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Belgio, il Paese degli Azzeccagarbugli

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bruxelles-10Il Paese degli Azzeccagarbugli 2. Il numero 2 fa intendere che ci sia stato un numero 1. Sì, in principio fu l’Italia, con un esasperante tentativo d’iscrizione (il peggio fu la disiscrizione dall’estero) come insegnate in III fascia. Ora si tratta del Belgio, con la registrazione presso il comune di Bruxelles-Brussel. Visto che recentemente è stato riproposto un post che esaltava alcuni opinabili aspetti positivi della città, mi sembra corretto mostrare anche ciò che i turisti non possono vedere.Forte dell’esperienza austriaca ove registrarsi e deregistrarsi è questione di 5 minuti (attesa inclusa) nonostante sia il Paese ove la burocrazia è stata inventata, appena trasferitami in Belgio ho cercato di fare lo stesso. La procedura è un po’ più complicata perché richiede parecchie visite al proprio Comune ed una dalla polizia, ma alla fine si dovrebbe ricevere un’agognata carta d’identità belga valida 5 anni (non per l’espatrio, sembra).

Trascuro i dettagli, ma dopo quasi cinque mesi dal primo contatto con il Comune, risiedendo in città, pagando puntualmente l’affitto e le bollette dei consumi per i quali ho stipulato regolare contratto, ricevendo uno stipendio, pagando l’assicurazione sanitaria, etc. non solo non figuro ancora ufficialmente registrata, ma addirittura mi trovo in una situazione kafkiana in cui mi viene richiesto un documento che attesti la mia residenza in Austria o in Italia.

Si tratta della banca ove si trova il deposito per l’appartamento che ho in affitto. Cosa di: “vivo qui da quasi paese_azzeccagarb_imm5 mesi, la domanda di registrazione è in corso, la polizia ha già verificato l’indirizzo” non risulta chiaro? Ho un documento che certifica la mia disiscrizione dall’Austria ed un altro dall’ufficio anagrafe del mio paese che certifica il mio trasferimento a Vienna nel 2010. Ho una convocazione al Comune a fine settembre, sei mesi dall’inizio della domanda di registrazione, ma non sarà la conclusione della mia odissea, soltanto una tappa. Discutere con l’ottusità di un impiegata della banca locale, dopo aver lottato con una scortese addetta in comune, mi ha veramente manda in bestia. Primo perché sembra di essere nella peggiore Italia (non tutta, per fortuna, anzi ammetto di aver sempre trovato persone gentili e disponibili negli uffici pubblici, consolati compresi), poi perché creano i presupposti perché uno imbrogli e viva “da clandestino”. Da notare che quelli che lavorano per le istituzioni europee hanno un trattamento diverso, per cui non sono obbligati ad impelagarsi in questa giungla di carte.La cosa che m’irrita maggiormente del fatto di non essere ancora ufficialmente registrata è il non poter essere iscritta all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), che solo in Belgio è particolarmente rigida sull’argomento a causa di precedenti incresciosi. A parte le questioni fiscali di cui mi preoccuperò quando e se andrò in pensione (povera illusa!), cercando di riunire contributi sparsi in mezza Europa, se non sono registrata in ambasciata non posso votare! Come fare con questi politici che ogni giorno minacciano di farci tornare alle urne? Un colpo di mano simile per privarmi di un mio fondamentale diritto sarebbe motivo di rinuncia della cittadinanza!

Nel frattempo ho ricevuto comunicazioni da Italia ed Austria che mi sollecitano a regolarizzare la mia posizione, non risiedendo più in tali Paesi, ma per il Belgio ancora non vivo ufficialmente qui. Altri esempi? Una ragazza si vista chiedere la prova di registrazione al comune per avere la mutuelle (assicurazione sanitaria) e dal comune un certificato di registrazione presso una mutuelle per concedere la residenza. Per i cittadini extra-europei è anche peggio, con una dottoranda che si vede recapitare un “foglio di via” perché un impiegato aveva sbagliato la destinazione della sua richiesta di visto per poi correggersi dopo la scadenza dei termini (la poveretta ha dovuto assumere un avvocato per difendersi e farsi fare un visto dalla Francia nel frattempo) ed un ragazzo che nonostante il contratto di lavoro e d’affitto ha avuto enormi difficoltà per aprire un conto in banca ma il datore di lavoro non poteva pagarlo finché non avesse avuto le coordinate bancarie. Per tacere dei disservizi temporanei, come la deviazione delle linee di autobus e tram senza preavviso e senza informazioni sul mezzo e la chiusura di strade per lavori con la data d’inizio ma non quella di fine (su, almeno una previsione ottimistica!).

Secondo alcuni amici sono stata semplicemente molto sfortunata, secondo altri è il comune che non funziona. Secondo me è un circolo vizioso: le leggi si sono inasprite perché in troppi imbrogliavano fissando residenze fittizie per motivi fiscali e molti imbrogliano perché l’iter burocratico è assurdamente lungo e complicato.

Una delusa ed onesta cittadina europea.

Lidia Pittarello
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