Le 10 regole per illuminarsi di meno

Redazione - 15 febbraio 2014

Fai una donazione ad AND in bitcoin e ricevi un libro a sorpresa

Redazione - 15 febbraio 2014

Chi sono le nuove badanti

Redazione - 15 febbraio 2014
empty image
empty image

DSCN0205Chi sono le assistenti domiciliari, in altri termini le badanti, che si prenderanno cura dei nostri anziani nei prossimi anni? Donne straniere, over 50, una su due proviene dall’Europa dell’Est, soprattutto Ucraina e Romania. Ma leggere la lista delle loro nazionalità è come fare il giro del mondo: non mancano nemmeno una neo-badante di nazionalità cinese e una cubana . Sono forti di un percorso formativo ricco e faticoso durato oltre 100 ore suddivise tra lezioni in aula e stage: dal primo soccorso all’alimentazione, dalle tecniche assistenziali alla responsabilità civile, sono ora pronte per offrire i loro servizi alle famiglie altoatesine.

L’occasione per conoscerle da vicino la offrono Federsolidarietà Alto Adige-Südtirol e Consorzio sociale Consis, che lunedì 17 febbraio alle 15 consegneranno gli attestati alle 62 nuove assistenti familiari che hanno frequentato il Corso professionale nell’ambito del progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo-Familycare 2011. Nel corso delle lezioni hanno studiato, oltre a italiano e tedesco, anche le seguenti materie: economia domestica; alimentazione; primo soccorso; tecniche assistenziali; tecniche di movimentazione e posture; mappatura dei servizi territoriali; responsabilità civile, penale e contrattualistica; competenze sociali; informatica di base; strumenti di bilancio.

Le assistenti domiciliari in Alto Adige-Südtirol

“L’assistente familiare è un operatore che si occupa di persone anziane spesso non autosufficienti, vivendo a contatto con loro 24 ore al giorno. In Alto Adige-Südtirol  sono circa 1300 le assistenti domiciliari – spiega Paolo Tanesini, presidente di Federsolidarietà Alto Adige-Südtirol -. L’incremento della domanda di questa figura in questi anni è stato causato dal progressivo invecchiamento della popolazione e ha trovato risposta nella crescita dei lavoratori immigrati. In molte regioni esiste il profilo e l’albo badanti, in Alto Adige no, e quindi abbiamo pensato di farcene uno noi. Attraverso il progetto Familydea (www.familydea.it)   puntiamo a offrire servizi domiciliari più sicuri e di qualità, lavorando solo con chi conosciamo e contrastando il lavoro nero”.

 

Le nazionalità e le testimonianze

 

Delle 62 “nuove leve” 15 provengono dall’Ucraina, 14 dalla Romania, 7 dalla Moldavia, 6 dall’Albania, 2 da Polonia, Bulgaria, Bolivia e Marocco, e poi non manca una rappresentante per Cuba, Perù, Russia, Colombia, Bangladesh, Marocco, Ecuador, Cina.  Quattro di loro sono italiane.

 

“Sono in Italia dal 2005 – racconta­ Zinaida Burujana, romena, attualmente impiegata 54 ore a settimana a Soprabolzano -. Ho lavorato come assistente domiciliare per alcuni brevi periodi ma ho anche girato l’Europa. In Irlanda ad esempio ho fatto anche la colf. Ho trovato il corso molto utile perché, anche se già avevo delle conoscenze, ora mi sento molto più sicura: i professori, fantastici, mi hanno spiegato i metodi più facili e sicuri per accudire malati ed anziani con disabilità. Mi hanno insegnato elementi di psicologia e ho anche migliorato il mio italiano. Una cosa bellissima perché la comunicazione è la cosa più importante di tutte”.

 

“Sono in Italia dal 2003 – spiega la signora Eleni Zelo, albanese, attualmente impiegata part time presso una famiglia altoatesina – e ho trovato il corso molto utile. Mi ha insegnato tanto: a come essere più attenta con gli anziani e anche a prendermi maggiormente cura di me stessa. Credo che questo corso possa aiutarci molto perché le famiglie altoatesine richiedono giustamente sempre una maggior preparazione”.

Leave a comment

*