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“Ciao Italia” Perché si parte per Berlino

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di Valerio Bassan

“Ciao Italia”. Due parole semplici, spontanee. Due parole pronunciate, o pensate, da tutti gli emigrati italiani, mentre lasciavano il proprio Paese d’origine. “Ciao”, e non “addio“, proprio perché la speranza, nella maggior parte dei casi, è quella di poter tornare, un giorno, arricchiti dalle nuove esperienze e da una migliore conoscenza di sé e del mondo.

“Ciao Italia” diventa oggi un documentario, che ha fatto il suo esordio berlinese domenica 9 settembre al cinema Babylon di Mitte, nell’ambito della rassegna CinemAperitivo (qui l’evento Facebook). La pellicola raccoglie le storie degli italiani che, per venire a Berlino, hanno lasciato l’Italia, da Nord a Sud: Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Bolzano. A presentare il lavoro saranno i due registi, Barbara Bernardi e Fausto Caviglia.

Tutte le storie di “Ciao Italia” raccontano aspetti diversi della migrazione italiana a Berlino. Quale dei vostri “sei personaggi in cerca d’autore” è quello che vi ha colpito di più, e perché?
Una famiglia di Napoli con due figli e un terzo in arrivo: hanno lasciato la città e sono arrivati a Berlino senza sapere una parola di tedesco. Ma anche le altre storie ci hanno colpito molto, ovviamente. Altrimenti non le avremmo scelte.

Dalla vostra esperienza, qual è il motivo principale che porta le persone a trasferirsi qui: l’amore per Berlino o il disamore per l’Italia?
Difficile rispondere. Ma è chiaro: si parte perché non si sta bene dove ci si trova…

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