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Come sta il TransMilenio di Bogotà?

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Fin dal momento della sua inaugurazione nel 2000 il TransMilenio di Bogotà si è distinto tra tutti i sistemi di trasporti pubblici urbani, non solo per il suo insolito mix di tecnologia vecchia e una visione molto contemporanea dei problemi di mobilità di una grande metropoli, ma anche per quanto riesce a far parlare di sé, in Colombia e nel mondo, anche a distanza di dodici anni.

Il TransMilenio nacque per volontà dell’allora sindaco Penalosa, che si trovò ad amministrare un’immensa metropoli di un paese in via di sviluppo, dove il traffico automobilistico era già un grosso problema destinato a raggiungere presto il punto di crisi, visto che il numero delle auto private degli abitanti era in crescita.

Costruire un sistema di trasporto pubblico ad alta tecnologia o una metropolitana avrebbe significato costi improponibili per la Colombia e tempi di realizzazione biblici, così la soluzione alternativa è stata semplice ma ingegnosa: il TransMilenio, un sistema di trasporto di superficie costituito da grandi autobus diesel che attraversano l’intera città, ma organizzato come una metropolitana. I bus del TransMilenio percorrono corsie riservate, i passeggeri entrano nelle stazioni con una card e aspettano i mezzi sulle piattaforme rialzate alla stessa altezza dei bus, in modo da rendere il momento della salita e della discesa rapido e ordinato.

Il TransMilenio è stato pensato in modo che costituisca una alternativa valida ed efficiente all’auto privata per tutti, compresi disabili, anziani, bambini, abitanti delle periferie, cittadini meno abbienti. Naturalmente il Transmilenio da solo non poteva bastare a risolvere il problema del traffico di Caracas, così sono state attuate anche politiche volte a scoraggiare l’uso e l’acquisto di nuove auto, con tasse altissime e l’istituzione di un ticket per l’ingresso in centro molto caro e che concede pochissime deroghe.

Insomma, al suo debutto il TransMilenio è stato accolto come la dimostrazione di come sia possibile affrontare in modo incisivo il problema del traffico di una metropoli, senza necessariamente costruire infrastrutture dai costi elevatissimi e tempi di realizzazione lunghi, ed è stato spesso preso a modello da altre città come Mexico City (anche in Italia tempo fa si era aperta una discussione tra i cittadini di Palermo per introdurre un sistema simile).

Ma come sta il TransMilenio oggi? Nonostante l’ampliamento del sistema nel 2006, nell’arco di dodici anni sono emersi i punti deboli, e si sono moltiplicate le lamentele per il prezzo del biglietto troppo alto, la scarsa manutenzione che ha reso autobus e stazioni fatiscenti col passare degli anni, la mancanza di sicurezza su alcune linee prese di mira dai borseggiatori, l’affollamento nelle ore di punta, fino ad esplodere in una violenta protesta del marzo di quest’anno. Insomma, neanche il TransMilenio è perfetto, ma questi problemi sono anche la dimostrazione del suo grande successo. Qualcuno ha protestato vandalizzando le stazioni, qualcun altro componendo una canzone molto divertente che dice più o meno “quello che manca sono i posti a sedere”.

Fin dalla sua realizzazione mi sono sempre interessata al TransMilenio, continuo a seguire le sue avventure e le sue trasformazioni nel tempo con molta curiosità e aspetto di vedere se la nuova fase annunciata dall’attuale sindaco di Bogotà riuscirà a restituire ai bussoni colombiani la popolarità che meritano.

Claudia Garage

 

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