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Il Belgio protesta per l'attivista turco arrestato in Italia

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Sabato 1 marzo, di pomeriggio, più di un centinaio di persone si sono raccolte davanti l’ambasciata italiana a Bruxelles/Brussel per ricordare il superamento dei 100 giorni di detenzione del cittadino belga Bahar Kimyongür in Italia in attesa di una possibile estradizione in Turchia.

attivistaDopo essere stato processato ed assolto in Belgio per l’accusa di appartenenza ad un’organizzazione terroristica (il movimento di estrema sinistra DHKP-C), l’attivista è stato arrestato il 21 novembre sul suolo italiano sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Turchia, che lo sospetta di attività terroristiche. Accuse che l’arrestato respinge energicamente. Il giudice italiano ha tempo fino al 31 marzo per rispondere alla richiesta di estradizione turca. Bahar Kimyongür è stato in carcere per 13 giorni prima di essere trasferito agli arresti domiciliari.

Sua moglie ha dichiarato che martedì si sarebbe recata a Roma con i suoi due figli per chiedere udienza al ministro di giustizia italiano. Ha dichiarato;“La Turchia è nota per il trattamento riservato agli oppositori politici […], ma conto di tornare dall’Italia con Bahar.” Precedentemente l’attivista era stato rilasciato in Spagna dopo il pagamento di €10,000 di cauzione in attesa della decisione del giudice. Nel 2006 i Paesi Bassi lo rilasciarono dopo 68 giorni di carcere.

La protesta è stata supportata da La Clea, sostenitore di un dibattito critico sulla legge antiterrorismo, e dal PTB (Partito Belga Laburista). Benjamin Pestieau, responsabile regionale del PTB, ha detto “Il Belgio ed i Paesi Bassi l’hanno assolto, ma l’Europa della giustizia non funziona”.

Recentemente l’Interpol ha ritirato il mandato di cattura internazionale emesso dalla Turchia perché dalla dubbia legalità. Il ritiro del mandato potrebbe comportare la sospensione degli arresti domiciliari in Italia.

Sull’attivista.
La manifestazione.
La risoluzione della vicenda

Lidia Pittarello

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