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Cinema italiano protagonista in Marocco

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Film Cesare deve morireIn attesa del solstizio d’estate, MedFilm riprende il cammino verso  Sud, direzione Marocco, per partecipare con una bella e interessante selezione di cinema italiano al 19° Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, che si svolgerà dal 23 al 30 marzo.

Giunto proprio come il MedFilmfestival alla 19°edizione, il Festival di Tétouan, città simbolo del nord del Marocco per la commistione architettonica e culturale di tratti arabi, berberi e spagnoli, è una delle più importanti e vitali manifestazioni di cinema del Maghreb, dedicata esclusivamente alla promozione del cinema mediterraneo, sotto l’attenta e rigorosa direzione di Ahmed Elhousni e con l’egida del suo presidente Nabil Benabdallah, ex Ambasciatore del Marocco a Roma e attuale Ministro delle Municipalità.

Insieme alla presenza di film italiani nel Concorso Ufficiale, e nalla sezione Panorama, il programma del festival quest’anno dedica l’ Omaggio a Paolo e Vittorio Taviani con la proiezione del film Cesare deve morire, quale evento speciale di chiusura.

 

Le Giornate di Cinema Italiano in Marocco, progetto ideato dal MedFilmfestival, si inseriscono nel quadro del Protocollo di Intenti siglato dal Presidente del MedFilmfestival Ginella Vocca e dal Segretario Generale del Ministero della Cultura del Marocco Belardi Redouane, per la promozione del cinema italiano in un Paese determinante nel mercato audiovisivo del Mediterraneo come il Marocco.

 

> I NUOVI AUTORI ITALIANI IN CONCORSO

 

Insieme all’omaggio ai fratelli Taviani l’Italia è presente a Tétouan con film e autori contemporanei.

Partecipa al Concorso Ufficiale del Festival uno dei più interessanti film dell’ultima stagione: Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno (Riconoscimento Speciale dell’edizione 2012 del MedFilmfestival).

Ferrente e Piperno mischiano le carte, intrecciando lo sguardo nitido e disincantato del Cinema della realtà con il sommesso lirismo del melodramma.

Presentato in una versione non definitiva alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia e poi in Concorso al MedFilm Festival, e da poco “adottato” per la distribuzione da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi,  Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, racconta quattro vite  messe a confronto tra la Napoli della speranza del 1999 e quella immobilizzata di una dozzina di anni dopo,  fotografando la fatica di diventare adulti di quattro ragazzi  e la spietatezza del tempo che li aspetta al varco.  Speranza e voglia di riscatto in un film coraggioso e duro, e al tempo stesso dolce e commovente.

«Nel 1999, con Intervista a mia madre, un documentario per la televisione che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai nostri quattro protagonisti  facemmo intervistare le proprie mamme e chiedemmo come si immaginavano il loro futuro. Ci risposero con le aspettative gioiose tipiche della loro età, ma  velate di uno scaramantico disincanto: forse perché la catastrofe, che pare sempre in agguato nella loro città, è una minaccia ma anche un alibi che può rendere le vite dei napoletani immobili, e loro lo sapevano, per istinto e per educazione. Dieci anni dopo siamo tornati a filmarli, scoprendo che alle cose belle, Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. Forse perché ai loro occhi sono già passate. O forse perché le cose belle non vanno cercate né nel futuro e né nel passato, ma in quel presente vissuto con la straziante bellezza dell’attesa, dell’incerto vivere alla giornata, della lotta per una esistenza dignitosa: nuotando talvolta controcorrente e talvolta lasciandosi trasportare». (Agostino Ferrente e Giovanni Piperno)

 

Agostino Ferrente sarà presente alla proiezione del film che si terrà presso il magnifico Cinema Avenida, costruito nel 1945, con 1100 posti e uno schermo di 13,40×5,70, perfettamente conservato nei preziosi decori.

 

In un mix di novità ed esperienza che confermano la vitalità di un certo cinema italiano, ancora in grado di offrire sguardi nuovi e originali sull’oggi, al film in concorso si aggiunge nella sezione Panorama Tutti i santi giorni di Paolo Virzì.

Un film intimo e sentimentale, solo in apparenza meno graffiante perché impietoso nell’interrogarsi su ciò che sta diventando l’Italia oggi. Luca Marinelli è Guido, timido, riservato, coltissimo. L’esordiente Thony è Antonia, irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante. Lui portiere di notte appassionato di lingue antiche e di santi. Lei aspirante cantante e impiegata in un autonoleggio. La mattina presto, quando Guido torna dal lavoro, la sveglia con la colazione e finiscono col far l’amore. Tutti i santi giorni. Sono i protagonisti di una divertente e romantica storia d’amore vissuta in una metropoli complicata come Roma. Un amore che sembra indistruttibile, finché il pensiero ostinato di un figlio che non viene non mette in moto conseguenze imprevedibili.

«Guido e Antonia sono due esseri che presi ciascuno per conto suo potrebbero anche sembrare due fragili disadattati, ma che insieme danno vita ad un incastro potente e inconsueto, nel gelo e nella ferocia del mondo intorno. Manca solo un figlio, che entrambi vorrebbero ma che chissà perché non vuole arrivare. Si tratta ancora un a volta, credo, di una commedia, romantica, in equilibrio tra ironia e tenerezza, con un cast dal sapore veristico, ambientata nel fascino inquietante della Roma di oggi, e con una vicenda ispirata a qualcosa di autentico e penoso, ma che abbiamo cercato di raccontare con la grazia e la semplicità di una moderna fiaba». (Paolo Virzì)

 

 

> L’OMAGGIO AI TAVIANI 

Omaggio a Paolo e Vittorio Taviani con il film Cesare deve morire, evento di chiusura del Festival. Tra gli autori di punta del cinema dell’impegno civile, i fratelli Taviani hanno attraversato quarant’anni di cinema italiano rompendo prima con l’eredità neorealistica, poi analizzando con rigore la lotta politica e la crisi morale, l’utopia e la realtà, il divino e l’umano. Liberamente ispirato al “Giulio Cesare” di William Shakespeare e premiato con l’Orso d’oro alla Berlinale 2012, cinque David di Donatello (Miglior film, Miglior regista, Miglior produttore, Miglior montatore, Miglior fonico di presa diretta) ed il Nastro d’Argento dell’Anno, Cesare deve morire è una docufiction ambientata nel carcere di Rebibbia a Roma. I detenuti di massima sicurezza recitano Shakespeare: all’interno del carcere, infatti, viene messo in scena un particolare allestimento in cui sentimenti e personaggi vivranno sulla scena con gli attori e nelle celle con i detenuti. «Da quando ho conosciuto l’arte questa cella è diventata una prigione», dice Cassio, uno dei protagonisti, uno dei più bravi. Sono molti anni che è entrato in carcere, ma la notte della prima teatrale, la cella gli appare diversa, ostile.

«Abbiamo realizzato questo film con la collaborazione dei detenuti, girando nelle loro celle, nei cunicoli per l’ora d’aria, nei bracci della sezione e infine sul loro palcoscenico. Abbiamo cercato di mettere a confronto l’oscurità della loro esistenza di condannati con la forza poetica delle emozioni che Shakespeare suscita, l’amicizia e il tradimento, l’assassinio e il tormento delle scelte difficili, il prezzo del potere e della verità. Entrare nel profondo di un’opera come questa significa guardare dentro se stessi: soprattutto quando si lasciano le tavole di un palcoscenico per tornare a chiudersi dentro le pareti di una cella».

 

Grazia Volpi, produttrice del film con la storica Kaoscinematografica, riceverà l’omaggio speciale della direzione del festival e sarà la Presidente della Giuria del Concorso Ufficiale della 19° edizione del Festival di Tétouan. Nata a Pontedera, provincia di Pisa, Grazia Volpi è attiva nella produzione dal 1968. Ha realizzato lungometraggi e documentari con autori del calibro di Paolo e Vittorio Taviani, Citto Maselli, Giovanna Gagliardo, Jean Charles Tacchella, Samy Pavel e Ugo Gregoretti. Nel 2007 le è stato consegnato l’Efebo d’oro – targa speciale alla carriera. Nel 2012 ha vinto il David di Donatello come miglior produttrice per Cesare deve morire, il Nastro d’Argento dell’Anno 2012, nonché il premio Afrodite 2012 – donne nell’audiovisivo. Tra i film da lei prodotti, Fiorile (1992), Segreto di stato (1995), Le affinità elettive (1996), Tu ridi (1998), La masseria delle allodole (2007), Il padre e lo straniero (2010), Fughe e approdi (2011), L’isola dell’angelo caduto (2012). Attualmente è membro della European Film Academy.

Insieme a lei in giuria, il regista marocchino Majid R’chiche, l’attrice ivoriana Thérèse Taba, l’attore egiziano Fathi Abdelouahab e il regista spagnolo Isaki Lacuesta.

 

> MEDFILM IL CINEMA PER IL DIALOGO TRA LE DUE SPONDE DEL MEDITERRANEO

 

MedFilm inaugura il calendario 2013 delle sue attività di internazionalizzazione del cinema italiano, approdando in Marocco, Paese che si sta imponendo anche a livello produttivo in tutta l’area del Maghreb e che si profila sempre più come un nuovo partner per il cinema italiano ed europeo.

In questo contesto si sviluppa la collaborazione del MedFilm con l’Ambasciata in Italia del Marocco, ed in particolare con il suo Ambasciatore Hassan Abouyoub partner attento ed estimatore convinto della manifestazione che dice “la preziosa iniziativa del MedFilm Festival,  costituisce un’espressione e una volontà reali per irradiare il dialogo culturale tra le rive del Mediterraneo attraverso il cinema, preziosa occasione di conoscenza e scambio tra Italia e Marocco”.

 

“Ma soprattutto”, dichiara la presidente del MedFilmfestival, Ginella Vocca, “in un momento storico così complesso in cui le rivendicazioni per i diritti fondamentali e la lotta contro la crisi economica, sembrano accomunare i popoli delle due sponde del Mediterraneo, il nostro lavoro di dialogo e cooperazione è quanto mai importante, affinché nessuno volti le spalle all’altro, poiché il futuro dell’Europa è il Mediterraneo” .

Il MedFilmfestival ha più volte denunciato una grave crisi finanziaria e alla domanda sul rischio chiusura la Presidente Ginella Vocca dice “Stiamo lottando con tutte le nostre forze per  imprimere efficacia e forza al lavoro che svolgiamo da 20 anni, ma la crisi ci sta travolgendo, siamo tra coloro che attendono di essere pagati da troppo tempo. La nostra organizzazione benché ricca di competenze professionali, talento e motivazione rischia di finire schiantata contro il muro dell’indifferenza delle istituzioni pubbliche italiane. E dunque lancio un appello al Sindaco Gianni Alemanno, da sempre attento al nostro lavoro, chiedendogli che MedFilm possa beneficiare in tempi brevi del sostegno promesso. Il suo intervento sarà vitale per la sopravvivenza di una manifestazione considerata tra le più significative e qualificate nel panorama culturale della Capitale.

 

Il MedFilmfestival  – Cinema del Mediterraneo a Roma tornerà puntuale a giugno con un  ricco programma di film, anteprime e focus. Da lunedì 2 febbraio con la pubblicazione del nuovo bando sul sito ufficiale del festival, si sono aperte le iscrizioni per la 19° edizione del MedFilmfestival.

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