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Bolzano o Venezia: quale sarà la porta delle Dolomiti?

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Editoriale pubblicato sul Corriere dell’Alto Adige il 21/12/2019

Mancano «solo» sei anni alle Olimpiadi del 2026 e bisogna iniziare a porsi una domanda, che forse appare scontata, ma non lo è. Qual è, e quale sarà, la porta di accesso alle Dolomiti? La domanda ad alcuni potrebbe sembrare oziosa, ad altri scontata, a ciascuno a seconda del suo punto di vista. Ma come dimostra l’evoluzione dell’economia italiana recente e l’ascesa dell’Emilia-Romagna, niente è più importante, in un’economia legata alla mobilità, che la definizione dei flussi e delle relative velocità. In pochi anni il combinato disposto di aeroporto e altissima velocità ha fatto di Bologna una delle capitali del turismo italiano e l’hub fondamentale per lo sviluppo di tutta la regione. L’aggancio a Milano, che il Nordest ha perso, culturalmente e infrastrutturalmente, è perfettamente riuscito e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Così, mentre da Brescia a Venezia il treno arranca, con la partenza del nuovo Frecciarossa Bolzano-Milano-Bolzano il primo lato del triangolo olimpico Milano-Venezia-Cortina, che un intervento precedente avevo chiamato Milanordest, fa un deciso passo avanti. Anche se non di alta velocità si tratta, raggiungere la regione in tre ore certe, senza più cambi, vuol dire entrare in un sistema di trasporto efficiente con tutte le principali valli dolomitiche. Il treno, comodissimo e dotato di wi-fi, si addentra nella val Pusteria (che ospiterà le gare di Biathlon) e arriva a Dobbiaco. Da lì Cortina è decisamente vicina. Non una passeggiata di salute, sia chiaro, ma anche l’ipotesi di un Milano-Mestre-Cortina con i mezzi pubblici è da brividi. Il collegamento diretto tra Bolzano e Milano, tratta a servizio anche di tutto il Trentino, è frutto di un lavoro di squadra tra società civile e politica che, se non rappresenta un «modello» nuovo in Alto Adige, vale la pena di essere ripercorso. Mancante ormai da oltre un decennio, il treno diretto viene prima richiesto a gran voce attraverso una raccolta di firme online che fa emergere un’esigenza sentita dalle categorie economiche, tanto da chi deve fare affari a Milano, tanto dai turisti in arrivo in regione, e poi sposato dalla politica locale che grazie al suo pressing su Trenitalia — in particolare con il vicepresidente della Provincia di Bolzano, Daniel Alfreider — in poco più di un anno porta a casa il risultato. Il treno diretto per Milano peraltro arriva in contemporanea con il nuovo collegamento diretto per Vienna. Ora, pensate di essere nel 2025 e mettetevi nei panni di un turista statunitense, giapponese o neozelandese che deve prenotare il viaggio per le Olimpiadi di Milano-Cortina, manifestazione che potrebbe muovere oltre due milioni di visitatori: dove atterrereste? A Bologna, che in un’ora e mezza vi permette di visitare anche Roma; a Verona che ospiterà la cerimonia finale dei Giochi; a Milano, che è la titolare della manifestazione; a Venezia per raggiungere Cortina in quasi tre ore con i mezzi pubblici. E perché non a Innsbruck? E il passo successivo: lungo quale asse vi spostereste tra l’aeroporto e le località delle gare? La gara per aggiudicarsi questi flussi, se di gara si tratta, è appena iniziata. A vincerla sarà chi saprà fare, dentro e fuori, il miglior gioco di squadra.

Luca Barbieri