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Causa persa, il Tacheles chiude definitivamente: “Consegnamo le chiavi alla città”

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Il tribunale di Berlino ha dato ragione alla banca, il Tacheles chiude. In queste ore gli artisti stanno liberando gli studi e le sale del centro culturale che da vent’anni è diventato un punto di riferimento europeo nel cuore di Berlino. Un luogo simbolo attraverso il quale a suo modo si è formata non solo l’unione delle due germanie ma anche quella europea. Quanti sono i giovani europei passati per quelle sale, per quei concerti, per quelle proiezioni? Tutto archiviato, nel nome degli interessi commerciali e della speculazione edilizia. Un centro culturale in meno un albergo o un centro commerciale in più, alè. Ma il Tacheles come l’abbiamo conosciuto è morto, viva il Tacheles.

“Abbiamo deciso di consegnare le chiavi alla città di Berlino domani (venerdì 22 giugno)– fa sapere Barbara Fragogna, curatrice della Kunsthaus -. C’è indignazione e orgoglio: apriremo tutte le porte al pubblico. Non siamo noi che abbiamo perso, è la città di Berlino che ha perso. Se siete a Berlino passate dal Tacheles, lo spazio è vostro! Gli artisti stanno liberando gli atelier, le pareti sono di tutti.Portate colori, pennelli, musica!.

Sono ore frenetiche, queste. Difficile pensare di potersi opporre a questa sentenza. Sicuramente il Tacheles non finisce qui: mostre ed eventi (compresi quelli di sostegno già programmati in tutto il mondo) continueranno, dove e in che forma si vedrà. Ma se non potremo più andare al Tacheles,  sarà il Tacheles a venire da noi.
Lu.B.
Leggi la lettera degli artisti alla città

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