Cartolina da Evora

nobilhuomo - 23 febbraio 2012

Dubai è una bambola russa (Made in Cina)

nobilhuomo - 23 febbraio 2012

Compleanno a Bali – parte seconda

nobilhuomo - 23 febbraio 2012
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tramonto dalla spiaggia di Geger

tramonto dalla spiaggia di Geger

Come in uno spettacolo pirotecnico, i colori che la luce del tramonto proiettava sulle nuvole sopra di noi cambiavano continuamente. Una volta sceso il buio, abbiamo lasciato la spiaggia, camminando attraverso il St. Regis.

piscina sul mare al St Regis a Nusa Dua - Bali

piscina sul mare al St. Regis a Nusa Dua - Bali

L’hotel St. Regis è un bel complesso turistico molto ampio con piscine, idromassaggi, vari ristoranti, negozi ed è costituito da un corpo centrale con vari bungalows annessi. Immagino quelli che appena arrivati a Bali, sono prelevati all’aeroporto e portati in pullmino fino a qui, e una volta a casa a Parigi, Mosca, New York o Singapore raccontano di “essere stati a Bali” quando quello che hanno visto è un pezzo di design originato fuori dall’isola, anche se magari ad essa ispirato. Una stanza in questo resort, di quelle meno care, costa 436 Euro a notte. C’e’ anche la possibilità di affittare una villa esclusiva per 620 Euro al giorno, e questo con tre giorni minimi di soggiorno, al resort Karma Kandara.  Lo stipendio di un Balinese comune si aggira sui 200 Euro al mese. E quindi dalla parte opposta dello spettro delle offerte disponibili si può dormire in un letto ospiti di un Balinese per soli 12 Euro a notte, colazione inclusa. Come?  Contattando direttamente i proprietari. Le scelte che ciascuno privilegia sono diverse e dipendono principalmente dalla storia di ciascun individuo. C’è chi ha la curiosità di cercare, vedere, esplorare e per questi scopi è  sufficiente un letto con un bagno puliti. Per altri, se non sono serviti in un hotel del quale possano essere orgogliosi di raccontare agli amici o colleghi, una vacanza non ha senso. Fuori dalle strutture dell’hotel St. Regis, la strada, con una precaria illuminazione e molte buche, è fiancheggiata da vari negozi e ristoranti a uso dei turisti. La precarietà istituzionalizzata crea, grazie all’assenza delle regole rigide di “casa” quel senso piacevole di libertà tipico delle vacanze. Quindi ecco un proliferare di ristoranti italiani spesso gestiti da esuli dell’industria della ristorazione, arrivati probabilmente alla loro ultima spiaggia dopo una carriera in giro per il mondo, magari continuamente riciclando le formule trite e ritrite degli spaghetti bolognaise e della grigliata di pesce. -“Del resto i tedeschi che vengono in Italia vogliono carbonara, bolognese e pesce“-, mi diceva un piemontese che ha operato a Singapore con questa formula per oltre una decina d’anni prima di scappare a Bali, -“e quando vengono in vacanza non gli interessa la cucina locale, che non conoscono. Stanno qui una settimana e vogliono godersi la vacanza mangiando quello che conoscono. Qui le vongole costano 80 centesimi di Euro al chilo: se gli fai pagare 14 Euro per un piatto di spaghetti alle vongole non capiranno mai che stanno pagando una fortuna in rapporto al costo della vita qui, perché non gli interessa uscire dalla loro “comfort zone”: sono qui in vancanza.“-. Probabilmente non si allontana dal vero considerando la popolarità della birreria tedesca Mama’s di Kuta. Le cose stanno comunque cambiando: fin quando chi si poteva permettere di viaggiare erano i “vecchi”,  ovvero gli unici in grado di permettersi la spesa del lungo viaggio, questo discorso andava bene.

EXPERT SURF SHOP a BALI

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Adesso ci sono segmenti del mercato costituiti da giovani asiatici professionisti, giovani europei con base a Singapore o in una qualsiasi delle capitali del business asiatico e naturalmente gli Europei, Americani e Asiatici che vogliono scappare dall’inverno per  passare un po’ di tempo al sole. Questi visitatori non sono come quelli del passato: bombardati da innumerevoli stimoli, annoiati facilmente, vogliono una cucina fusion, o provare qualcosa di autentico. Se non altro per poter dire che loro sanno. E l’industria risponde con nuove offerte con un buon rapporto qualità/prezzo. Vedo ad esempio un fiorire di ristoranti simil russi per i nuovi ricchi dall’ex Unione Sovietica, ancora congelati in un modo di pensare europeo precedente alla seconda guerra mondiale. Infine artigianato in legno, maschere e paccottiglia prodotta in massa e gli immancabili surf.

bancarella con porcellino arrosto

bancarella con babi guling (porcellino arrosto)

Ci viene sussurrato più volte: “jiggy jig “ , una sola volta “marjuana” e due volte “sex?”. Più avanti ancora c’è una proliferazione di negozietti chiaramente a uso dei locali. Federico è incuriosito e vorrebbe provare il gusto della cucina veramente locale, non pseudo locale a uso del turista. Gli faccio notare che la carica batterica di cibo cotto non si sa quando e lasciato all’aria calda, per non si sa quanto tempo, potrebbe essere una sfida alle sue difese immunitarie e lui è senz’altro d’accordo con me.  Inventa allora per scherzo una relazione tra il basso costo del cibo e la carica batterica, che chiamiamo “il rapporto di Filone”, dal suo cognome. Da quel momento ogni volta che vediamo una bancarella ci basta guardarci negli occhi e dire: “rapporto di Filone molto basso”, oppure “buono” o “alto”.  Decidiamo di tornare a Kuta. Qui in una stradina laterale troviamo un ristorante con i tipici satay, gli spiedini della cultura malese-indonesiana, con una variante: sono di maiale perché i Balinesi sono in maggioranza induisti e non musulmani. Dal grado di cottura decidiamo che satay, curry di tonno & branzino, riso e convolvolo d’acqua saltato hanno un eccellente rapporto di Filone e facciamo una scorpacciata, annaffiata dalla birra Hai Bali che decidiamo essere sicuramente più salutare dell’acqua.

babi satay (spiedini di maiale)

babi satay (spiedini di maiale)

Non ce ne rendiamo conto, ma sono già le ore 23 eppure ci sembra siano passate da poco le venti. Magia di Bali, sempre aperta a tutte le ore come Singapore ma diversa da Singapore poiché il suo business principale è quello del turismo. La strada principale di Kuta, che poi si allunga diventando Legian e continuando fino a Seminyak, e’ un continuum di discoteche a vari piani aperte.  Federico, che è già qui da qualche giorno, mi mostra vari posti. Lo straniero più comune qui è l’Australiano chiassoso & ubriaco, sia uomo sia donna di età compresa tra i venti e i trenta anni. Molti Russi e Russe giovani ballano scatenati. Ci sono inoltre vari altri “bianchi” di tipo panciuto, molti tedeschi e svedesi, sulla sessantina passata che camminano mano nella mano con una ragazzina balinese probabilmente tre volte più giovane di loro.

Federico balla con le russe

Federico balla con due russe

E’ in questo dedalo che sono avvenuti gli attentati terroristici del 2002 e del 2005 a Bali. Non nelle ville dei ricchi indonesiani o nei resorts di lusso, ma in questo vacanzificio di massa low cost per le masse di australiani e nordeuropei.

il monumento alle vittime degli attentati a Bali

il monumento con i nomi delle vittime degli attentati a Bali

Me lo ricorda improvvisamente il monumento alle vittime che sorge, illuminato da faretti, sul luogo dell’ex Sari club devastato dalle esplosioni. 202 morti nel 2002, meno e molti più feriti nel 2005. Tre membri della Jemaah Islamiyah, organizzazione estremista indonesiana apparentemente affiliata ad Al Qaida, Imam Samudra, Amrozi Nurhasyim e Huda bin Abdul Haq furono individuati come corresponsabili per l’attentato e condannati successivamente a morte col plotone d’esecuzione.  Abu Bakar Bashir, il leader dell’organizzazione Jemaah Islamiyah, fu condannato a diverse pene per aver dato il suo assenso all’inizio di una jihad in Indonesia.

i terroristi autori degli attentati a Bali:Imam Samudra, Amrozi Nurhasyim

i terroristi autori degli attentati a Bali:Imam Samudra, Amrozi Nurhasyim & Huda bin Abdul Haq

Un aspetto inquietante di questa tragica vicenda è la possibilità, ventilata da alcuni, che le esplosioni di Bali siano uno dei tanti episodi evocati senza poterli controllare dalla CIA alla maniera dell’apprendista stregone, come avvenne con Saddam Hussein e Bin Laden, prima sponsorizzati e una volta usciti di controllo, esecrati.  Secondo queste teorie i servizi segreti americani avrebbero fornito alle forze speciali indonesiane (Kopassus) il necessario addestramento per imparare ad usare gli esplosivi, e alcuni radicali islamici in seno a queste forze avrebbero addestrato i membri della Jemaah Islamiyah.

cadaveri a Kuta dopo l'esplosione del 2002

cadaveri a Kuta dopo l'esplosione del 2002

Facendo una ricerca su google sul tema “Bali bombings” appaiono diversi risultati in cui si evidenziano le contraddizioni tra gli esiti delle investigazioni ufficiali e i fatti che appaiono all’occhio nudo. Cito ad esempio il cratere causato dall’esplosione. E’ definito nei rapporti ufficiali di un metro per un metro di profondità, ma dalla fotografia appare diverso. Secondo altre voci, gli attentati di Bali sarebbero parte di una strategia della tensione montata dagli USA per aumentare il supporto australiano verso la cosiddetta “guerra contro il terrore”.  A me, Italiano, abituato alla mancanza di spiegazioni chiare sul disastro di Ustica, sulle stragi della stazione di Bologna, sembra una teoria non del tutto impossibile.

il Reichstag in fiamme

il Reichstag in fiamme

Mi viene inoltre in mente un episodio della storia europea. Il 27 Febbraio 1933 il palazzo del parlamento dell’Impero Germanico, il Reichstag, veniva gravemente danneggiato da un incendio. Alla ricerca di indizi, la polizia trovò Marinus Van Der Lubbe, mezzo nudo, che si nascondeva dietro l’edificio. Hermann Göring dichiarò immediatamente che il fuoco era stato appiccato dai comunisti e fece arrestare assieme a Marinus Van Der Lubbe, i capi del partito, che furono arrestati e processati assieme ai comunisti bulgari Georgi Dimitrov, Blagoj Tanev e Vasil Popov. Adolf Hitler si avvantaggiò della situazione per dichiarare lo stato di emergenza e incoraggiare il vecchio Presidente Paul von Hindenburg a firmare il Decreto dell’incendio del Reichstag, che aboliva la maggior parte dei diritti civili forniti dalla costituzione del 1919 della Repubblica di Weimar.

Marinus van der Lubbe

Marinus van der Lubbe

Gli storici generalmente concordano che van der Lubbe, talvolta descritto come un mezzo matto o un provocatore, fu in qualche modo coinvolto nell’incendio del Reichstag. L’estensione del danno, comunque, rende molto improbabile che egli, se coinvolto, avesse agito da solo. Considerando la velocità con cui il fuoco invase l’edificio, è quasi certo che una sola persona non avrebbe potuto appiccare un incendio di così vaste proporzioni, e così repentinamente letale; la reputazione di van der Lubbe di essere uno sciocco assetato di fama, e i commenti oscuri di alcuni ufficiali nazisti, oltre a numerosi altri fatti, fanno dunque ritenere alla grande maggioranza degli studiosi che la gerarchia nazista fosse coinvolta nella vicenda, al fine di ottenerne il consenso necessario ad imporre un’ondata repressiva per eliminare fisicamente tutti i rivali politici. Marinus Van Der Lubbe fu decapitato il 10 gennaio 1934, tre giorni prima del suo compleanno. Gli altri vennero assolti. Un fanatico un po’ stupido, un’organizzazione che non teme di danneggiare i suoi stessi compatrioti pur di arrivare al potere e la caccia alle streghe in un ambiente dove il pensiero critico viene preventivamente oscurato scatenando un’ondata emotiva che presenta la soppressione delle libertà civili come desiderabile e necessaria per mantenere la sopravvivenza della società.  Non vi ricorda un po’ lo stesso scenario in cui tre fanatici vengono uccisi dal plotone d’esecuzione mentre mantengono il sorriso sulle labbra?

Mi distrae da questi pensieri inquietanti il richiamo, diversamente inquietante, di una signorina che mi chiede se voglio jiggy jig.

Kuta by night

Kuta by night

Scherzando le rispondo che non posso lasciare Federico da solo, allora lei dice: –non c’è problema. Tu mi puoi scopare mentre io lo succhio, poi mi giro e facciamo il contrario. Solo 700.000 rupie-.  Le sorrido come se avessi accettato, poi le indico un panciuto australiano vecchio e le dico: lo vedi quell’uomo? Ecco, ne’ io ne’ il mio amico siamo così. Se TU vuoi fare jiggy jig con noi nello stesso tempo devi dare un milione a me e un milione al mio amico. Ti divertirai, te lo garantisco…

Raggiungiamo l’hotel verso le quattro del mattino. Quando il sole sorgerà e ci sentiremo meglio andremo ad esplorare una parte di Bali.

Continua – parte seconda di cinque – di Giovanni LOMBARDO
Compleanno a Bali – parte prima

Compleanno a Bali – parte terza

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