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Bali mi fa gli auguri per il Nyepi. L’inizio catartico

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invito ai turisti a rispettare il giorno del silenzio

invito ai turisti a rispettare il giorno del silenzio

Venerdì scorso stavo chiudendo i conti della settimana come ogni venerdì, quando un messaggio da skype mi ha improvvisamente distratto. Era la mia amica Dewi che mi faceva gli auguri per il Nyepi da Bali.
Cos’è questo Nyepi, le ho chiesto?

La parola balinese “Nyepi”, dalla radice “sepi” che significa “silenzio”, indica il capodanno balinese. Ogni anno a Bali si celebra questo Tapa Brata Penyepian o rituale silenzioso. Mia nonna Violetta usava dire che “un bel silenzio non fu mai scritto” e forse è per questo motivo che non avevo ancora sentito parlare di questa festa, pur se celebrata da ben tre milioni di persone, a sole due ore e mezzo di volo da qui. E ieri, il 23 marzo 2012, Bali è stata in silenzio dalle 6 del mattino fino alle 6 del mattino di oggi e dal tramonto è stata anche buia.

L’aeroporto internazionale è stato chiuso per ventiquattro ore; così come pure i porti marittimi in tutta l’isola che sembrava, dalle immagini scattate da qualche turista dalle finestre del suo alloggio, svuotata di gente, o sconvolta da una catastrofe naturale. -Perché tutto ciò accade?-, ho chiesto a Dewi. Le sue risposte e le mie ricerche mi hanno portato, seppur solo virtualmente, in un viaggio coinvolgente che voglio condividere con voi.

Per capire il Capodanno Induista Balinese suggerisco di fare qualche passo indietro nel tempo e nello spazio, partendo proprio da casa nostra, e investigando su come noi in Italia suddividiamo il tempo e gli attribuiamo un significato, per poi spostarci in parallelo a Bali.

Giulio Cesare

Giulio Cesare

In Italia nel 46 a.C. Giulio Cesare promulgò il calendario che fu chiamato giuliano in suo onore. Questo calendario però non calcolava precisamente la suddivisione dell’anno in modo che gli equinozi reali cadessero sempre nella stessa data. Nel 1582, il 21 marzo, giorno convenzionale per l’equinozio di primavera, arrivò dopo che il reale equinozio astronomico era ormai già passato da dieci giorni. Poiché il Concilio di Nicea aveva stabilito l’equinozio di primavera come base per il calcolo della Pasqua, Papa Gregorio XIII temette che, di questo passo, un giorno la Pasqua sarebbe stata festeggiata in estate e così convocò una commissione di esperti composta di astronomi e matematici che ricalcolarono il calendario integrando ogni quattro anni un giorno, aggiunto a Febbraio, nell’anno detto bisestile. Questo calendario è, ancora oggi, quello utilizzato in tutto il mondo per il commercio e le relazioni internazionali: il calendario gregoriano.

Gautamiputra Satakarni

Gautamiputra Satakarni

L’India centrale ebbe un suo Giulio Cesare promotore di un calendario nuovo nella figura di Gautamiputra Satakarni, detto anche Shalivahana. Appena salito al trono dell’Impero Satavahana nell’anno 78 dell’era cristiana si trovò immediatamente a dover fronteggiare le invasioni sia degli Indo-Parti che dei lontani discendenti ellenistici dei generali di Alessandro Magno. Non solo sconfisse tutti gli invasori, ma anche creò il nuovo calendario che comincia con la sua ascesa al trono nell’anno 78. Questo calendario, detto Saka, è usato ancor oggi per calcolare tutte le date sacre nelle ricorrenze in India. Perché ho citato il calendario indiano? Perché a Bali quasi tutti seguono una versione dell’Induismo mista ad elementi animistici preesistenti all’influsso culturale indiano e quindi seguono il calendario Saka per calcolare le date degli eventi religiosi.

Nyepi, il primo giorno dell’anno da trascorrere nel silenzio e nel digiuno ha un significato legato alla cosmologia balinese e si colloca in mezzo ad altri giorni che lo precedono e lo seguono.

Le donne australiane sono una fonte di ispirazione per i Balinesi per indicare qualcosa di demoniaco.

Le donne australiane sono una fonte di ispirazione per i Balinesi per indicare qualcosa di demoniaco.

Secondo i Balinesi il mondo si divide tra Sekala, il materiale, e Niskala, l’eterno. La realtà è un’intersezione tra il materiale e l’eterno. Una non esiste senza l’altro. Periodicamente Yama (Niskala), signore dell’inferno per gli indù balinesi, pulisce il suo regno da tutti i diavoli, che scendono a Bali (Sekala), rendendo necessaria una cerimonia di grande purificazione e offerte sia ai demoni perché non causino danni, sia agli dei perché siano propizi.

la cerimonia melasti in spiaggia

la cerimonia melasti in spiaggia

Quindi tre giorni prima della luna nuova, coincidente con l’arrivo dei demoni sull’isola, c’è il rituale detto Melasti, dedicato all’Ineffabile, l’equivalente balinese dell’indiano Brahman, in Balinese “Sanghyang Widhi Wasa”: gli oggetti sacri di tutti i templi e di tutte le case vengono portati vicino a un Pura Segara (tempio in riva al mare) e lavati in mare. I sacerdoti spruzzano acqua sacra sui fedeli e recitano formule devozionali di buon auspicio. In questo giorno su una qualsiasi delle strade che conducono alla spiaggia, si puo’ assistere ad una scena che tocca il cuore: centinaia e centinaia di donne, uomini e bambini vestiti con abiti da festa per il tempio, camminando con grazia, concentrati sul loro lavoro interiore, sembrano loro stessi dei e dee.
Il giorno successivo si segue il rituale detto Ngrupuk. Si fanno sacrifici di maiali, capre, anatre, cani o galline.

un mostro con le sembianze di una turista occidentale

un mostro con le sembianze di una turista occidentale che balla

I devoti indù creano gli ogoh-ogoh, gigantesche statue fatte di bambù e cartapesta (come quelle sui carri allegorici carnevaleschi di Viareggio), con fattezze demoniache simboleggianti gli elementi negativi o gli spiriti maligni. Questa processione era stata proibita durante l’era di Sukarto, per timore che tra le raffigurazioni di demoni si nascondesse qualche immagine allegorica critica del regime. Non vi ricorda la soppressione del Carnevale veneziano operata dal regime fascista? Durante le processioni vengono battuti i tamburi e si crea un fragore assordante. Ci sono due interpretazioni su cosa accada in questo momento. Una suggerisce che i demoni vengano spaventati dal rumore ed allontanati. Un’altra spiega che i demoni vengono attratti da queste statue fatte proprio per richiamarli a vedere che sono state preparate delle offerte per loro, e per invitarli a consumarle affinché si plachino e non abbiano motivo di causare il male. Chi si occupa della preparazione e del trasporto di queste statue mascherate sono esclusivamente i giovani maschi balinesi che vivono così il passaggio dalla giovinezza all’età adulta festeggiando e bevendo arak, un particolare tipo di vino di riso. Tutto il male che esiste tra gli uomini viene in questo modo oggettivato nelle statue e, alla fine, le statue sono bruciate sul terreno della cremazione di ciascun villaggio.
Finalmente sorge l’alba del Nyepi. Al fine di non attirare nessuno delle spiriti maligni che sono stati cacciati fuori dal rumore la notte precedente dopo essere stati attirati, non si possono accendere fuochi (in modo che i demoni non possano vedere l’isola), nessun rumore (in modo che non la possano sentire) e non si può cucinare (in modo che i demoni non possano sentire l’odore dell’isola). Tutti sono obbligati a restare a casa senza guardare la televisione, ascoltare la radio o consultare il computer ed è proibito viaggiare. Si auspica l’introspezione e il raggiungimento tramite yoga e meditazione di un vuoto interiore.

I demoni, non percependo alcuna attività, se ne vanno e l’isola si considera purificata.

ngembak geni

ngembak geni

L’alba dopo il Nyepi l’isola si sveglia felice nella festività indù detta Ngembak Geni, dove si consiglia di praticare i cinque doveri religiosi personali (Dharma Panca):
1. Dharma Santi, dovere di perdonare
2. Dharma Tula, dovere di fare una discussione sul significato della celebrazione del silenzio
3. Dharma Sedana, dovere di carità verso i poveri o l’elemosina
4. Dharma Gita, dovere di cantare gli inni sacri
5. Dharma Yatra, dovere di visitare i luoghi sacri
I Balinesi indù di solito prima vanno a cercare una fonte d’acqua per farci il bagno. L’obiettivo è quello di purificarsi dalle influenze negative dell’anno appena trascorso.
Dopo il bagno (lavaggio), vanno a casa di parenti e parenti per chiedere perdono, se nell’anno appena passato hanno fatto qualcosa di sbagliato. Viceversa, si consiglia inoltre di perdonare l’altro. Ngembak Geni ha un significato di unione nella famiglia, d’armonia e alto senso di tolleranza.

La mia amica ha concluso la nostra chiacchierata sorridendo del mondo moderno. Nel 2007, il WWF-Australia ha ispirato gli amministratori di Sydney a mostrare il loro sostegno per l’azione dei cambiamenti climatici nel primo evento “l’Ora della Terra” (Earth Hour). A Sydney, in Australia, 2,2 milioni di persone e più di 2.000 aziende hanno spento le luci per un’ora a prendere una posizione contro il cambiamento climatico. Poi questo evento e’ diventato globale. Durante il Nyepi, Bali riduce 20.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e anche questo riduce il riscaldamento globale. Noi, a Bali, lo facciamo da secoli.

3 comments

  1. Mi sono trasferito a Bali qualche mese fa e oggi sto vivendo il mio primo Nyepi. Anche se da agnostico, si percepisce la magia trascendentale di questa festa.
    Grazie per il tuo approfondimento.

    Happy Nyepi!

    Un giorno all’anno, oggi, a Bali, si festeggia lo Nyepi day. E’ il giorno in cui, secondo tradizione Indu, tutti i demoni se ne vanno dall’isola.
    Oggi non si può uscire di casa. La tv è isolata, nessun canale viene trasmesso. Anche la musica è vietata, se ad alto volume. L’aeroporto è chiuso. Sono attivi telefoni e internet, ma solo per le emergenze (in teoria). Oggi si sta in casa, si condivide con la famiglia e/o gli amici o compagni di viaggio un giorno di quiete e raccoglimento volto a cacciare i demoni che abitano le nostre case, le strade, la nostra vita. Regna una pace silenziosa e gratificante, che libera le persone dalla frenesia quotidiana e ci costringe a riflettere su cosa stiamo facendo, dove stiamo andando.
    Happy Nyepi a Tutti!

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