Bravi ragazzi morti in moto

mattia gusella - 27 agosto 2012

L'odiato e bramato oro della Transilvania

mattia gusella - 27 agosto 2012

Bleeding USA

mattia gusella - 27 agosto 2012
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20 Luglio, Aurora, Colorado  – 12 morti

5 Agosto, Oak Creek, Winsconsin – 7 morti

13 Agosto, College Station, Texas – 3 morti

13 Agosto, Manhattan, New York – 1 morto

17 Agosto (notizia), Saginaw, Michigan – 1 morto

24 Agosto, Manhattan, New York – 2 morti

A turno i protagonisti sono un matto che ha deciso di fare lo stragista, un plotone di poliziotti “nell’esercizio delle proprie funzioni”, qualcuno che ha vissuto un “dramma” personale.

Non importa quale sia il motivo, intanto si spara. Reazione già sufficientemente indicativa della capacità di coltivare una convivenza civile in questo paese. Parlare di coesione sociale in America è un po’ azzardato.

Qualche giorno fa camminando per Boston, erano le 9 di sera, incontro, uno in coda all’altro, i furgoncini della Fox News, dell’Abc e di alcune televisioni locali. Tutti carichi di cavi e di antennone giganti. Poco dopo ci sono i nastri gialli che tagliano la strada per chiuderla. Qualche auto della polizia parcheggiata e due che fanno su e giù.

Tutti sono molto calmi, senonché nessuno ti dice cosa sia successo.

Ero arrivato molto dopo.

Un altro morto ammazzato dalla polizia, uno di quelli che fa meno notizia. Era armato di pistola, era uscito di prigione un anno prima ed era stato recentemente riconosciuto sul luogo di un altro delitto la settimana precedente. Un caso di normale amministrazione della giustizia.

Infatti lo stupore della gente si concentra altrove: “fino ad oggi questo è stato un quartiere tranquillo”.

In realtà non c’è alcun reale motivo per cui una sparatoria non si possa svolgere anche nei quartieri più benestanti o sotto l’Empire State Building.

Basta dare un’occhiata a www.spotcrime.com, è il più utilizzato del genere, perchè appunto ce n’è più di uno

Non sono siti troppo visitati, ma neanche così poco. Comunque sia danno una discreta visione, auspicabilmente completa, ma di certo non lo è, della mappa del Crimine negli Usa.

Buoni più per rendersi conto di cosa succede piuttosto che per farne un uso pratico (se si fa la ricerca sull’anno varrebbe la pena di restare a casa). Al contrario sono molto utili ad alimentare una psicosi collettiva sulla sicurezza personale: quella del “allora ci compriamo una pistola” e del “è un peccato non usarla”.

Una paura che diventa psicosi e che è parte integrante della “lotta per sopravvivere”.

Rudolph Giuliani si era potuto permettere le telecamere in tutta New York, chi non può farlo, mette sulle vetrine dei negozi un piccolo cartello rosso con scritto “We call the police. The neighborhood watch”.

CONTROLLO CONTROLLO CONTROLLO

 Tutto sembra (è) così normale e così necessario, solo se c’è una strage ci si fa qualche domanda, altrimenti tutto ok.

Tra New York Times, News York Post e Daily News del 25 agosto l’unico a interrogarsi un minimo a proposito della sparatoria all’Empire è il NY Times: lo fa sul coraggio dei poliziotti ad aprire il fuoco in un luogo così frequentato.

Intanto teniamoci questa America, con il fucile sulla spalla e avara di sogni.

Mattia Gusella 

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