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mappa veneto sommerso climate central

Il mare Adriatico che lambisce Padova e Treviso. Venezia, Rovigo e San Donà di Piave sommerse, la linea di costa che tocca Monselice, Este, Oderzo. Lo scenario catastrofico si riferisce al 2050 ed è previsto in una mappa virtuale realizzata dal sito Climate Central, un’organizzazione indipendente statunitense formata da scienziati e giornalisti, che divulga dati e analisi sul cambiamento climatico e sugli effetti dell’inquinamento. È l’ipotesi più negativa, quella cioè basata sulla prosecuzione degli attuali livelli di inquinamento. Se invece ci saranno massicci tagli alle emissioni di CO2, gli effetti previsti sono più miti: Rovigo sarebbe semplicemente un porto, come San Donà di Piave.

Allargando lo sguardo, poi, una cosa appare evidente: il Nordest è, in Italia, l’area più esposta al rischio di essere sommersa dalle acque nel caso di un innalzamento delle temperature di 2 gradi. La mappa interattiva “Sea Level” permette di visualizzare come il riscaldamento globale modificherà i diversi territori costieri della Terra, sulla base di tre scenari differenti relativi ai livelli di inquinamento misurati nel 2015 e a quelli attesi nel 2050 e nel 2100, con la possibilità di scegliere però due ipotesi diverse per quanto riguarda il futuro: la prima ipotizza l’innalzamento dei mari nel caso l’inquinamento prosegua come oggi, la seconda nel caso intervengano “extreme carbon cuts”, ovvero radicali tagli di emissioni di anidride carbonica.

La risposta alla domanda «quando passeremo il punto di non ritorno?» secondo i creatori della mappa dipende «dalle nostre scelte in termini di emissioni, e potrebbe facilmente cadere entro questo secolo a causa di diverse opzioni di temperatura». Per approfondimenti si rimanda a un paper scientifico (qui in pdf) firmato da Benjamin H. Strauss, Scott Kulp e Anders Levermann, su cui si basano le previsioni della mappa.

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