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#BringBackOurGirls, dall'università di Padova appello per le studentesse rapite in Nigeria

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IMG_6430_bring_back_girlsLa Nigeria forse ci può apparire lontana, remota. Ma la vicenda del rapimento di più di 200 ragazze da parte dei Boko Haram, l’organizzazione terroristica che ha trasmesso un delirante video in cui dichiara di aver “convertito all’Islam” le giovani, non può lasciarci indifferenti. Noi, come il resto del mondo. Per questo anche And partecipa alla campagna #BringBackOurGirls per chiederne la liberazione. In Italia ci ha messo la faccia anche l’Università di Padova, come vi mostrano le foto dal Rettore Giuseppe Zaccaria alle studentesse dell’Ateneo. La scelta è simbolica e non casuale: proprio a Padova, nel 1678, cadde un tabù, con la laurea della prima donna, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. Leggete l’interessante e sfortunata, sotto molti punti di vista, storia della Cornaro.
Ecco il testo dell’appello diffuso dall’Ateneo patavino.

“Lo scorso 14 aprile oltre 200 ragazze in Nigeria sono state rapite nel cuore della notte mentre erano nel dormitorio della loro IMG_6442_copiascuola dal gruppo terrorista islamico Boko Haram. Di fronte a chi in quel paese afferma che alle bambine deve essere proibito di studiare, che anzi devono essere escluse da ogni opportunità di crescita e di riscatto attraverso la formazione scolastica e universitaria, l’Università di Padova risponde con forza: Liberate quelle ragazze! Restituitele subito all’affetto dei loro cari e di tutti noi!
Lo chiediamo assieme alle decine di migliaia di studentesse, docenti, ricercatrici e collaboratrici che in questi luoghi si sono formate, si formano e lavorano assieme ai loro colleghi. Lo chiediamo fieri dell’eredità di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che proprio qui – prima donna al mondo – conseguì la laurea nel 1678. Lo chiediamo per quei valori di libertà, scienza e cultura che da otto secoli trasmettiamo a generazioni di studentesse e di studenti.

#BringBackOurGirls

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