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-I manifestanti disinnescano i lacrimogeni mettendoli nei recipienti di acqua.

Il bilancio delle 8 e 15 è:

21 traumi cranici

11 fratture

7 crisi respiratorie

1 crisi epilettica

460 colpiti dai gas

81 con traumi e ferite dovuti ai gas e alle capsule

La polizia attacca con l’idrante un uomo sulla sedia a rotelle http://www.radikal.com.tr/turkiye/engelli_vatandasa_polis_suyu-1137225

Alle 8 Taksim è al buio, senza elettricità.

Da ore ci sono 2 fuochi. Quello che provoca più fumo è una ruspa che era stata già, nei giorni precedenti, sfasciata e dipinta di rosa. Non credo sia opera dei manifestanti. Troppo pericoloso e inutile darle fuoco.

La polizia brucia alcune tende nel parco ma non tutte. Entrano più di una volta durante tutta la giornata ma ne escono ogni volta. La strategia sembrerebbe di isolare i “marginali” screditando il movimento. Ma non mi è del tutto chiaro.

Io sono tornata a pezzi da mezz’ora e chiaramente non riesco a dormire. La polizia è appena scesa nel centro di Cihangir e ha attaccato a suon di lacrimogeni i manifestanti stanchi che si riposavano nella piazzetta (fra i quali c’ero io, distrutta, fino a 5 minuti prima. Spero che il mio amico, rimasto a chiacchierare con altri attivisti, sia riuscito a infilarsi da qualche parte. Non gli funzionava il cellulare ma confido che se ne avesse avuto bisogno sarebbe corso alla mia porta. D’altronde stavo per proporre a dei ragazzi venuti a nascondersi nella mia via di salire, quando sono entrati nel portone davanti. In questi giorni qui funziona così e ci si accampa dove si può).

Continuano, mentre vi scrivo, gli spari. Bombe carta e lacrimogeni. 

Fino a 2 ore fa Istiklal era, almeno per metà, “nostra”. Da Taksim la polizia lancia gas molto forti. Io riesco a evitare il primo dopo la tregua di un’ora a Taksim, il pomeriggio. Il mio amico ha sete, ci allontaniamo un attimo e scoppia la tempesta. Ci uniamo ai manifestanti che si rifugiano nelle vie laterali di Istiklal e rinizia la storia che sembrava troppo strano fosse stata interrotta per tanto tempo. Sono dei pazzi, degli assassini. Arrivano a sparare, sempre ad altezza d’uomo, i lacrimogeni anche nelle strade laterali. Un bussolotto ci sfreccia e colpisce il muro davanti rimbalzando. Io ho il mio casco, lasciato da Ozgur-libero, 10 giorni fa. 

Domani ci procuriamo una mascherina per gli occhi e il TALCID, una sostanza che adeguatamente mescolata al latte ha potenti effetti anestetizzanti contro l’effetto del Biber gazi. Qui molti ne sono attrezzati ed è una panacea.

Per fortuna la rete di solidarietà è capillare e non risparmia nessuno. Rimaniamo bloccati un’ora in un locale. I suoi avventori diventano subito i nostri nuovi e temporanei amici. 

Ma la sensazione che si prova in questi casi è terribile, un misto di rabbia, impotenza, frustrazione, stanchezza, adrenalina, desiderio.

Ci riappropriamo, sempre con molta circospezione, della strada. Siamo sempre tanti. Meno di una settimana fa ma tanti. troppi per le autorità che, probabilmente, non si aspettano tanta resistenza. C’è anche molta gente di una certa età. Segno che non ce la facevano più. Che non vedevano l’ora di esplodere.

La gente davanti a noi ha formato una catena umana e costruiscono una barricata! Di notte e davanti alla polizia!

Alcuni si sono procurati una luce laser di colore verde, per ostacolare e infastidire la polizia.

Crediamo ci siano dei provocatori. Oggi, d’altro canto, è la giornata che smaschera i provocatori. Mi chiedo solo perché non fosse emerso prima o non si fossero mossi giorni fa.

Fanno molto rumore, prendono a colpi le vetrine e le saracinesche. Mi sento nervosa, mi disorientano: il rumore che provocano è molto simile a quello dei colpi della polizia. Solo che se viene da dietro ti dà l’illusione che ci sia un attacco alle spalle e ti viene da scappare. in questi casi le reazioni disordinate e confuse sono deleterie.

Molti riescono a rompere le telecamere su Istiklal.

Poi però arrivano i TOMA, i blindati con gli idranti, e disperdono tutti. Perdo di vista i temporanei amici, col telefono sono in contatto con tanti amici che resistono in punti diversi.

Bisogna fare numero, bisogna stupirli con la resistenza.

Tutto il pomeriggio è stato un canto e controcanto, a ogni carica, svanito l’effetto dei gas, faceva seguito la nostra controcarica. La paura c’è ma non è sufficiente a fermare nessuno. 

La notizia di mezzanotte e mezza è che ora Taksim è desolata, sono riusciti a cacciare tutti mentre molti sono stati lasciati nel parco.

Questa notte, come quelle di una settimana fa, per molti non finirà. Io devo dormire, non ce la faccio più.

Veramente non avete idea che cosa significhi vivere in questa situazione, qua non hanno neanche idea di cosa sia uno stato di diritto. Qua non si ha neanche il diritto di dire un’opinione. 

Teniamocela la nostra Italia e non sciacquiamoci mai più la bocca con slogan sulla mancanza di democrazia nel nostro Belpaese…

Buonanotte che domani bisogna essere svegli…

Libera

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