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Greta Rauleac - 3 maggio 2016

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Greta Rauleac - 3 maggio 2016

Bucarest in 3 ore: passeggiando aspettando la coincidenza

Greta Rauleac - 3 maggio 2016
LIBRO NORVEGIANI
Galileo Festival
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Capita talvolta di ritrovarsi in una città nuova e di avere un paio di ore da riempire prima di ripartire. Di solito è perché si aspetta una coincidenza o perché un treno è in ritardo. A volte ci si abbatte dalla strada proprio per avere l’occasione di scoprire un nuovo posto, anche se per poco tempo e in fretta. A me questo è successo a Bucarest, qualche giorno fa. La capitale rumena mi ha accolto per qualche ora, prima di salire su un treno verso Iasi, la mia città di destinazione. Nel mio caso si è trattato di una pazza scelta. Dall’aeroporto di Bologna, da dove partivo, avrei trovato anche alternative di viaggio più comode ma, non essendo mai stata a Bucarest, e trovando un volo molto economico, ho preferito questa tratta.

Sono atterrata all’aeroporto di Bucarest Otopeni verso le 3 del pomeriggio, in anticipo rispetto all’orario stabilito, e ho preso l’autobus 783 in direzione Piața Unirii. Chi ha fretta di arrivare in stazione può prendere l’autobus 780 che va direttamente a Gara de Nord. Sono arrivata in centro città in un’oretta e sono scesa a Piața Romana, nel cuore della vita cittadina. Il mio treno partiva alle 7 di sera, ho avuto quindi circa 3 ore per respirare l’aria della capitale Rumena.

Sono capitata in una domenica di primavera piovosa. La città era coperta di nuvole e per strada c’erano poche persone, uscite fra un temporale e l’altro, a sfidare il maltempo. Bucarest mi è sembra subito una città stratificata, su livelli che si sovrappongono e si coprono a vicenda. I nuovi spazi moderni, alberghi, centri commerciali e business centers, riempiono l’orizzonte della città mentre gli edifici antichi del centro vengono lasciati all’abbandono e spesso capita di leggere la scritta “Atentie la Tencuieli!”, Attenzione alle Tegole.

Comincio la mia passeggiata senza una meta precisa, lasciandomi condurre dalla città e cercando di mantenermi nella zona centrale. Incontro l’ospedale Colțea , primo centro di ricerca scientifica della città, la Chiesa Sfantul Gheorghe Nou e, un po’ nascosto, il museo municipale. Sulla strada vedo anche numerosi cinema e teatri, spesso lasciati in rovina. Quelli che mi colpiscono di più sono il Teatro Mic (Teatro Piccolo) e il Cinema Bucuresti. Storico e moderno si inseguono senza darsi pace, il nuovo sembra voler prendere il sopravvento a discapito di alcune costruzioni che forse andrebbero migliorate e conservate.

La mia breve tour di Bucarest prosegue verso la zona Universitaria, che mi affascina per l’eleganza dei suoi edifici. Piața Universității è famosa per essere luogo di manifestazioni politiche importanti nella storia recente del paese. Proprio qui, subito dopo la caduta della dittatura centinaia di persone si radunarono per impedire la candidatura di ex membri del Partito Comunista. Studenti, professori, lavoratori lasciarono la piazza dopo 53 giorni di occupazione e perché violentemente allontanati. La piazza è rimasta da allora un luogo di incontro e protesta, ospitando tutte le più recenti manifestazioni di strada.

Mi incammino su Bulevardul Regina Elisabeta, verso il Parco Cișmigiu, imbattendomi nello storico Hotel Cișmigiu. Lo riconosco subito e mentre osservo la sua facciata non posso che ricordare la sua storia e la canzone dei Vama Veche che la racconta. Inaugurato all’inizio del ventesimo secolo con il nome Palace Hotel, l’albergo perde il suo splendore durante il regime comunista. Negli anni ’90 diventa diventa studentato per gli studenti della Facoltà di Teatro e Belle Arti. In quegli anni la struttura cade sempre più a pezzi e gli studenti che vi alloggiano lamentano le condizioni di poca sicurezza della struttura, che viene chiuso dopo un incidente nell’ascensore che causa la morte di una ragazza. Ora l’edificio è stato ristrutturato e riaperto come albergo.

Ho ancora un po’ di tempo libero e decido di fare una scappata verso il Parlamento. Svolto a sinistra su una stradina laterale per avvicinarmi al fiume Dâmbovița e attraversarlo, ed eccomi arrivata davanti a uno degli edifici più imponenti del mondo: Casa Poporului, sede del Parlamento rumeno. L’edificio è circondando da un grazioso parchetto dove, nonostante il maltempo, bambini e adulti passano il pomeriggio.

Lo zaino sulle spalle inizia a farsi sentire, e comincia a farsi tardi, decido di avvicinarmi alla stazione. Ritorno sui miei passi e costeggio il Parco Cișmigiu addentrandomi in una zona residenziale. Arrivo in stazione in anticipo per prendere il biglietto del treno e riesco anche a bere un caffè e a mangiare qualcosa, prima di salire sul treno e ripartire.

Tre ore in una città enorme come Bucarest sono pochissime ma sono sufficienti per farsi ispirare e per raccogliere idee per i prossimi viaggi. Ci possono essere miliardi di varianti di “flash tour” da personalizzare a seconda delle proprie curiosità, importante è cogliere ogni occasione per conoscere un posto nuovo.

Greta Rauleac

1 comment

  1. Colpisce piacevolmente, assai gentile e carezzevole la sua voce…….mi sembra di sentire il suono dei suoi passi sull’asfalto del vecchio, nuovo Bucarest.

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