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rubLa filiera dello spreco alimentare è lunga. Parte dal campo, passa dal frigo e dalla tavola per poi finire nei cassonetti. Nei casi più fortunati in quelli dell’organico. Si stima che solo in Italia a finire nella spazzatura siano 8.7 miliardi di euro di cibo, qualcosa come 213 grammi di cibo per circa 7 euro a settimana per famiglia. I dati sono presenti nel Rapporto 2013 sullo spreco domestico, realizzato da Knowledge for EXPO, il nuovo osservatorio di SWG che fotografa il “circolo velenoso” tra frigo e pattumiera.

Eliminare il problema è quasi utopico, arginarlo è realistico. Accanto alle numerose manifestazioni e campagne di sensibilizzazione pubbliche (ultima “arrivata” la prima edizione della giornata nazionale contro lo spreco alimentare in programma il 5 febbraio 2014), non mancano – in giro per il mondo – buoni esempi di come si riesca a recuperare e riutilizzare il “superfluo”.

La BBC ne ha scovato e raccontato uno danese. Si tratta di un ristorante no profit  di Copenaghen – il Rub e Stub – che coniuga attenzione al dispendio alimentare e solidarietà. È finaziato dalla ong danese Retro e i ricavi sono destinati a progetti di sviluppo in Africa. Il personale che ci lavora è quasi tutto volontario e gli ingredienti usati per preparare i piatti del giorno sono i cibi invenduti dai supermercati, frutta e verdura, ma non solo anche prodotti con scadenza ravvicinata.

Il Rub e Stub riscuote grande successo. All’inzio è soprattutto la curiosità ad attrarre nuovi clienti, che poi restano affezionati per la qualità del cibo e  la filosofia che c’è dietro.

“Non credo che il nostro ristorante cambierà il mondo – racconta la cuoca Ditte Jensen –  Ma speriamo che la gente, dopo aver mangiato da noi, si fermi a pensare un po’ di più”. Magari – aggiungiamo noi –  basta anche solo guardare il servizio della BBC per essere un po’ più attenti. Quindi buona visione!

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-25449219

Francesca Iannelli

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