Melina è comune migliaia di figli di immigrati nati qui, italiani come noi, desiderosi di partecipare alla vita del nostro Paese come noi. Uno spunto per lanciare una <a href="http://www.zalab.org/progetti-it/48#.UZR9IUpPhcA">campagna pro Ius Soli</a>, cui AND Anordestdiche aderisce fin da subito #proiussoli</p>
<p>Ecco il video</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/65749550" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/65749550">ITALEÑAS</a> from <a href="http://vimeo.com/user6116866">Za Lab</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco l&#8217;appello di ZaLab</p>
<p>&#8220;L’elezione del Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge potrebbe finalmente avviare un percorso legislativo per la trasformazione della legge sulla cittadinanza in direzione dello Ius Soli. Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere: da quelle più imbarazzanti (come la domanda offensiva della deputata PDL Elvira Savino, che chiede al Ministro se ha intenzione di fare anche una proposta di legge sulla poligamia), alle più tristi discussioni interne ai partiti sul rischio che la proposta della Kyenge comprometta gli equilibri di<br />
governo.</p>
<p>La Lega Nord ha addirittura convocato manifestazioni di piazza in tutta Italia il 18 e il 19 maggio per raccogliere firme contro la proposta di legge e suggestioni dei cittadini su quelle che devono essere considerate “priorità” per l’Italia. Per anni lo spettacolo mediatico degli sbarchi è stato utilizzato per alimentare paure e tensioni. Ora che gli sbarchi sono fortemente diminuiti e le urgenze vere sono legate al disastro economico del Paese, alcune forze politiche tendono ad alimentare odi e discriminazione nei confronti degli stranieri residenti in Italia, a cui viene additata la colpa di &#8220;togliere lavoro&#8221; agli italiani che non ne hanno più.<br />
La battaglia civile che vi/ci vede impegnati per il riconoscimento dei pieni diritti di cittadinanza agli stranieri da anni residenti in Italia e ai loro figli, nati e cresciuti nel nostro paese, diventa sempre più urgente. Come urgente diventa unire gli sforzi di tutti coloro che<br />
si impegnano a diverso titolo in questa battaglia perché le ragioni e le motivazioni di ciascuno possano amplificarne la voce anziché confonderla ed attutirla.</p>
<p>Abbiamo realizzato il mese scorso “ITALEÑAS” un breve video, interno alla serie “Le schegge di Za” prodotte con il sostegno di Open Society Foundation sul tema della cittadinanza. Non si tratta di uno spot o un video ad hoc per una campagna, ma di <strong>un minidoc sulla storia di Melina, una ragazza nata in Italia da genitori Ecuadoregni a cui non viene concessa la cittadinanza italiana perché all’età di quattro anni ha trascorso un periodo nel paese dei genitori</strong>. La sua storia è raccontata alla radio da Domenica, giornalista di origine peruviana da 22 anni in Italia.</p>
<p>Il lancio di ITALEÑAS era previsto proprio questo mese. Vista la rilevanza assunta dal tema dello Ius Soli nell’ultima settimana e l’urgenza di sostenere la proposta del Ministro Kyenge e delle forze politiche che la appoggiano, abbiamo pensato di chiedere a tutti voi di partecipare al lancio di Italeñas. Come? Molto semplice: ospitando sulle vostre home page e social network il giorno 16 maggio (e se<br />
volete anche nei giorni successivi) il video di ITALEÑAS. Consapevoli del fatto che non ci sono i tempi e i modi per far partire una vera e propria campagna comune e armonizzare posizioni di diverse associazioni e organizzazioni, la strada più breve ci sembra quella che ognuno sia libero di promuovere il dibattito sul sito e sui social network in maniera autonoma, utilizzando solo il semplice claim comune INSIEME PER LO IUS SOLI! (hashtag #proiussoli)&#8221;.</p>
<p><em>Su Ius Soli e affini leggi anche: <a href="http://www.anordestdiche.com/diari/cittadinanza-agli-immigrati-chi-dice-no-lo-ius-soli-non-e-una-soluzione/">Lo ius soli non è una soluzione, di Corrado Poli</a>; <a href="http://www.anordestdiche.com/editoriali/noi-fieramente-meticci-voi-fieramente-ignoranti/">Noi fieramente meticci, voi fieramente ignoranti</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La Germania a caccia di ingegneri a Padova</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-germania-a-caccia-di-ingegneri-a-padova/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 11:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il  Servizio Eures della Provincia di Padova in collaborazione con il  Servizio Pubblico per Impiego Tedesco-ZAV di Bonn organizza a Padova il 22 maggio 2013 una seconda edizione del Workshop “Living  and working in Germany” indirizzato ad ingegneri interessati a [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2012/12/germania1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16445" title="germania1" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2012/12/germania1.jpg" alt="" width="212" height="238" /></a>Il  Servizio Eures della Provincia di Padova in collaborazione con il  Servizio Pubblico per Impiego Tedesco-ZAV di Bonn organizza a Padova il 22 maggio 2013 una seconda edizione del Workshop “Living  and working in Germany” indirizzato ad ingegneri interessati a lavorare in Germania.</p>
<p>Saranno presenti 2 EURES Advisers del Servizio Pubblico Impiego Tedesco – ZAV di Bonn che informeranno  i presenti sul mercato del lavoro tedesco, su come candidarsi correttamente ad un’offerta di lavoro e come rapportarsi con un datore di lavoro tedesco. E’ prevista anche una parte dedicata alle professioni maggiormente richieste dal loro mercato del lavoro (settore dell’Ingegneria e dell’Informatica) quindi  chi possiede un profilo in linea sarà il benvenuto e potrà ricevere tutte le informazioni in merito alle sue  possibilità professionali in Germania e sulle future selezioni di personale da parte di aziende tedesche che<br />
verranno organizzate direttamente in Italia a giugno.</p>
<p>I profili ricercati in Germania sono: ingegneri meccanici, elettronici, informatici, aerospaziali e gestionali (in  ambito elettrico e meccanico). Per gli ingegneri informatici è richiesto un livello B2-C1 di inglese e preferibilmente una conoscenza base del tedesco.</p>
<p>Gli ingegneri gestionali devono avere una conoscenza B2 del tedesco. Per gli altri profili è richiesta almeno una conoscenza B1 del tedesco e B1-B2 dell’inglese. Il workshop che durerà una giornata si terrà in lingua Inglese e Tedesca. Ci sarà inoltre la possibilità di  parlare individualmente con i consulenti EURES per consigli sul proprio profilo e stesura del CV.</p>
<p>I candidati ritenuti idonei in sede di preselezione diventeranno clienti del Servizio pubblico del lavoro  tedesco e potranno essere segnalati ai datori di lavoro tedeschi che cercano personale.</p>
<p>Tutte le persone in possesso dei requisiti interessate a partecipare al workshop possono inviare la propria candidatura e CV in lingua inglese o tedesca a: <a href="mailto:eurespadova@provincia.padova.it" target="_blank">eurespadova@provincia.padova.<wbr>it</wbr></a> entro il 17/05/2013  citando il riferimento ZAV.</p>
<p>I candidati idonei alla preselezione, riceveranno una mail di risposta con l’indicazione delle modalità di  presentazione, luogo ed orario dell’evento.</p>
<p>Altre offerte di lavoro su <a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/">AND</a></p>
<p>Leggi anche <a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/trovare-lavoro-in-germania-i-miti-da-sfatare/">Lavoro in Germania, i miti da sfatare</a></p>
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		</item>
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		<title>Seimila euro per la miglior foto di montagna</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/lavoro-2/seimila-euro-per-la-miglior-foto-di-montagna/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 16:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Il motto di quest’anno è: “Mountain.Lights&#38;Shadows” – Montagne in luce e ombra. Dove c‘è luce c’è anche ombra. Torna l&#8217;IMS photo contesti, il concorso dell&#8217;International Mountain Summit previsto per quest&#8217;anno a Bressanone dal 17 al 22 ottobre. Invia la tua [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/Ims.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19553" title="Ims" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/Ims-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>Il motto di quest’anno è: “<strong>Mountain.Lights&amp;Shadows” <em>– Montagne in luce e ombra</em></strong>. Dove c‘è luce c’è anche ombra. Torna l&#8217;IMS photo contesti, il concorso dell&#8217;<a href="http://www.ims.bz/">International Mountain Summit</a> previsto per quest&#8217;anno a Bressanone dal 17 al 22 ottobre. Invia la tua foto, nella quale la montagna si presenta come protagonista di un gioco tra luci e ombre. Cogli con la tua macchina fotografica un momento unico: che sia una particolare composizione di luce e colori, un suggestivo panorama, o rocce e vette inondate d’ombra. Mostra attraverso la tua lente di quale fascino e bellezza è capace la natura giocando con la luce e vinci il <strong>KIKU Photo-Award</strong> (6.000 € suddivisi in un primo premio da 3.000 euro, un secondo da 2.000 e un terzo da mille).</p>
<p><strong>La foto</strong></p>
<ul>
<li>Ogni partecipante può inviare 1 sola foto )</li>
<li>Il formato dell’immagine deve essere: TIF o JPEG</li>
<li>Risoluzione: lunghezza laterale max. 1200 pixel (es. 14x10cm a 72 dpi). Peso massimo di 2 MB.</li>
<li>Alcune fotografie selezionate verranno esposte. Il fotografo deve essere in possesso dell’immagine inviata anche in risoluzione minima di 2300 x 3500 pixel (20x30cm a 300dpi).</li>
<li>Immagini non coerenti con il motto del concorso vengono eliminate dalla giuria</li>
</ul>
<p><strong>Le date</strong></p>
<ul>
<li>Invio immagine: 15.04.2013 – 21.07.2013</li>
<li>Votazione del pubblico: 01.08.2013 – 18.08.2013</li>
<li>Esposizione fotografica: 17.10.2013 – 22.10.2013 a Bressanone</li>
<li>Premiazione dei vincitori all’IMS: 19.10.2013 alle ore 20.30</li>
</ul>
<p><strong>Svolgimento della votazione</strong></p>
<ul>
<li>Il pubblico ha diritto di votare fino a un massimo di 10 foto e una volta sola per immagine. Nella galleria le fotografie si dispongono automaticamente in base al numero dei voti: dalla foto più votata a quella meno votata.</li>
<li>Le 10 fotografie più votate si aggiudicano i premi messi a disposizione da GORE-TEX, AKU, KIKU e dai partner dell&#8217;IMS (vedi premi del pubblico)</li>
<li>La giuria specializzata valuta tutte le immagini partecipanti al concorso, scegliendo tra esse le 3 foto vincitrici del KIKU PHOTO-Award e la selezione per l’esposizione fotografica.</li>
<li>I 3 finalisti vengono invitati all’IMS in data 19 ottobre 2013, dove scopriranno chi di loro ha vinto il primo premio (vedi premi della giuria</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Regolamento</h1>
<ol>
<li>Salem Frucht GmbH*, con sede a Salem, Germania, è promotore ufficiale e titolare dei diritti del concorso fotografico “IMS Photo Contest 2013”. Salem Frucht GmbH è responsabile degli aspetti giuridici e amministrativi legati al concorso fotografico. È responsabile dell’organizzazione e dei premi in denaro offerti.</li>
<li>Salem Frucht GmbH è licenziatario della KIKU Srl.</li>
<li>Il Kiku. International Mountain Summit &#8211; IMS è, nell’ambito del concorso fotografico in questione, prestatore di servizio della Salem Frucht GmbH.</li>
<li>Diritto a partecipare hanno sia fotografi professionisti sia amatoriali a partire dal 16° anno di età. Esclusi dal concorso sono membri della giuria, collaboratori della Salem Frucht GmbH, della KIKU e dell’IMS.</li>
<li>La partecipazione è gratuita e si svolge esclusivamente online, attraverso il sito internet dell&#8217;IMS.</li>
<li>Ogni partecipante può inviare <strong>solo</strong><strong>1 fotografia</strong>. In caso contrario tutte le foto caricate verranno eliminate prima della votazione del pubblico.</li>
<li>Il formato richiesto per le immagini è <strong>TIF o JPEG</strong>.</li>
<li>Risoluzione: lunghezza laterale max. <strong>1200 pixel </strong>(es. 14x10cm a 72 dpi). Peso massimo di <strong>2 MB</strong>.</li>
<li>Alcune fotografie selezionate verranno esposte. Il fotografo deve essere in possesso dell’immagine inviata anche in risoluzione minima di 2300 x 3500 pixel (20x30cm a 300dpi).</li>
<li>L’immagine può essere stata pubblicata precedentemente.</li>
<li>Non sono ammesse immagini di nudo esplicito e/o volgare, violenza o altri generi lesivi del buongusto e della morale.</li>
<li>Qualora vi siano persone raffigurate nelle immagini, il fotografo ha il dovere di informare gli eventuali interessati (persone ritratte) e di procurarsi il consenso (liberatoria – documento originale al fotografo e copia al soggetto ripreso) alla diffusione degli stessi. Il non rispetto di tale clausola comporta l’eliminazione dal concorso.</li>
<li>I diritti d’autore rimangono interamente al fotografo che ha scattato l’immagine. Il partecipante, caricando le immagini, dichiara implicitamente di esserne autore e di detenerne tutti i diritti. Inviando le fotografie, il partecipante solleva gli organizzatori da qualsiasi richiesta avanzata da terzi in relazione alla titolarità dei diritti d’autore delle fotografie e alla violazione dei diritti delle persone rappresentate e di ogni altro diritto connesso alle fotografie inviate.</li>
<li>L’autore cede i diritti d’uso non esclusivo delle opere e loro eventuali elaborazioni al Kiku. International Mountain Summit e ai suoi partner per pubblicazioni su qualsiasi mezzo e supporto (cartaceo e/o digitale), senza l’obbligo del consenso da parte dell’autore, ma con il solo vincolo di indicare il nome dell’autore. Le fotografie saranno utilizzate solamente per fini di comunicazione del concorso fotografico e dei suoi vincitori e di promozione dell&#8217;IMS.</li>
<li>Il caricamento della foto comporta automaticamente la conoscenza delle CGC del concorso fotografico. È comunque obbligatoria la conferma di aver letto e accettato le condizioni.</li>
<li>Ogni fotografia caricata ottiene un numero d&#8217;identificazione, con il quale è possibile rintracciare l&#8217;immagine nella galleria del concorso. Il partecipante si assicura che il caricamento dell&#8217;immagine sia avvenuto con successo verificando che la foto compaia nella galleria.</li>
<li>I dati personali forniti dai concorrenti con la compilazione del modulo d’iscrizione, raccolti e trattati con strumenti informatici, saranno utilizzati per individuare i vincitori, per identificare gli autori delle fotografie nelle varie occasioni in cui queste saranno esposte o pubblicate, per le comunicazioni relative al concorso stesso, per le comunicazioni e le news dell’IMS. I dati non saranno in nessun caso trasferiti a terzi.</li>
<li>Sulla base della votazione del pubblico, le 10 immagini più votate saranno ricompensate con un premio messo a disposizione dagli sponsor dell’IMS o dai partner del concorso fotografico.</li>
<li>La giuria tecnica sceglierà i tre vincitori del concorso fotografico ed effettuerà la selezione delle immagini per l’esposizione fotografica.</li>
<li>I tre finalisti del concorso saranni invitati alla premiazione in ambito dell&#8217;IMS (19.10.2013). L&#8217;IMS si fa carico del pernottamento per due persone per due notti in uno degli alberghi partner. L&#8217;IMS non copre i costi di viaggio e di vitto.</li>
<li>Le decisioni prese dalla giuria tecnica e popolare sono insindacabili.</li>
<li>Qualunque immagine che non rispetti il motto o i canoni imposti dal concorso verrà eliminata senza l’obbligo di comunicarne il motivo al partecipante.</li>
<li>I premi non sono trasferibili né esigibili, la via giudiziaria è esclusa.</li>
<li>Il promotore e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del concorso fotografico declinano ogni responsabilità per: problemi tecnici, errori, cancellazioni, mancato funzionamento delle linee di comunicazione che dovessero presentarsi nella trasmissione delle fotografie; qualsiasi informazione incorretta o inaccurata derivante da errori dei concorrenti; qualsiasi danno alle persone o cose che possa essere causato direttamente o indirettamente, in tutto o in parte, dalla partecipazione del concorrente al concorso o dal ricevimento dei premi; utilizzo non autorizzato delle immagini partecipanti.</li>
<li>La legge applicabile a tale concorso fotografico è quella germanica. Il foro competente è Salem</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;IMS 2012</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/IVpsiotY_fA?list=UUcFLTev6LIjLrYuUcyBvC1Q" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: right;">Altre opportunità di lavoro e concorsi con <a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/">AND</a></p>
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		<title>Oltre il muro</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva in libreria, con la prefazionee di Paolo Rumiz e la postfazione di Daniel Cohn-Bendit &#8220;L’Europa oltre il muro Vent’anni di viaggi e incontri nei Paesi dell’Est&#8221; libro di Paolo Bergamaschi che narra vent’anni di viaggi nell’Europa orientale in nome [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/244.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19536" title="244" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/244.jpg" alt="L'Europa oltre il muro" width="133" height="200" /></a>Arriva in libreria, con la prefazionee di Paolo Rumiz e la postfazione di Daniel Cohn-Bendit &#8220;L’Europa oltre il muro Vent’anni di viaggi e incontri nei Paesi dell’Est&#8221; libro di Paolo Bergamaschi che narra vent’anni di viaggi nell’<strong>Europa orientale</strong> in nome e per conto del Parlamento europeo. L’odo­re del sangue delle guerre e del cherosene bruciato che dalla caduta del <strong>Muro di Berlino</strong> caratterizza tanti Paesi dell’Est del continente, attraversati da masse di poveri sempre più po­veri e dominati da pochi ricchi sempre più ricchi, e un diffuso desiderio di <strong>contatto con l’Unione europea</strong>, che per chi non vi fa parte rappresenta ancora la soluzione di tutti i problemi. Nonostante per la Ue gli interessi della politica energetica vengano spesso prima dei diritti umani. Questi gli elementi del lungo e sorprendente viaggio di un pacifista incidentalmente consigliere parla­mentare europeo “anziano” in un’Europa orientale che continua a mantenere un fascino intatto. E che ha tanto da insegnarci.</p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Vent’anni di viaggi, quelli raccontati da Bergamaschi in questo libro magnifico, alla ricerca delle nostre <strong>comuni radici europee</strong>, che s’espandono molto a Est, attecchendo nel nostro Dna. Due de­cenni di memorie senza uguali, dall’Atlantico all’Asia Centrale, che rappresentano <em>“un’esperienza unica e irripetibile, a esplorare focolai di crisi nella ricerca di dare all’Unione europea le premesse di una politica di sicurezza comune più veloce, coerente e assertiva di quanto non permetta l’as­semblaggio dei suoi 27 componenti. Eppure da questo diario di viaggio esce che l’Europa esiste eccome, è un paesaggio, un retroterra comune, una sensibilità che ci rende diversi. Lo so da sem­pre quanto è dolce tornare nella Terra del Tramonto, là dove le identità si addensano e – dopo due catastrofi mondiali – non hanno alternativa alla convivenza…” </em>(Paolo Rumiz).</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><em>“Nel suo ‘diario di viaggio’ Paolo Bergamaschi descrive con gli occhi di un osservatore esperto, sensibile e indipendente quello che succede a Est, oltre i confini dell’Unione. Con L’Europa ol­tre il Muro l’autore documenta in modo chiaro che, in ultima istanza, i conflitti possono essere superati solo in un modo: quando tutti gli interessati guardano avanti, quando cercano la loro Patria nel presente anziché nel passato&#8230;“. </em>(Daniel Cohn-Bendit)</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Un libro scritto da un appassionato di cerchi nell’acqua, dedicato ai viaggiatori che inseguono l’alba.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana;">L’autore</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Paolo Bergamaschi lavora come consigliere presso la commissione Esteri del Parlamento europeo. Veterinario di professione, collabora con riviste, siti web e quotidiani con reportage e analisi di avveni­menti internazionali. È musicista e cantautore con quattro cd all’attivo e collaborazioni con programmi sulla musica dei Paesi che visita e in particolare con <em>Demo</em>, su <em>Radio Rai 1, </em>dove cura una finestra di <em>world music </em>dal titolo <em>Musica dall’altro mondo</em>. Ha pubblicato <em>Area di Crisi-Guerre e Pace ai Confini d’Europa </em>(La Meridiana, 2007) e <em>Passaporto di servizio </em>(Infinito edizioni, 2010). Per contattarlo: <a href="mailto:pistillob@libero.it" target="_blank">pistillob@libero.it</a></span></p>
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		<title>Bunad sotto attacco, la Norvegia si divide</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero norvegese ama il geitost (formaggio di capra) al punto da mangiarlo pure a colazione, si dedica a lunghe camminate con qualunque condizione atmosferica,inserisce l&#8217;argomento petrolio regolarmente nei discorsi, celebra le vittorie sportive dei connazionali come propri trionfi e [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/DSCF6080.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19527" title="DSCF6080" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/DSCF6080-300x173.jpg" alt="Bunad, vestito tipico norvegese" width="300" height="173" /></a>Il vero norvegese ama il geitost</strong> (formaggio di capra) al punto da mangiarlo pure a colazione, si dedica a lunghe camminate con qualunque condizione atmosferica,inserisce l&#8217;argomento petrolio regolarmente nei discorsi, celebra le vittorie sportive dei connazionali come propri trionfi e sfoggia il bunad il diciassette maggio<strong>. Secondo i sondaggi, il settanta per cento dei norvegesi indosserà il bunad per celebrare la festa nazionale.</strong></p>
<p><strong>Il costume tradizionale norvegese</strong> ha origini rurali e varia nei colori e negli ornamenti a seconda della regione di provenienza. Proprio ora che si prepara a invadere le strade nelle parate della festa nazionale, <strong>questo simbolo del passato e della tradizione, è stato oggetto di polemiche accese sul quotidiano di Stavanger</strong>. Tutto è partito da un post sul blog “håndarbeiden” (letteralmente, lavori manuali) in cui l&#8217;autrice proponeva di personalizzare il bunad secondo il proprio gusto.</p>
<p>Perché non sostituire la tradizionale camicia bianca del costume di Stavanger con qualcosa di più vistoso, come una blusa di seta rossa? Perché non sfoggiare un bel paio di scarpe con il tacco, anziché il mocassino vecchio stile (molto vecchio stile) che di norma accompagnerebbe il vestito?In fondo, ha aggiunto, il diciassette maggio è il giorno in cui si entra in contatto con il maggior numero di persone, perché non ci si dovrebbe sentire a proprio agio? Perché limitare la propria personalità in nome della tradizione?</p>
<p><strong>Le risposte non si sono fatte attendere.</strong> Molti, moltissimi non hanno gradito tale suggerimento. Il bunad, hanno scritto, è il simbolo dell&#8217;unità nazionale norvegese: i vestiti hanno tanti colori diversi, come tanti dialetti diversi parlano i norvegesi, ma tutti sono legati da una radice comune di orgoglioso legame con la tradizione. <strong>Almeno il diciassette maggio, tale orgoglio si deve manifestare, indossando il bunad così come è sempre stato.</strong></p>
<p>I sostenitori a oltranza del fronte libertà personale, subito ribattezzati bunadrebeller, <strong>hanno invece lanciato l&#8217;ashtag su Twitter #pimpmybunad</strong>, postando foto delle personali modifiche apportate ai propri costumi; purtroppo è già stato rimosso, non so se per limiti di tempo o patriottica censura.</p>
<p>C&#8217;è anche chi, con tono più o meno scherzoso, ha definito il diciassette maggio il giorno più misogino dell&#8217;anno, in quanto costringe le donne a indossare ogni anno lo stesso costume, realizzato in un anacronistico <strong>tessuto non elasticizzato e stretto sotto il seno facendole sembrare un esercito di muffins.</strong></p>
<p>Ora che la festa nazionale si avvicina i toni della polemica si abbassano gradualmente . I norvegesi ripescano dall&#8217;armadio il proprio bunad che, una volta indossato, li avvolge un&#8217;ondata di rassicurante tradizione che cancella qualunque dubbio e annulla, almeno per un giorno, la paura di rinunciare alla propria individualità.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Camilla Bonetti</strong></p>
<p style="text-align: right;">Leggi anche <a href="http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/norvegia/trasferirsi-in-norvegia-istruzioni-per-luso/">Trasferirsi in Norvegia, istruzioni per l’uso</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/norvegia/cercare-lavoro-in-norvegia/">Cercare lavoro in Norvegia</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.anordestdiche.com/story/ristorante-norvegese-cerca-2-pizzaioli-e-3-chef/">Offerte di lavoro in Norvegia</a></p>
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		<title>Ristorante norvegese cerca 2 pizzaioli e 3 chef</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/lavoro-2/ristorante-norvegese-cerca-2-pizzaioli-e-3-chef/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti gli italiani pazzi per la Norvegia. Ma anche la Norvegia è pazza di noi. Tanto che è pronta a pagare buoni stipendi (attenzione percò al fatto che la Norvegia è carissima) per il nostro talento in cucina. Infatti, se [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/bryggen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19464" title="bryggen" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/bryggen-300x199.jpg" alt="Bryggen, il quartiere anseatico di Bergen" width="300" height="199" /></a>Tutti gli italiani pazzi per la Norvegia. Ma anche la Norvegia è pazza di noi. Tanto che è pronta a pagare buoni stipendi (attenzione percò al fatto che la Norvegia è carissima) per il nostro talento in cucina. Infatti, se sei uno <strong>chef </strong>con certificato,  hai esperienza in cucina e in pizzeria e conosci l&#8217;inglese allora parti in Norvegia! La <a href="http://www.restauranteritrondheim.no/english/frati_en/" target="_blank">Frati As,</a> catena di ristoranti italiani in Scandinavia, cerca personale in vista dell’apertura di un <strong>nuovo ristorante italiano</strong> nel comune di Trondhem, regione di Trøndelag, in Norvegia.<br />
Nello specifico si <strong>selezionano 2 pizzaioli e 3 cuochi</strong> in grado di preparare piatti tipicamente italiani come pizza, pasta ma anche carne e pesce. Ai candidati è richiesto il <strong>certificato di chef</strong> o rilevante <strong>esperienza </strong>nel settore e la conoscenza dell’<strong>inglese</strong>.</p>
<p>Il contratto partirà dall’1 luglio 2013. Retribuzione mensile variabile da 2700 a 3700 euro a seconda dell’esperienza e del grado di qualifica.</p>
<p>Inviare, <strong>entro il 31 maggio 2013</strong>, una breve email di candidatura e il CV attraverso <a href="http://www.scambieuropei.info/lavoro/ristorante-italiano-in-norvegia-cerca-2-pizzaioli-e-3-chef-con-esperienza-e-conoscenza-inglese#.UY6sbUpPhcA">Scambieuropei</a> indicando il referimento alla posizione per la quale ci si candida (Cook o Pizzaiolo).</p>
<p>Leggi anche <a href="http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/norvegia/trasferirsi-in-norvegia-istruzioni-per-luso/">Trasferirsi in Norvegia, istruzioni per l&#8217;uso</a></p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/norvegia/cercare-lavoro-in-norvegia/">Cercare lavoro in Norvegia</a></p>
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		<title>Frontiere chiuse per i rifugiati della Siria</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere chiuse]]></category>
		<category><![CDATA[pkk]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel campo di Domiz, al confine fra Siria e Kurdistan iracheno l&#8217;Unhcr (l&#8217;agenzia Onu per i rifugiati) stimava al 2 aprile una presenza di 35.000 siriani; ma i cooperanti che lavorano su questa emergenza parlano di quasi 90.000 profughi fra [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/iraqi-kurdistan-town-fd.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19461" title="iraqi-kurdistan-town--fd" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/iraqi-kurdistan-town-fd-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nel campo di Domiz, al confine fra Siria e Kurdistan iracheno l&#8217;Unhcr (l&#8217;agenzia Onu per i rifugiati) stimava al 2 aprile una presenza di 35.000 siriani; ma i cooperanti che lavorano su questa emergenza<strong> parlano di quasi 90.000 profughi fra Domiz e tutta la provincia di Dohuk, la città curda più vicina alla frontiera. </strong></p>
<p><strong>Un afflusso che però si è bruscamente interrotto qualche giorno fa, quando il passaggio dalla Siria all&#8217;Iraq è stato chiuso dai militanti del Pkk</strong> che, a quanto riportano le fonti sul campo, temono un esodo troppo massiccio di combattenti, necessari sul terreno per continuare la guerra contro il regime di Bashar al Asad. La minoranza curda della Siria ha infatti da poco cambiato orientamento. Se all&#8217;inizio delle violenze i curdi si preoccupavano soprattutto di difendere il loro territorio dalle diverse milizie di ribelli siriani, adesso sono passati ad attaccare frontalmente i lealisti di Damasco, con l&#8217;obiettivo di far dissolvere il regime e assicurarsi la maggior autonomia possibile sul territorio curdo. Esattamente, insomma, come è successo nel 1993 fra Baghdad ed Erbil, in Iraq.</p>
<p><strong>L&#8217;emergenza umanitaria nel Kurdistan iracheno è ormai a livelli insostenibili. </strong>Il bollettino dell&#8217;UNHCR riporta che nel campo di Domiz le famiglie stanno condividendo le tende con i nuovi profughi, dato che di nuove non ce ne sono. A cavallo fra marzo e aprile il ritmo di arrivi si è quasi triplicato rispetto ai due anni precedenti di guerra e adesso oltre 3.500 famiglie non hanno una tenda dove vivere. I problemi principali sono la mancanza di spazio e le condizioni sanitarie. <strong>In tutto l&#8217;Iraq sono stati censiti 120.000 profughi siriani, di cui il 90% in Kurdistan. </strong>Oltre a questi ci sono migliaia di altre persone che non sono mai state registrate e che hanno trovato ospitalità in case private o in edifici di fortuna. Recentemente il governo regionale di Erbil ha stanziato fondi per la sistemazione di uno spazio che possa ospitare altre 25.000 persone, ma secondo l&#8217;UNHCR <em>&#8220;i profughi che ne hanno bisogno sono tre volte di più&#8221;</em>. Con l&#8217;arrivo della primavera e dell&#8217;estate preoccupa anche la situazione sanitaria, con quasi il 10% dei bambini sotto i 5 anni colpiti dalla diarrea (una percentuale in continua crescita) e 62 casi di epatite A registrati dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</p>
<p>Nonostante tutto questo, <strong>non accenna affatto a diminuire il numero dei siriani che preferiscono un campo profughi alla guerra. Sempre che il Pkk non voglia continuare a scegliere per loro.</strong></p>
<p><em>(articolo di A.M. pubblicato il 10 aprile 2013 su </em><a href="http://www.focusonsyria.org/it">Focus on Syria</a><em>)</em></p>
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		<title>Tornavacas, noche de fuego</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/diari/tornavacas-noche-de-fuego/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 08:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari]]></category>

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		<description><![CDATA[Di passaggio per il centro della Spagna, tra la Sierra ancora innevata, le interminabili valli e gli isolati di cielo che a pezzi si ripropongono. La neve di maggio ti ricorda che tra queste mura rocciose il tempo scorre lento: [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di passaggio per il centro della Spagna</strong>, tra la Sierra ancora innevata, le interminabili valli e gli isolati di cielo che a pezzi si ripropongono. La neve di maggio ti ricorda che tra queste mura rocciose il tempo scorre lento: la frenesia delle città è lontana kilometri. Non si sentono echi di ansia di lancette inarrestabili e clacson feroci.</p>
<p>La quiete, il respiro regolare della montagna. <strong>I campi di ciliegie che coprono il Jerte</strong>, in Extremadura, rappresentano l’oro di questa terra. Il sistema delle cooperative ha funzionato per lungo tempo come forza motrice per l’economia di questi piccoli paesi arrampicati sulle montagne. La stagione non è stata delle migliori: le ciliegie non sono ancora mature ma mi immagino già il loro profumo che sale fino alla cima del monte.<br />
In questo enorme tappeto di vallate ogni tanto compaiono pugni di case e luci appese. <strong>La strada conduce a <a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19440" title="tornavacas1" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Tornavacas</strong>, un paesino di mille anime della montagna. In un pueblo il viaggiatore, il forestiero, viene immediatamente notato e diventa oggetto di scrupolosa indagine per gli abitanti del posto.</p>
<p><strong>-“De quien eres hijo?”</strong><br />
Appunto. L’abitudine dei piccoli paesi nell’identificarsi in nomi di famiglie e volti conosciuti. È un signore sulla settantina, che ce lo chiede. Coppola e rughe ben scolpite di un tempo d’immobile bellezza. Ai vecchi piace raccontarsi e raccontare le vie del centro. C’accompagna con le sue parole per la strada: ai due lati decine di occhi che scrutano te, dal passo dissonante.<br />
<strong>Oggi, 2 maggio, è il giorno della festa chiamata Noche de Fuego</strong>: le strade si riempiono con tanti fuochi, las hogueras, con il più grande ed emblematico che si trova nella Plaza de la Iglesia dalla quale si ripartono i vari barrios. Tutti partecipano ai preparativi che anticipano la notte, portando la legna da ardere nella composta, quasi regale, attesa del tramonto. I focolai sparsi lungo le stradine simboleggiano il vecchio, l’inverno che viene ‘bruciato’, lasciando spazio al buon tempo.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19441" title="tornavacas2" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>La serata si passa stretti attorno al fuoco, mangiando carne e paella da dividere tra una tazza di vino e la gloria, il liquore tipico del posto. Ognuno ti racconta la sua storia e ti domanda il perché della tua visita in quel posto di incontaminata saggezza. <strong>La comunità si rispecchia nei sorrisi della gente.</strong> Da tradizione la festa va avanti fino a tarda notte, sino a quando anche l’ultimo fuoco non si spegne. L’odore di fumo diventa meno denso e le stradine cominciano a svuotarsi. <a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19440" title="tornavacas1" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/tornavacas1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Continuo a pensare alla delicata ingenuità degli abitanti dei piccoli paesi, del loro emozionarsi raccontandoti storie, agli aneddoti che racchiudono il senso pragmatico di esperienza di vite, di vita; l’autenticità scritta nei loro occhi, la naturalezza nel modo di osservare e guardarsi attorno. Un richiamo inarrestabile alle origini ti separa da loro: perché tu, straniero, anche quando cerchi di esser naturale, non riuscirai mai a mimetizzarti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giulia Baldorilli</strong></p>
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