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	<title>AND - A Nordest Di che... &#187; Oriente</title>
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	<description>diari dal mondo e reportage di viaggio</description>
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		<title>Fukushima, il grande inganno: il video</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 16:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;anniversario di Fukushima ripubblichiamo l&#8217;intervento di Pio d&#8217;Emilia a Internazionale. Illuminante Così come il documentario da lui girato che andrà in onda domenica 11 marzo alle 14.35 e 23.45 sempre su Skytg24. Ecco un&#8216;anteprima Pio d&#8217;Emilia, giornalista di sky Tg24 [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3219" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/demilia.jpg"><img class="size-medium wp-image-3219" title="d'emilia" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/demilia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Pio d&#39;Emilia</p></div>
<p><em>Nell&#8217;anniversario di Fukushima ripubblichiamo l&#8217;intervento di Pio d&#8217;Emilia a Internazionale. Illuminante</em></p>
<p><em>Così come il documentario da lui girato che andrà in onda domenica 11 marzo alle 14.35 e 23.45 sempre su Skytg24. Ecco un<a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=r3Rtfd1VDzs" target="_blank">&#8216;anteprima</a></em></p>
<p><em><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://youtu.be/r3Rtfd1VDzs" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://youtu.be/r3Rtfd1VDzs"></embed></object><br />
</em></p>
<p>Pio d&#8217;Emilia, giornalista di sky Tg24 vive in Giappone da 30 anni. Oggi ha aperto l&#8217;incontro &#8220;Giappone, anno zero&#8221; con una domanda provocatoria al pubblico. &#8220;Alzi la mano quanti pensano che l&#8217;incidente di Fukushima non sia stato conseguenza dello tsunami&#8221;. Pochissime le mani che si alzano in un cinema gremito.  &#8221;E invece  &#8211; spiega d&#8217;Emilia -<strong> l&#8217;incidente nucleare di Fukushima è stato una conseguenza del terremoto. Non del nono grado, forza che il terremoto ha raggiunto al suo epicentro. Ma del settimo. Cosa in Giappone molto comune. E&#8217; questo terremoto del settimo grado che ha danneggiato le tubature,</strong> che hanno ceduto: da qui ci sono state le prime emissioni di radiazioni. <strong>Tra le 14,46, orario della seconda scossa, quella più forte, e lo tsunami delle 15,42 i sistemi di raffreddamento di emergenza avevano già iniziato a funzionare</strong>. E&#8217; la dimostrazione che il disastro nucleare è stato causato dal terremoto, non da un evento catastrofico e imprevedibile come lo tsunami&#8221;.</p>
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		<title>La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – quarta parte</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 18:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nobilhuomo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3544" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/il-regio-consolato-oggi.jpg"><img class="size-full wp-image-3544" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/il-regio-consolato-oggi.jpg" alt="il Regio Consolato come appare oggi" width="450" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">il Regio Consolato come appare oggi</p></div>
<p>Verso l&#8217;inizio degli anni <strong>Trenta </strong>la situazione nella regione si era deteriorata ulteriormente: oltre alle rivalità tra il governo nazionalista e i comunisti guidati da Mao, c&#8217;erano le continue interferenze dei Giapponesi che avevano invaso la Manciuria il 19 settembre 1931 trasformandola in uno stato fantoccio, il <strong>Manchukuo</strong>, cui misero a capo <strong>Pu Yi</strong>, l&#8217;Ultimo Imperatore Qing.  <strong>Nel 1932 Chiang Kai-shek aveva chiesto a Galeazzo Ciano di fare da mediatore dopo l&#8217;incidente di Mukden, a riprova della fiducia</strong> (mal riposta, come proveranno i fatti posteriori) <strong>che il governo cinese aveva nell&#8217;Italia</strong>. Il Kuomintang riteneva l&#8217;attacco giapponese un problema di secondo grado, preferendo dare priorità al &#8220;fare pulizia a casa&#8221; (=eliminare i comunisti ed i signori della guerra) prima di scacciare gli invasori.</p>
<p><strong>Nel 1930 la concessione italiana di Tientsin aveva 7.954 abitanti di cui 394 italiani e 146 europei. Erano governati da un podestà (il Regio Console d’Italia) assieme ad una consulta composta da italiani e cinesi.</strong></p>
<p>Nel 1927 <strong>Galeazzo Ciano</strong> era stato mandato da Mussolini come <em>ambasciatore a Pechino</em>. Nel 1930 Ciano, durante un breve soggiorno a Roma, sposò Edda, la figlia di Mussolini allora solo ventenne, per poi tornare con lei in Cina fino al 1933 sempre in veste di ambasciatore del Regno d&#8217;Italia. <strong>In viaggio di nozze Ciano visitò Tientsin</strong> ed al suo ritorno in Cina cominciò a sviluppare i piani che aveva elaborato con Mussolini, come quello di aprire una fabbrica aeronautica in Cina, e che si potevano ricondurre a due obiettivi tra loro connessi: <strong>a. procacciare per l’industria italiana ordini che le consentissero un salto di qualità con un aumento delle quantità;  b. far assumere dal governo cinese consiglieri militari italiani.</strong></p>
<div id="attachment_3571" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/http___www.tricolore-italia.jpg"><img class="size-medium wp-image-3571" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/http___www.tricolore-italia-300x175.jpg" alt="avieri italiani in Cina" width="300" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">avieri italiani in Cina</p></div>
<p><strong>L’Italia esportò in Cina aerei da bombardamento, aerei da caccia, velivoli acrobatici, e tutto il materiale di supporto di cui questi necessitavano, come armamenti, pezzi di ricambio e materiale didattico per istruire il personale sia di terra che di bordo. La Fiat fornì addirittura una galleria del vento all’Università di Nanchino, e nel 1933 ottenne anche un ordine di ventiquattro C.R.32 per scopi di addestramento. </strong></p>
<p><em><strong> </strong>Come avviene anche oggi con certe ditte che promettono l&#8217;esclusiva ad un importatore e poi creano una sottomarca per poter vendere anche al concorrente di quell&#8217;importatore, gli Italiani avevano gia&#8217; venduto aerei ad un signore della guerra: nel 1924, Feng Yu-Xiang, un signore della guerra nel nord della Cina, aveva istituito un reparto di aviazione, e un piccolo corpo d&#8217;aria indipendente che usava 12 aerei Ansaldo.</em></p>
<div id="attachment_3575" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Ansaldo-SVA-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-3575 " src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Ansaldo-SVA-5-300x199.jpg" alt="Ansaldo SVA 5" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Ansaldo SVA 5</p></div>
<p><strong>Nel 1932 la Compagnia di navigazione Lloyd Triestino aprì una nuova linea Italia-Cina</strong>, utilizzando due transatlantici di prestigio, il Conte Biancamano e il Conte Rosso (<strong>che stabilì il nuovo record mondiale per la traversata, impiegando 23 giorni di navigazione</strong>) con tappe a Venezia, Brindisi, Suez, Bombay e Singapore. Grazie ai nuovi servizi di trasporto l’interscambio italo-cinese salì a un livello tale da impensierire gli inglesi e i francesi.</p>
<p><strong>La Cina aveva un urgente bisogno di armamenti</strong> per potersi difendere dalle aggressioni nipponiche. Oltre agli aerei, la missione italiana cercò di creare in Cina le infrastrutture adatte all’avvio dell’industria aeronautica cinese, e sotto le direttive dei delegati italiani fu intrapresa la costruzione dell’aeroporto militare di Nanchang, e fu istituita la <strong>Sino-Italian Aircraft Works</strong>, una società interamente italiana, che montava in Cina degli aerei di progettazione italiana; fu da questa fabbrica nei pressi di Nanchino che uscirono i primi Savoia Marchetti S.M.81 costruiti in Cina. Dal nostro Paese giungevano tecnici ed esperti di ogni campo, per sovrintendere la costruzione di ferrovie,  delle dogane, la direzione delle poste, persino la revisione del codice penale e la modernizzazione dell’apparato finanziario con risultati sempre elogiati dai governanti cinesi.</p>
<p>Nel 1933, a Roma, al ritorno di Ciano, nasceva l’<strong>Istituto italiano per il medio ed estremo Oriente</strong> (<a href="http://www.isiao.it/attivita-istituzionali" target="_blank">Ismeo</a>, ancora oggi in piena attività) sotto la presidenza del filosofo Giovanni Gentile e del famoso orientalista Giuseppe Tucci. Tutti questi sforzi inizialmente vincenti di legare la Cina all’Italia vennero però vanificati quando il Regno d’Italia firmò, il 6 novembre 1937, il patto Anticomintern che la legò al Giappone tramite la Germania.  L&#8217;Italia, dietro pressioni giapponesi, riconobbe lo stato fantoccio del Manchukuo  il 29 novembre, e, di conseguenza, l’intera missione italiana dovette lasciare la Cina il  19 dicembre dello stesso anno.</p>
<p>Parallelamente, in modo teutonicamente più composto ed efficace, anche i Tedeschi avevano cercato, con successo, di legarsi all’industria cinese, a dispetto delle limitazioni loro imposte dal trattato di Versailles.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3585" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Hsiang-hsi-Kung-Hitler.jpg"><img class="size-medium wp-image-3585" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Hsiang-hsi-Kung-Hitler-300x219.jpg" alt="Hsiang-hsi Kung &amp; Hitler" width="300" height="219" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Hsiang-hsi Kung &amp; Hitler</p></div>
<p><strong>Hsiang-hsi Kung</strong>, un discendente di 75<sup>o</sup> grado di Confucio, era il ministro dell’economia di Chiang Kai-shek. Nel pomeriggio del 13 Giugno 1937 incontrò a Berlino il ministro della guerra tedesco Werner Eduard Fritz von Blomberg per discutere <strong>l’esecuzione dell’accordo HAPRO del 1936 secondo il quale il Terzo Reich avrebbe prestato alla Cina 100 milioni di Reichsmarks per comprare armi e macchine tedesche</strong>.  Per ripagare il prestito, la Cina avrebbe inviato in Germania <strong>tungsteno</strong> e <strong>antimonio</strong>, risorse strategiche molto ricercate dai tedeschi. <em>Non siamo troppo lontani da qualche situazione contemporanea, dove la Germania presta soldi alla Grecia per poterle vendere materiale militare, e poi la biasima</em>. Per facilitare l’arrivo in Germania dei due metalli rari fuori Cina, i Tedeschi avevano addirittura sviluppato la rete ferroviaria cinese. Nell’aprile del 1938 i consiglieri militari tedeschi furono richiamati in Germania.  I Cinesi avevano utilizzato per lungo tempo i loro servizi e quelli degli Italiani e quindi erano furenti perché si sentivano traditi. <em>Le forniture di tungsteno e antimonio furono quindi sospese e i Giapponesi promisero che avrebbero compensato i tedeschi per questa perdita, dando origine all’operazione <a href="http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/singapore/ricordando-il-10-settembre-per-gli-italiani-a-singapore-di-68-anni-fa/" target="_blank">Monsun </a>in cui furono impiegati i sottomarini italiani per arrivare nel Pacifico.</em></p>
<div id="attachment_3853" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Sino-german_cooperation.png"><img class="size-medium wp-image-3853" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Sino-german_cooperation-300x276.png" alt="propaganda per la collaborazione sino germanica" width="300" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">propaganda per la collaborazione sino germanica</p></div>
<p><strong>L’aereonautica italiana era allora all’avanguardia nel mondo</strong>. Non solo l&#8217;aereo Macchi pilotato da Francesco Agello aveva superato i 700 km/ora, record mondiale, negli anni Trenta, ma anche più tardi, la Federazione Aeronautica Internazionale aveva considerato per lungo tempo <strong>il volo dell’aereo Caproni Campini del 28 agosto 1940</strong>, pilotato da Mario de Bernardi, come <strong>il primo volo al mondo di un aereo a reazione</strong> . [<em>In realtà i Tedeschi avevano in fatto volare il loro Heinkel He 178 il 27 agosto 1939, ma avevano tenuto segreto l’evento per motivi strategici</em>]. Anche se autori come Richard Branson nel suo libro “Reach For The Skies”  non la citano per nulla, <strong>l&#8217;industria aeronautica italiana era la prima nel mondo</strong>. <strong>Perché rimane sconosciuta? Allora, come oggi, i nostri ricercatori non erano presi troppo sul serio dall’industria e dalla politica, e la politica era completamente scollegata dalle esigenze del paese reale mentre nel mondo anglosassone la ricerca trova subito applicazioni pratiche che vengono implementate per permetterne la produzione in serie. Di qui, la <em>damnatio memoriae</em> da parte di Anglosassoni che pure portarono a casa loro gli aerei italiani per studiarli.</strong></p>
<p><strong>Alla vigilia della seconda Guerra mondiale, nel 1939, le condizioni economiche e sociali della Cina invasa dal Giappone non lasciavano presagire nulla di buono per la nostra piccola ma attivissima concessione a Tientsin</strong>.</p>
<div><a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-colonia-dimenticata-di-tianjin-tientsin-in-cina-%E2%80%93-terza-parte/" target="_blank">La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – terza parte</a></div>
<div><a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-colonia-dimenticata-di-tianjin-tientsin-in-cina-%E2%80%93-seconda-parte/" target="_blank">La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – seconda parte</a></div>
<div><a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-colonia-dimenticata-di-tianjin-tientsin-prima-parte/" target="_blank">La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – prima parte</a></div>
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		<title>La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – seconda parte</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 16:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nobilhuomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[天 (Tien) in Cinese significa “Cielo”. Un po’ come nelle parole che descrivono la famosa piazza di Pechino “ Tien, 天An men 安門廣場”, ovvero piazza della Porta del Cielo. Tien 天 tsin 津è il guado del Cielo sul fiume. A [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">
<div id="attachment_3370" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl>
<dt><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/mappa1.jpg"><img class="size-full wp-image-3399" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/mappa1.jpg" alt="una mappa dell'epoca coloniale che ci mostra la posizione strategica di  Tientsin" width="530" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">una mappa dell&#039;epoca coloniale che ci mostra la posizione strategica di  Tientsin</p></div>
</dt>
</dl>
</div>
<p><strong>天</strong> (<strong>Tien</strong>) in Cinese significa “<strong><em>Cielo</em></strong>”. Un po’ come nelle parole che descrivono la famosa piazza di Pechino “ <strong>Tien</strong>, 天<strong>An men</strong> 安門廣場”, ovvero piazza della Porta del Cielo.</p>
<p><strong>Tien </strong>天 <strong>tsin </strong>津è il <em>guado del</em> <em>Cielo </em><em>sul fiume</em>.</p>
<p><strong>A dispetto del nome, però, l’Italia a Tientsin non ottenne nulla di &#8220;celestiale&#8221; dal trattato di pace: il 7 giugno 1902 le fu affidato in concessione perpetua un territorio in gran parte paludosa e per il resto cimitero, di una quarantina di chilometri quadrati circondato dalla concessione russa e da quella austriaca</strong>. Un&#8217;area che richiese un cospicuo investimento per la bonifica, rallentato dalla scarsità di fondi messi a disposizione del Governo Italiano. (<em>Questo vi ricorda qualcosa?</em>)</p>
<div id="attachment_5212" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/800px-Italian_mounted_infantry_in_China_1900_HD-SN-99-01989.jpg"><img class="size-medium wp-image-5212" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/800px-Italian_mounted_infantry_in_China_1900_HD-SN-99-01989-300x215.jpg" alt="Cavalleria italiana durante la guerra dei Boxer" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">Cavalleria italiana durante la guerra dei Boxer</p></div>
<div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3483" class="wp-caption alignright" style="width: 219px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/mappa-di-Tientsin1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3483" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/mappa-di-Tientsin1-209x300.jpg" alt="mappa della concessione                                           italiana di Tientsin" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">mappa della concessione                                           italiana di Tientsin</p></div>
<p></strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong>Con l’accordo finale, in data 2 luglio 1905, ogni incertezza scompariva calcolando il debito cinese in otto milioni di taels, una somma inferiore a quella inizialmente pretesa. Per fare un esempio, all’Italia spettava il controvalore di 740mila taels pari a un milione e 795mila franchi.<strong> Si poneva intanto il problema di amministrare il territorio e di riscuotere le indennità. </strong>Proprio a tale scopo alcuni ambienti finanziari si erano subito mostrati disponibili. Il Credito Italiano &#8211; perseguendo una politica di penetrazione sui mercati esteri &#8211; sin dal 1901 aveva stipulato un accordo con la Società Bancaria Milanese per proporre al Governo di Roma di conferire alla &#8220;Società italiana per il commercio con le colonie&#8221; il servizio di riscossione delle indennità estorte dopo aver pacificato i Boxers; nello stesso tempo proponeva l’apertura di una filiale a Shanghai onde facilitare l’importazione di seta cinese, settore totalmente controllato da ditte francesi e inglesi<strong>. Lo Stato italiano inizialmente non è davvero interessato alla Cina</strong> e quindi non vuole investire risorse economiche per cui si affida alle capacità dei suoi rappresentanti in loco per la sua costruzione. I protagonisti della realizzazione e dello sviluppo di questa piccola Italia diventano così i diplomatici italiani di stanza in Cina che per questo compito si avvalgono della collaborazione dei missionari e di qualche italiano residente. Per poter avviare l&#8217;ambizioso progetto c&#8217;è però la necessità di bonificare il terreno che ha un costo molto elevato per cui si procede: in primo luogo alla stesura del piano regolatore (che viene approvato nel 1905); quindi alla elaborazione di un primo regolamento edilizio (1907) e infine alla stesura del bando dell&#8217;Asta per la vendita dei terreni che dovrà in buona parte finanziare l&#8217;intero programma. Nell&#8217;acquisto si cerca di privilegiare in primo luogo gli italiani per i quali sono previsti forti sconti sul reale valore della terra. Ciononostante a farsi avanti per primi sono nella maggior parte dei casi <strong>ricchi cinesi: imprenditori, commercianti, intellettuali ed anche signori della guerra che in questo modo possono allontanarsi da Pechino pur restando nelle sue vicinanze</strong>.</p>
<div>Gli <strong>Italiani </strong>si misero subito al lavoro e dopo avere eliminato le saline presenti, espropriato le case dei privati pagandole (secondo le clausole del trattato), e traslato le salme del cimitero presente nella zona,  innalzarono di 2 metri il livello del suolo e tracciarono strade, fogne e condutture idriche. Nel 1913 l&#8217;ingegnere piemontese Daniele Ruffinoni si trasferì in Cina e comincio&#8217; a realizzare, per conto della <a href="http://www.ansmi.it/storia.htm" target="blank&quot;">Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani</a>, l<strong>&#8216;Ospedale civile</strong>, l&#8217;<strong>Istituto scolastico femminile</strong> [dove c'erano due refettori: uno per le ragazze orfane cinesi ed uno per le europee] e un blocco di appartamenti, costruendo nello stesso tempo per il Governo italiano la sede della <strong>Municipalità </strong>ed altri fabbricati ad essa annessi come le scuderie per i servizi generali [non dimentichiamo che i pompieri, i postini ed altri servizi usavano ancora i cavalli, a quel tempo] e l&#8217;<strong>Ufficio delle Tasse</strong>.</div>
</div>
<p>Nel <strong>1915</strong>, quando l&#8217;Italia entrò in guerra contro gli Imperi Centrali, la colonia di <strong>Tientsin </strong>contava circa 10.000 abitanti (cinesi) e da 350 a 400 italiani, la maggior parte dei quali erano commercianti. A quel tempo la difesa dello stabilimento è stata affidata al solo ca. 200 soldati e ufficiali (per lo più Bersaglieri) supportati da una cinquantina di miliziani cinesi.</p>
<div id="attachment_3439" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/generi-alimentari3.jpg"><img class="size-full wp-image-3439" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/generi-alimentari3.jpg" alt="in Italiano e in caratteri cinesi: generi alimentari" width="274" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">in Italiano e in caratteri cinesi: generi alimentari</p></div>
<p>Dopo poco più di dieci anni, in altre parole alla fine della Prima Guerra Mondiale, il consolato, l&#8217;ospedale, il palazzo della municipalità e circa 150 altri graziosi edifici eretti nello stile dell&#8217;epoca avevano finito col creare <strong>una piccola e bella città italiana</strong>, <strong>per quanto oggi dimenticata in Italia</strong>, che fu per tutto il tempo della sua esistenza il centro di moltissimi eventi.</p>
<p><strong>Situata in una posizione strategica, vicinissima a Pechino e sul canale navigabile che la collegava a Shanghai, la Concessione Italiana di Tientsin comincio&#8217; la sua complessa vicenda.</strong></p>
<p>Chi l&#8217;avrebbe detto, ad esempio, che <strong>fu proprio qui, a <em>Tientsin</em>, che gli Italiani ebbero il loro primo incontro con il</strong> <strong>jujitsu</strong>? I contatti tra i marinai italiani e quelli nipponici, consolidati al tempo della rivolta cinese dei Boxer (1900), favorirono la diffusione delle arti marziali anche tra i nostri soldati, incuriositi e affascinati dal modo particolare di combattere all&#8217;arma bianca o a mani nude. Domata la rivolta xenofoba, <strong>i commenti entusiastici di civili e militari sulle virtù della lotta giapponese in campo bellico, convinsero il Ministro della Marina Carlo Mirabello a organizzare un corso sperimentale</strong>. Ordinò quindi al capitano di vascello Carlo Maria Novellis di assumere un istruttore di jujitsu a bordo dell&#8217;incrociatore Marco Polo, che stazionava nelle acque della Cina.</p>
<p style="text-align: center">
<div id="attachment_3404" class="wp-caption alignleft" style="width: 457px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/vittoria.jpg"><img class="size-full wp-image-3404" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/vittoria.jpg" alt="la Piazza Regina Elena a Tientsin con il Monumento ai Caduti e la colonna della Vittoria" width="447" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">la Piazza Regina Elena a Tientsin con il Monumento ai Caduti e la colonna della Vittoria</p></div>
<p><strong>Durante la Prima Guerra Mondiale i sudditi trentini, triestini, friulani, istriani e dalmati dell&#8217;Impero Austro Ungarico erano stati arruolati nelle truppe asburgiche</strong>, e dislocati in fronti lontani, come quello della Galizia, dove non avrebbero simpatizzato con le truppe del Regno d&#8217;Italia, secondo l&#8217;eterna regola del divide et impera. Tutti quelli presi prigionieri dai <strong>Russi</strong>, <em>circa venticinquemila</em>, venivano interrogati se si qualificavano come &#8220;<strong><em>Italiani</em></strong>&#8221; e non più &#8220;<em><strong>Austroungarici</strong></em>&#8221; e con gli auspici del Regno d&#8217;Italia finivano  per <em>sfuggire anche alla guerra civile tra zaristi e sovietici che insanguinava la Russia</em> attraversando le immense steppe siberiane fino a raggiungere il porto di Vladivostok, da dove venivano imbarcati per Tientsin.<strong> In questo modo l</strong><strong>a piccola citta&#8217; italiana di Tientsin divenne per tutti questi ex sudditi imperial-regi di etnia italiana il primo suolo della nuova Patria <strong>dove mettevano i piedi </strong>dopo il perfezionamento dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia che, finita la Prima Guerra Mondiale, aveva finalmente aggiunto Trento, Trieste, Istria e Zara, pur restando ancora esclusa la Dalmazia, al suo corpo</strong>.</p>
<div id="attachment_3402" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Regiamarina-e-britannici.jpg"><img class="size-medium wp-image-3402" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/10/Regiamarina-e-britannici-300x287.jpg" alt="unita' Italiane in esercizio con gli Inglesi a Tientsin" width="300" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">unita&#039; Italiane in esercizio con gli Inglesi a Tientsin</p></div>
<p>Alloggiati a cura del Consolato Italiano nelle caserme inglesi dell’Indian Barraks, inquadrati da una ventina di ufficiali italiani in compagnie di circa 200 uomini costituirono la cosiddetta <strong>Legione Redenta</strong> e furono distribuiti in tre sedi: <strong>1.750  a Tiensin, 500 a Pechino e 250 a Shan-kai-kuan, formando il  Corpo Italiano di spedizione in Estremo Oriente (CSIEO),</strong> rinforzato poi con l’arrivo dall’Italia di un altro contingente di militari.</p>
<p>Questo corpo di spedizione combatté nell&#8217;estate 1919 per mantenere attiva la ferrovia transiberiana in Manciuria, che serviva agli Alleati per approvvigionare i Russi &#8221;Bianchi&#8221; contro i sovietici. <strong>E tutto a partire da Tientsin, che, negli anni successivi, divenne sempre piu&#8217; strategicamente importante per il governo di Roma.</strong></p>
<p>[CONTINUA - parte seconda]  <em>di Giovanni LOMBARDO</em><br />
<a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-colonia-dimenticata-di-tianjin-tientsin-in-cina-%E2%80%93-terza-parte/">La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – terza parte</a><br />
<a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/la-colonia-dimenticata-di-tianjin-tientsin-prima-parte/">La colonia dimenticata di Tianjin (Tientsin) in Cina – prima parte</a><br />
<em><br />
</em></p>
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		<title>Il mito dell&#8217;orientalismo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:53:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciato, nel luglio 2005, alla guida del mototopo che avevo noleggiato, lo stazio di Brussa al Ponte delle Guglie (<em>Venezia</em>) per trascorrere una bella giornata in laguna col mio amico americano John, e sua moglie Kwan, una giornalista Thailandese del quotidiano Bangkok Post<strong>, avvicinandomi a Burano ho sentito John lamentarsi perché aveva visto dei condizionatori d&#8217;aria all&#8217;esterno di una casa. Secondo lui Venezia non era più &#8220;pittoresca&#8221; e la laguna stessa si era modernizzata un po&#8217; troppo.</strong><strong> </strong></p>
<p>Divertito, gli ho chiesto<strong>: &#8211; che suggerimenti alternativi puoi dare, dunque, agli abitanti della laguna? Di patire il caldo e vivere in un modo scomodo per continuare a essere pittoreschi per te?</strong>- .</p>
<p>Questo ricordo è riaffiorato recentemente sentendo un&#8217;Italiana lamentarsi che <strong>Singapore non le piaceva proprio perché è troppo civilizzata, e che lei preferisce la Cambogia.</strong></p>
<div id="attachment_3104" class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Sihanoukville.jpg"><img class="size-full wp-image-3104" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Sihanoukville.jpg" alt="il mare davanti alla spiaggia di Sihanoukville in Cambogia" width="604" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">il mare davanti alla spiaggia di Sihanoukville in Cambogia</p></div>
<p><strong>Anche qui non ho potuto evitare di scoppiare a ridere</strong><em>.</em> All&#8217;apice del loro espansionismo mondiale, le potenze colonialiste, in breve tempo, si erano spartite tutto quello che era disponibile del Mondo. Il Regno Unito, sulle note di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rule,_Britannia!" target="_blank">Rule Britannia</a>,  la Francia, il Belgio, l&#8217;Olanda, l&#8217;Italia, la Germania (fino alla Prima Guerra Mondiale Samoa, le isole</p>
<div id="attachment_3109" class="wp-caption alignright" style="width: 203px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Briefmarke_2_Mark_Samoa_2.jpg"><img class="size-full wp-image-3109 " src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Briefmarke_2_Mark_Samoa_2.jpg" alt="francobollo da 2 Reichsmark di Samoa colonia imperiale tedesca" width="193" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">francobollo da 2 Reichsmark di Samoa colonia imperiale tedesca</p></div>
<p>Marianne nel Pacifico, un pezzo della Nuova Guinea, Togo, Tanzania, Camerun e Namibia erano colonie del Kaiser),  il Giappone (occupando la Corea e Taiwan),  gli Stati Uniti (guerre con la Spagna, risultanti nella cessione di Cuba, Porto Rico e le Filippine , o con il Messico, risultanti nella cessione della Florida e del Nuovo Messico, tanto per fare un esempio, o trattati ridicoli con la Russia zarista, comportanti la cessione dell&#8217;Alaska e dei territori californiani occupati da pochi ufficiali dello zar timorosi di vedersi portar via le colonie dagli Inglesi), il Sudafrica (occupazione della Namibia), <strong>avevano tutti occupato altre terre</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3114" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/schiave.jpg"><img class="size-medium wp-image-3114" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/schiave-300x206.jpg" alt="l'idea delle donne esotiche non e' cambiata molto dagli anni Trenta del secolo corso ai giorni nostri" width="300" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">l&#039;idea delle donne esotiche non e&#039; cambiata molto dagli anni Trenta del secolo corso ai giorni nostri</p></div>
<p>A centocinquanta anni di distanza da quel momento di grande agitazione c’è ancora nella mente di molti <strong>l&#8217;immagine idealizzata di un Oriente/Estero</strong> che fu prodotta in quegli anni ad uso e consumo dell&#8217;espansionismo coloniale<strong>. Il mito dell&#8217;orientalismo ci propone un&#8217;invenzione che poco a che fare ha con la realtà: in esso l’Oriente o l&#8217;Africa ci vengono serviti come un luogo dove gli abitanti locali hanno una sapienza diversa dalla nostra, più a contatto con la natura, e sono portatori felici di valori altri e alternativi ai nostri, oppure sono incongruamente viziosi, lascivi, inaffidabili.</strong> Questo mito non è sostenuto dal riscontro con i fatti.</p>
<p>Da un lato c’è la barriera linguistica che rende fastidiosi gli scambi tra visitatori e visitati; dall&#8217;altro c’è il bagaglio di pregiudizi spesso assimilati come dati di fatto. Come diceva l&#8217;italiana da me incontrata di cui sopra, Singapore è &#8220;troppo civilizzata&#8221;&#8230; quindi non è molto facile riconciliarsi col proprio senso di superiorità nel confronto con il selvaggio, qui a Singapore.</p>
<p><strong>Nei Paesi vicini è diverso. Tre mezzi di trasporto possono portarti da Singapore in circa un&#8217;ora in realtà diversissime da quella regolata e sicura dell&#8217;isola repubblica. </strong>Un&#8217;ora di autobus e si è a <strong>Johore Bahru</strong>, la città in <strong>Malesia </strong>di fronte a <strong>Singapore</strong>, collegata a essa con un ponte che è come il Ponte della Libertà che unisce Venezia al mondo. Lì, nel <strong>Sultanato</strong>, ci sono caos, sporco, inquinamento ed approssimazione. Il figlio del Sultano gira in Harley Davidson con una banda di suoi squadristi e se vede una donna che gli piace, se la fa portare a Palazzo.</p>
<p>In un&#8217;ora di battello da Singapore si arriva a <strong>Batam</strong>, in <strong>Indonesia</strong>.</p>
<div id="attachment_3115" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Bintan.jpg"><img class="size-medium wp-image-3115" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Bintan-300x224.jpg" alt="una spiaggia di Bintan" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">una spiaggia di Binta</p></div>
<p>Isola parte di una regione economica speciale, <strong>Batam è diversa dalla sua vicina Bintan, sede di un Club Med</strong> e anch’essa a un’ora di barca da Singapore. Batam ha tutta una serie di prerogative che a Singapore sarebbero vietate come ad esempio fabbriche senza norme di sicurezza sufficienti, e quindi senza costi di produzione troppo elevati, case fatiscenti e un fiorente giro di prostituzione mascherata nei saloni di massaggio che &#8220;serve&#8221; il mercato dei più abbienti Singaporiani e Malesiani che qui hanno spesso addirittura una &#8220;mantenuta&#8221;, talvolta madre dei loro figli illegittimi (le cosiddette &#8220;<a href="http://sg.theasianparent.com/articles/my_secret_love_child_mistress_affair/2/" target="_blank">Batam wives</a>&#8221; &#8211; le mogli di Batam -).</p>
<div id="attachment_3116" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/gemelline.jpg"><img class="size-medium wp-image-3116" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/gemelline-300x224.jpg" alt="due gemelle scolpiscono la frutta da un banchetto a Phuket in Tailandia.Il buffet costa solo 30 Euro a persona... " width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">due gemelle scolpiscono la frutta da un banchetto a Phuket in Tailandia. Il buffet costa solo 30 Euro a persona...</p></div>
<p>In poco più di un&#8217;ora di volo infine si può essere in <strong>Tailandia</strong>, il più povero dei tre paesi raggiungibili in poco tempo da Singapore e quindi il meno regolato.  <strong>Qui è possibile, secondo le tasche e le inclinazioni, indulgere in passatempi che in Italia avrebbero un prezzo diverso, dai più innocenti, tipo farsi alzare in cielo sul mare con un paracadute trainato da un motoscafo, ai più inconfessabili, come ad esempio portarsi in hotel un ladyboy per tutta la notte</strong>.</p>
<p>Ciò che il visitatore non si chiede, e non gli interessa, è il perché questi tre paesi siano così. Il visitatore è venuto a godersi la vacanza, a godere della sua superiorità presunta : le analisi storico-sociali lo annoiano e gli sono estranee. Se se lo può permettere, va nel resort più esclusivo che gli costa una frazione di quello che una sistemazione simile gli sarebbe costata in Italia.</p>
<p><strong>Gli abitanti locali li vede solo come servi e autisti, dall&#8217;aeroporto al resort</strong>. <strong>Oppure, come pittoreschi, durante le danze &#8220;tipiche&#8221; organizzate a suo uso e consumo, o nelle visite &#8220;esplorative&#8221; al mercato</strong>. Non ha a che fare, di solito, con la ricca proprietaria del negozio che distribuisce Lladrò in Thailandia, o con qualche esponente della famiglia reale o con qualcuno della casta militare. <strong>L&#8217;Italiano tende a vedere i locali come miserabili senza speranze; talvolta ad assumere il ruolo del &#8220;salvatore&#8221; della poverina che è stata avviata alla prostituzione per salvare la famiglia dalla povertà come nel film <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56789" target="_blank">Ovunque Tu Sia</a> del 2008</strong> , in cui ho fatto la comparsa come carabiniere di quella che nella finzione era l&#8217;ambasciata italiana a Bangkok, resa per l&#8217;occasione in un bungalow coloniale ai giardini botanici di Singapore.</p>
<div id="attachment_3103" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Lucrezia.jpg"><img class="size-medium wp-image-3103 " src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/Lucrezia-300x225.jpg" alt="Io con Lucrezia Lante della Rovere nell'episodio girato a Singapore di &quot;Ovunque Tu Sia&quot; dove veniva a chiedere aiuto per il figlio" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Io con Lucrezia Lante della Rovere nell&#039;episodio girato a Singapore &quot;Ovunque Tu Sia&quot;dove veniva a chiedere aiuto per il figlio</p></div>
<p><strong>Così gli stereotipi si riaffermano</strong>. Quasi mai l&#8217;Italiano in viaggio nel sudest asiatico si rende conto che <strong>l&#8217;Italia ha avuto tre fortune, anticamente, e tre, recentemente</strong>.</p>
<p>Recentemente, da un lato l&#8217;invasione napoleonica, che ha fatto scricchiolare e crollare temporaneamente un edificio asfittico di regimi autoritari oppressivi; dall&#8217;altro, l&#8217;imposizione dall&#8217;alto a guerra perduta di un regime democratico e infine, l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione Europea che detta certi standard comuni.</p>
<p>Anticamente invece ci sono state le influenze di Aristotele che ha reso possibile la logica formale (se A e&#8217; A, A non può&#8217; essere B), Cristo che ha predicato dei valori diversi da quelli in voga nell&#8217;Impero Romano (del tipo dare fuoco alla gente e cantare &#8220;Roma brucia&#8221;) e la Rivoluzione Francese che ha negato i privilegi di nascita per scrivere la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo. Nel Sud-Est Asiatico la società nel suo insieme è neo-feudale. In un discorso comune un aspetto può essere dialetticamente tragico, fortunato o indifferente nel giro di mezz’ora. Non c’è la logica aristotelica.</p>
<p><strong>I colonialisti, disprezzati come oppressori, sono stati rimpiazzati in alcuni luoghi da caste di nobiltà locale</strong> (esempi: Malesia, Tailandia, Cambogia), <strong>in altri da cricche di politici che hanno sostituito i vecchi colonizzatori</strong> (Indonesia, Vietnam).  <strong>Facendo comodo così per l&#8217;agenda di chi è al potere, il neo feudalesimo è stato etichettato come &#8220;valori asiatici&#8221; e qualsiasi critica a esso come ingerenza neocolonialista<em>.</em></strong></p>
<p>Certo, l&#8217;Italia resta nella mente del viaggiatore italiano il posto più bello del mondo<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: right"><strong>Giovanni Lombardo<br />
</strong></p>
<p style="text-align: right"><em> </em></p>
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		<title>Singapore mesmerizzata dal circo della Formula 1</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 11:03:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre il centro di Singapore è stato bloccato con delle barriere che ricordano vagamente il muro di Berlino, per proteggere il percorso della gara di formula Uno e consentire ad Alonso di arrivare secondo alla guida della Ferrari, la vita [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2982" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-Sin-2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-2982" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-Sin-2011-300x185.jpg" alt="Grand Priz Singapore 2011" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Grand Prix Singapore 2011</p></div>
<p><strong>Mentre il centro di Singapore è stato bloccato con delle barriere che ricordano vagamente il muro di Berlino, per proteggere il percorso della gara di formula Uno e consentire ad Alonso di arrivare secondo alla guida della Ferrari, <em>la vita va avanti</em></strong>.</p>
<p>Forse solo un artista visionario come Hieronymus Bosch riuscirebbe a darci un ritratto dettagliato e rappresentativo di quante situazioni gravitino attorno al <strong>Gran Premio, che dal 19 al 25 Settembre trasforma la vita di Singapore un po&#8217; in un circo infinito</strong>: l’indotto, sebbene vada a coinvolgere ben pochi settori della popolazione cittadina dell’isola stato, è enorme e il governo ne trae indubbiamente vantaggio grazie alle imposte sul valore aggiunto, <em>qui nella misura del 7%.</em></p>
<div id="attachment_2983" class="wp-caption alignright" style="width: 734px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP2011.jpg"><img class="size-full wp-image-2983" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP2011.jpg" alt="Il percorso della gara notturna" width="724" height="427" /></a><p class="wp-caption-text">Il percorso della gara notturna con in primo piano le tre torri del Casino&#39; Sands e, a destra, la ruota panoramica.</p></div>
<p>Ci sono innumerevoli feste “esclusive” per aprire enormi bottiglie di champagne con i piloti di Formula Uno, ballare con loro, cenare con loro, farsi fotografare con loro. La DJ fotomodella Angie Vu lavora in bikini [vedi foto qui sotto]</p>
<div id="attachment_2984" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-Angie.jpg"><img class="size-medium wp-image-2984 " src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-Angie-300x182.jpg" alt="la DJ supermodel Angie Vu" width="300" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">la DJ supermodel Angie Vu</p></div>
<p>L’industria del divertimento è una cosa seria e, come ci ha edotto la escort Terry De Nicolò con la sua ultima apparenza mediatica rilanciata su facebook, “se sei racchia devi startene a casa” e chi non approva certe cose “è invidioso”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B2ZaAj7uc_k&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/B2ZaAj7uc_k&amp;feature"></embed></object></p>
<p>Le sue colleghe da molti Paesi vicini e lontani sono accorse a frotte per spartirsi la torta. Russe, Vietnamite, Africane, addirittura Latino Americane, Europee stanno passando un fine settimana di grandi affari.</p>
<p><strong>Certo qualcuno si è chiesto come mai una repubblica che ha firmato il protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra e che si vanta di essere uno degli stati più ecologici del mondo ospiti un evento così inquinante e dissipatore di energia.</strong></p>
<p>Dal carburante speciale usato dalle auto da corsa per percorrere i quasi 300 km, in diversi giri, sullo stesso circuito, alle luci impiegate per illuminare a giorno il percorso, all’aria condizionata usata per raffreddare gli hotel al massimo della loro capacità, l’impatto inquinante del Gran Premio di Formula Uno a Singapore si fa sentire, anche se solo per pochi giorni.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-car1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2986" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/GP-car1-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Incidentemente il 22 Settembre è arrivato a Singapore, dopo una navigazione di 1.600 miglia marittime (=2.500km), proveniente da Hong Kong, il catamarano Tûranor PlanetSolar. </strong></p>
<p>Il nome, <strong>Tûranor</strong>, s&#8217;ispira al &#8220;Signore degli Anelli&#8221; di Tolkien e significa letteralmente il &#8220;Potere del Sole&#8221;.</p>
<p>Questo catamarano eco-compatibile, lungo 31 metri e largo 15, è stato varato la primavera scorsa nei cantieri tedeschi &#8220;Knierim Yachtbau&#8221; di Kiel e può accogliere sei membri d&#8217;equipaggio, più 200 passeggeri.</p>
<p><strong>Costato 12,5 milioni d&#8217;euro, ha lasciato Monaco  il 27 settembre 2010 con la benedizione del Principe e con l&#8217;obiettivo di circumnavigare per primo il globo utilizzando solo l’energia &#8220;solare&#8221;, ovvero l’elettricità prodotta esclusivamente da 537 mq di pannelli fotovoltaici con potenza massima di 60 kW a 1.600 giri che alimenta due motori elettrici. </strong></p>
<p><strong> </strong>Per trarre il massimo vantaggio dai raggi solari, Tûranor seguirà per trentaquattromila miglia una rotta equatoriale. Il team di PlanetSolar, guidato dal capitano francese Le Rouzic, circumnaviga il globo con i consigli utili di Météo France con il supporto e la competenza tecnica del HEIG-VD, un&#8217;università svizzera di scienze applicate specializzata in ingegneria. Per questo batte bandiera svizzera.  Questa impresa vuole dimostrare che le attuali tecnologie volte a migliorare l&#8217;efficienza energetica sono affidabili ed efficaci e, dall&#8217;altro, far progredire la ricerca scientifica nel campo delle energie rinnovabili. PlanetSolar ha già reso possibili sviluppi tecnologici in molti campi, come la produzione di materiali compositi e strutture, e anche la produzione e lo stoccaggio di energia elettrica prodotta con cellule fotovoltaiche.</p>
<p><strong>PlanetSolar è stato avviato dal trentottenne imprenditore svizzero ed eco-avventuriero Raphaël Domjan, in collaborazione con l’eco-imprenditore tedesca Immo Ströher.</strong></p>
<div id="attachment_2981" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/planetsolar6.jpg"><img class="size-medium wp-image-2981" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/planetsolar6-300x204.jpg" alt="il magnifico catamarano azionato esclusivamente ad energia solare" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">il magnifico catamarano azionato esclusivamente ad energia solare</p></div>
<p>Il primo iPhone è costato moltissimo; poi però è stato prodotto in serie ed il suo costo si e’ abbassato mentre le sue prestazioni miglioravano. Perché’ non sognare la possibilità di utilizzare l’energia solare per produrre elettricità e liberarsi dalla schiavitù del petrolio e dalla piaga dell’inquinamento?</p>
<p><strong>L’Adriatico ed il Tirreno come due grandi autostrade pulite che liberano la Penisola dall’intasamento di mezzi pesanti. Certo per Terry De Nicolò deve essere difficile pensare ad una Lamborghini elettrica che non fa rumore.</strong></p>
<p style="text-align: right;">da Singapore,<strong> Giovanni LOMBARDO</strong></p>
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		<title>Febbre tropicale. Per la sola ragione del viaggio (Riflessioni prima della partenza)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 21:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>febbretropicale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Febbre tropicale]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte con questo post Febbre Tropicale, un blog che ci accompagnerà per i prossimi cinque mesi, il diario di un lungo viaggio (ancor prima che il viaggio abbia inizio &#8211; verso metà ottobre) nel Sud Est Asiatico. Protagonisti: Maria Elena Ribezzo e [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parte con questo post Febbre Tropicale, un blog che ci accompagnerà per i prossimi cinque mesi, il diario di un lungo viaggio (ancor prima che il viaggio abbia inizio &#8211; verso metà ottobre) nel Sud Est Asiatico. Protagonisti: Maria Elena Ribezzo e Marcello Passaro. Lui è un cervello in fuga, lei è una giornalista, dunque semplicemente in fuga. Dovesse andar male hanno già deciso di puntare tutto sulla simpatia. Nascono in Puglia negli anni &#8217;80 in una città sul mare che la Lonely Planet definisce con impeccabile capacità di sintesi &#8220;più noiosa che pericolosa&#8221;. Crescono in giro per l&#8217;Europa, girano il mondo. Date le origini, però, nutrono la speranza di invecchiare su sedie in legno apri-e-chiudi, dal marciapiede dell&#8217;uscio di casa, a guardare la gente passare.</em></p>
<p>- <strong>Ho un biglietto di sola andata Roma-Kuala Lumpur</strong>!<br />
Silenzio.<br />
Ancora silenzio.<br />
Grida.<br />
- Cosa ci vai a fare?<br />
- A viaggiare.</p>
<p><strong>Avete mai provato a spiegare a parenti e amici non propensi o sedicenti propensi ai viaggi la differenza che corre tra il VIAGGIO e la VACANZA</strong>?</p>
<p>È un&#8217;esperienza interessante, se volete mettere alla prova la vostra resistenza psico-fisica.</p>
<p>In una frazione di secondo dimenticheranno le vostre lauree, i master, gli stage, i lavori che avete fatto fino a quel momento e nella migliore delle ipotesi <strong>diventerete ai loro occhi dei professionisti dell&#8217;ozio, degli amanti della &#8220;bella vita&#8221;, dei nullafacenti cancro della società che &#8220;con la crisi che corre&#8221;,</strong> invece di cercare immediatamente un &#8220;buon lavoro&#8221; preferiscono &#8220;partire in villeggiatura&#8221;.</p>
<p>A poco importa se per viaggiare non state chiedendo favori a nessuno, se i soldi li avete risparmiati semplicemente non vivendo al di sopra delle vostre possibilità, se non siete fanatici delle grandi marche e non siete maniaci della tecnologia cool, quella che per lo stesso servizio offre una confezione più accattivante e un prezzo lievitato di 10 volte.</p>
<p><strong>A poco importano le vostre priorità e figurarsi a cosa importano i vostri desideri&#8230;</strong></p>
<p>Nei minuti successivi, <strong>terminate le critiche sul vostro modo di vivere, gli interlocutori si trasformeranno nei più esperti geopolitici di sempre, sfornando teorie su future guerre di confine, causate da cambiamenti di equilibri sullo scacchiere internazionale, nelle quali sicuramente vi ritroverete coinvolti. </strong>E con improbabile arte oratoria, daranno prova di essere anche formidabili infettivologi ed epatologi, servendosi di luoghi comuni imbarazzanti (<strong>il più bizzarro è stato quello che condannava TUTTI i nati in Malesia all&#8217;epatite ereditaria</strong>).</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/296615_10150266869914249_604834248_7557407_3887907_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2910" title="296615_10150266869914249_604834248_7557407_3887907_n" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/09/296615_10150266869914249_604834248_7557407_3887907_n-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Insomma, che ci vai a fare in Malesia, Tailandia, Laos, Viet Nam e Cambogia? Se proprio hai risparmiato tempo e soldi vai a New York!<br />
Tutti attratti come falene dallo scintillio delle grandi città.<br />
Trovarle sterili è un paradosso e non pensarla come loro è un evidente spreco di materia grigia.</p>
<p>Meglio restare in silenzio ad ascoltare fino a che punto può spingersi la mente umana. Orientando il cuore all&#8217;Asia e a quello che potrà regalarci.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Maria Elena e Marcello</strong></p>
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		<title>Un brutto video: frustate per chi guida ubriaco</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 08:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[frustate]]></category>
		<category><![CDATA[pene corporali]]></category>
		<category><![CDATA[vietato ai minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo video &#8211; girato con un telefonino da una guardia &#8211; testimonia l&#8217;utilizzo di pene corporali a Singapore. Nel caso specifico  per un automobilista sorpreso a guidare ubriaco che viene duramente frustato. Su Facebook nella pagina dell&#8217;utente orientale che ha [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/frusta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2264" title="frusta" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/frusta-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Questo video &#8211; girato con un telefonino da una guardia &#8211; testimonia l&#8217;utilizzo di <strong>pene corporali a Singapore</strong>. Nel caso specifico  <strong>per un automobilista sorpreso a guidare ubriaco</strong> che viene duramente frustato. Su Facebook nella pagina dell&#8217;utente orientale che ha postato il video è in atto <strong>un vivace dibattito </strong>tra chi sostiene che è per questa durezza che Singapore è un paese efficiente (come ci sta raccontando nel suo blog Giovanni Lombardo) e chi sostiene &#8211; come il sottoscritto &#8211; la crudeltà (e anche l&#8217;inutilità dati alla mano) delle pene corporali.</p>
<p>Qualcuno sostiene inoltre anche che il video potrebbe essere stato girato in Malaysia, ma la cosa è ininfluente perché a Singapore sono in vigore le stesse pene. <strong>La durezza del sistema giudiziario di Singapore è testimoniato anche dallo scrittore Alan Shadrake</strong>, la cui esperienza viene raccontata dal <a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/08/19/lodissea-di-alan-shadrake-nelle-prigioni-di-singapore/#more-355" target="_blank">blog di Amnesty International su Corriere.it</a>.</p>
<p><strong>Chi scrive, e anche questo sito, si ispirano alla Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo e sono assolutamente contrari a qualsiasi punizione corporale, pena di morte in primis.</strong> Il filmato è però un documento che mi sento in dovere di condividere.</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">La visione è consigliata solo ai maggiorenni e rischia di urtare la vostra sensibilità:</span></h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NabxFojmtyg" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/NabxFojmtyg"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storia di Singapore, seconda parte (le basi della crescita)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 13:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Singapore, il volo del leone]]></category>

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		<description><![CDATA[Com’era dunque Singapore il giorno della sua indipendenza? Com’è riuscita, Singapore, a raggiungere il benessere attuale mentre il Paese da cui è stata espulsa, la Federazione Malaysiana, assai ricca di petrolio, di essenze pregiate, risorse naturali e agricole ha visto [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com’era dunque Singapore il giorno della sua indipendenza? Com’è riuscita, Singapore, a raggiungere il benessere attuale mentre il Paese da cui è stata espulsa, la Federazione Malaysiana, assai ricca di petrolio, di essenze pregiate, risorse naturali e agricole ha visto invece il valore della sua moneta dimezzato dal 1965 a oggi e la coesione della sua società frammentarsi continuamente?  <strong>Il 9 agosto 1965 Singapore non aveva in concreto nulla: non un esercito</strong> (i militari Malaysiani fedeli al governo di Kuala Lumpur erano ancora stazionati sull’isola),<strong> non acqua potabile</strong>, che veniva (ed è tuttora)  acquistata nella vicina Malaysia, per essere oggi purificata a Singapore e rivenduta ai Malaysiani, <strong>nessuna materia prima e nessuna infrastruttura decente</strong>, una popolazione composita, non omogenea, dalle diverse idee religiose e orientamenti politici; la maggior parte della popolazione Cinese, che costituiva la maggior parte della popolazione di Singapore, era analfabeta, discendente direttamente da proletari e contadini senza terra delle regioni meridionali della Cina venuti a cercare fortuna al tempo degli Inglesi, e quindi come tale soggetta alle sirene del comunismo cinese di stampo maoista che si presentava al mondo come riformatore della società dalle disuguaglianze e liberatore dalla superstizione feudale.</p>
<div id="attachment_2229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 213px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/dry-dock-Singapore.jpg"><img class="size-medium wp-image-2229" title="dry dock Singapore" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/dry-dock-Singapore-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">HMS Dorsetshire in dry dock in Singapore</p></div>
<p>Si potrebbe dire che<strong> le scelte politiche del partito che ha sempre vinto le elezioni a Singapore dal 1965 a oggi siano state scelte che hanno risposto ai bisogni della maggior parte della gente</strong>, gestendoli in modo efficace. La questione principale che si è posto fin dall’inizio il Dr. Lee Kwan Yew, padre fondatore della Singapore moderna è stata: come dare a questa gente così diversa il senso di appartenenza ad un nuovo ordine in cui non si guarda più indietro al passato fatto di Indiani, Cinesi e Malesi o Indonesiani rivolti alle loro madrepatrie di origine, ma ad un futuro nuovo come Singaporiani? Nel suo libro “Dal Terzo Mondo a Primo” il leader del PAP scrive: “<strong>Noi credevamo nel socialismo, in uguali opportunità per tutti. Più tardi abbiamo imparato che la motivazione e le ricompense personali erano essenziali per un’economia produttiva.</strong> Comunque, poiché le persone non sono uguali nelle loro capacità, se la performance e le ricompense sono determinate dal mercato, ci saranno pochi grandi vincenti, molti vincenti medi e molti perdenti. Questo creerebbe tensioni sociali perché il senso di giustizia della società si sentirebbe offeso. (…) Un governo coloniale non deve affrontare elezioni ogni 5 anni, il governo di Singapore sì.<strong> Per livellare gli effetti estremi della libera competizione sul mercato, il governo ha dovuto agire elargendo sussidi in campi che aumentavano la capacità di guadagnare dei cittadini, come l’istruzione. </strong>Gli alloggi e la salute pubblica erano altri obiettivi desiderabili”.</p>
<p><strong>Il PAP voleva una società fatta di cittadini proprietari delle case, dove vivevano, e soprattutto che potessero abitare case moderne dotate di elettricità, gas e acqua, non nelle palafitte o nelle capanne dai tetti in lamiera zincata tipica delle metropoli del Terzo Mondo</strong>. Fu creato l’HDB (House Development Board), uno schema col quale tutti i lavoratori potevano usare il 20% del CPF come deposito per acquistare uno degli appartamenti creati dall’HDB, e pagare il resto in rate distribuite su venti anni, da detrarre dal CPF. E il CPF è stato un altro strumento intelligente per accumulare ricchezza e creare stabilità. <strong>Il Central Provident Fund è uno schema delle pensioni obbligatorio che è usato in parte per pagare la pensione, in parte le spese mediche e in parte gli alloggi pubblici</strong>. Il servizio militare obbligatorio, introdotto per proteggere l’isola da velleità straniere, fu così reso più desiderabile ai genitori che sentivano che i loro figli erano addestrati per due anni a proteggere la loro comunità, le loro stesse famiglie, non le proprietà e gli affari dei latifondisti.</p>
<p><strong>La Malaysia si era aspettata che Singapore sarebbe andata a mendicare la riammissione nella Federazione piegandosi alle richieste dei feudalisti</strong>. Invece Singapore costruì in breve tempo, grazie all’aiuto di consiglieri militari israeliani <strong>un forte esercito nazionale basato sul servizio militare obbligatorio e permanente</strong>, in cui tutti gli uomini abili dovevano essere addestrati ed efficienti in qualsiasi momento, andando ogni anno a fare i “riservisti” nella parte di Singapore ancora coperta dalla giungla e destinata a quest’uso (circa un terzo dell’isola). Il governo ottenne che le basi militari inglesi fossero dismesse solo dopo che Singapore si fosse assicurata un uso civile del porto, e le sue difese fossero solide. <strong>Il PAP si mise dall’inizio dell’indipendenza a sradicare la corruzione su tutti i fronti della vita politica ed economica di Singapore, senza pietà.</strong> Fece costruire infrastrutture funzionali ed efficienti e proibì lo sciopero o gli assembramenti non autorizzati di più di tre persone che erano considerate automaticamente come sedizione. <strong>Efficienti metropolitane, servizi di autobus che coprivano tutto il territorio, taxi a basso prezzo garantivano ai cittadini la possibilità di muoversi facilmente, facilitando la produzione</strong>. Aria condizionata in tutta l’isola, per rendere possibile il lavoro ed il pensiero a questa latitudine resero futili le scuse che predicavano l’impossibilità di lavorare con successo in un paese caldo.</p>
<div id="attachment_2230" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/kampung.jpg"><img class="size-medium wp-image-2230" title="kampung" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/kampung-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">nei vecchi villaggi su palafitte abitava il 60% della popolazione</p></div>
<p><strong>Il PAP volle un’isola verde</strong>, con grandi parchi e spazi giochi per i bambini in qualsiasi quartiere. Lo spirito del villaggio in cui tutti si fanno i fatti degli altri venne messo al servizio della comunità in modo che tutto potesse essere sempre sotto controllo.<strong> L’illuminazione pubblica nelle strade e nei corridoi degli appartamenti, una rete di telecamere disposte in tutta la città rese Singapore una delle più sicure città al mondo</strong>. La pena di morte è prevista per quattro fattispecie: il possesso/vendita di droga; il possesso senza licenza di arma bianca/arma da fuoco; il rapimento a scopo di estorsione; infine, per l’omicidio. <strong>Le pene corporali, eredità anche questa come la pena di morte per impiccagione del codice penale britannico, prevedono frustate (caning) somministrate in presenza di un medico da parte di un maestro di arti marziali della prigione, in caso di molestia alle donne, furto, incidente causato da ubriachezza ed altre situazioni</strong>. Se la pelle del condannato si lacera, gliela medicano e somministrano le frustate rimanenti appena è guarito.</p>
<p><strong>Non sto qui a discutere la loro accettabilità da parte mia, sto solo descrivendo come l’applicazione delle leggi senza guardare in faccia nessuno ha portato a una grande sicurezza a Singapore. </strong>Una volta assicuratosi il consenso e la stabilità della popolazione, mandò in giro per i Paesi sviluppati i suoi uomini migliori a pubblicizzare Singapore come un centro strategico e sicuro di economia liberista, dove era possibile investire e riportare a casa i soldi. Dal punto di vista dell’istruzione garantì a tutti l’accesso all’università purché’ lo meritassero.<strong> Poi, in cambio del supporto anche economico agli studi, i neo laureati si impegnavano a lavorare a Singapore per il governo per almeno otto anni creando un fenomeno opposto a quello della fuga di cervelli.</strong> In pochi anni il boicottaggio che Singapore subì da subito da parte del suo retroterra immediato, la Federazione Malaysiana, e dall’altro suo gigantesco vicino, l’Indonesia, creò le condizioni perché Singapore cercasse altrove uno sbocco per i suoi prodotti e servizi. Il fatto di essere porto-isola rese possibile che Singapore andasse ad instaurare relazioni con l’Europa, gli Stati Uniti ed il Giappone, rendendosi indipendente dallo strangolamento inizialmente imposto dai suoi vicini. Una saggia politica di pace sociale e di coesione in cui tutti potevano sentirsi partecipi della società, assieme all’imposizione della “rule of law” per cui la legge è fatta rispettare velocemente da tutti senza eccezioni, e dive non c’è corruzione, ha creato un ambiente davvero fertile per lo sviluppo dell’economia e degli affari che ha attratto moltissimi “foreign talents” da tutto il mondo, Italia inclusa. Tutto ciò si sviluppò nel clima della guerra fredda. Nella prossima puntata, vi racconterò come Singapore si sia ulteriormente evoluta negli ultimi 22 anni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>(2. Continua)</em></p>
<p style="text-align: right;">Per leggere<a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/il-46mo-compleanno-di-singapore/" target="_blank"> la prima parte</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanni Lombardo</strong></p>
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		<title>Corea del Nord, il viaggio di Silvia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 16:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[Corea del Nord, Copyright Silvia Sartori Non solo David Guttenfelder, anche la nostra Silvia Sartori ha fotografato la Corea del Nord. Ecco il suo album]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/DPRK.jpg"><img class="size-medium wp-image-2149 aligncenter" title="DPRK" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/DPRK-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_2149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;">
<dd class="wp-caption-dd">Corea del Nord, Copyright Silvia Sartori</dd>
</dl>
<p style="text-align: left;">Non solo David Guttenfelder, anche la nostra Silvia Sartori ha fotografato la Corea del Nord. Ecco il suo <a href="http://www.flickr.com/photos/ziyuusan/sets/72157622382218707/" target="_blank">album</a></p>
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		<title>Free Ai Weiwei (tweet from Bregenz)</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/free-ai-weiwei-tweet-from-bregenz/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 12:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi e Incroci]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre e arte]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Ai Weiwei]]></category>
		<category><![CDATA[Bregenz]]></category>
		<category><![CDATA[Festspiel]]></category>
		<category><![CDATA[Kub]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai Weiwei è tornato a parlare. Lo ha fatto attraverso Twitter, giusto un cinguettio, stretto com&#8217;è nei suoi arresti domiciliari. Ne parla l&#8217;ultimo post del blog di Amnesty International su corriere.it. L&#8217;altro giorno ero a Bregenz, località austriaca del Vorarlberg [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2114" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/festspiele.jpg"><img class="size-medium wp-image-2114" title="festspiele" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/festspiele-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La scenografia dell&#39;Andrée Chenier al Bregenz Festspiele (Foto di Luca Barbieri)</p></div>
<p><strong>Ai Weiwei è tornato a parlare</strong>. Lo ha fatto attraverso Twitter, giusto un cinguettio, stretto com&#8217;è nei suoi arresti domiciliari. Ne parla l&#8217;ultimo <a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/08/09/ai-weiwei-torna-a-comunicare-con-un-tweet/" target="_blank">post </a>del blog di Amnesty International su corriere.it.</p>
<p>L&#8217;altro giorno ero a<strong> Bregenz</strong>, località austriaca del Vorarlberg affacciata sul Bodensee, famosa per il Festspiele che ha come scenario proprio le acque del lago di Costanza e quest&#8217;anno porta in scena l&#8217;<em>Andrée Chenier</em>.</p>
<p>Ma questa estate un altro evento rende famosa questa cittadina, proprio <strong>una mostra dei progetti di Ai Weiwei.</strong> Non è difficile arrivarci, <strong>basta  seguire l&#8217;enorme scritta che campeggia sopra il Kub, il Kunsthaus  Bregenz, un cubo di cemento rivestito di vetro che ospita mostre  temporanee di arte moderna</strong>.</p>
<div id="attachment_2115" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/cubesterno.jpg"><img class="size-medium wp-image-2115" title="cubesterno" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/cubesterno-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La scritta &quot;Free Ai Weiwei&quot; sul Kub (foto di Luca Barbieri)</p></div>
<p>Ma non è questo l&#8217;unico grido che la cittadina (con notevole tempismo e senso del marketing) sta lanciando al mondo attraverso i suoi visitatori. <strong>Tutti i muri della città infatti sono ricoperti di manifesti che chiedono l&#8217;immediata e completa liberazione dell&#8217;architetto-artista</strong> famoso soprattutto per lo stadio a &#8220;nido d&#8217;uccello&#8221; simbolo delle olimpiadi di Pechino.</p>
<div id="attachment_2116" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/nidoduccello.jpg"><img class="size-medium wp-image-2116" title="nidoduccello" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/nidoduccello-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Studi per lo stadio nazionale di Pechino esposti al Kub di Bregenz (Foto di Luca Barbieri)</p></div>
<p>Non solo. All&#8217;entrata del museo sono in vendita<strong> shopping bag rosse con la scritta &#8220;Free Ai Weiwei&#8221;</strong> esattamente come quelle comparse alla Biennale di Venezia. Per fortuna la mostra, pur non molto ricca, restituisce in parte quello che sta diventando un <strong>marchio globale di libertà</strong> alla sua dimensione naturale, l&#8217;architettura.</p>
<div id="attachment_2118" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/PROGETTI.jpg"><img class="size-medium wp-image-2118" title="PROGETTI" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2011/08/PROGETTI-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Luca Barbieri</p></div>
<p>All&#8217;ultimo piano, in particolare, sono esposti cento progetti che Ai Weiwei sta realizzando con studi d&#8217;architettura di tutto il mondo: Stati Uniti, Germania, Svizzera, SudAfrica, Giappone&#8230;.. Alcuni molto interessanti per il tentativo di rimettere in collegamento l&#8217;uomo con la natura. Li ho scorsi tutti e cento, ma <strong>non c&#8217;è nemmeno uno studio di architettura italiano.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Lub</strong></p>
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