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Cuamm: 40mila vite salvate in un anno

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Foto del Cuamm

Sono i volti dei bambini nati negli ospedali di Chiulo in Angola, Wolisso in Etiopia, Tosamaganga in Tanzania e Aber in Uganda a dare vita quest’anno al presepe africano di Medici con l’Africa Cuamm. Avvolti in teli colorati, le manine dalle pieghe stropicciate, le foto di alcuni dei nati grazie al progetto “Prima le mamme e i bambini” sono a rappresentare i risultati dell’intervento avviato dal Cuamm a inizio 2012 e finalizzato a  garantire il parto gratuito e sicuro a oltre 125.000 mamme in 5 anni e la cura dei loro bambini.

 

 “Prima le mamme e i bambini” è la parola d’ordine di un intervento che coinvolge 4 ospedali, 22 centri di salute periferici e si rivolge a una popolazione di 1.300.000 abitanti. L’obiettivo è raddoppiare in cinque anni il numero dei parti assistiti, arrivando progressivamente a 125.000 parti negli ospedali e nei distretti di riferimento di Chiulo in Angola, Wolisso in Etiopia, Aber in Uganda e Tosamaganga in Tanzania. Una sfida strategica per continuare a combattere la mortalità materna e infantile, tra i grandi Obiettivi del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite. Un progetto ambizioso che è partito a inizio 2012 con l’inedito sostegno congiunto di quattro fondazioni bancarie (Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cariplo e Compagnia San Paolo) e che ha raccolto un vasto consenso e un forte incoraggiamento da parte di molte istituzioni africane, Chiesa Cattolica, Governo italiano, agenzie sanitarie internazionali, enti locali e professionali, società civile.

A circa un anno di distanza i risultati sono importanti. In dieci mesi di attività sono più di 40.000 le vite salvate attraverso l’assistenza al parto garantita a 20.237 mamme nei 4 ospedali e nei distretti di riferimento, oltre a 40.343 visite prenatali realizzate.

«Il Natale ci fa riflettere sul grande mistero della nascita – afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Che cosa significa oggi nascere in Africa? Che valore ha la vita se nel continente nero, tante donne muoiono ogni anno a causa di una mancata assistenza qualificata mentre partoriscono? Se i bambini perdono la vita, nel primo mese, perché non ricevono cure? Il mio augurio è che questo sia un Natale più vero e concreto, che possa portare speranza a chi è vicino a noi, ma anche a chi è lontano».

Il lavoro da fare sul campo resta ancora molto. Il costo medio per assicurare a una mamma africana il parto assistito è di 40 euro. Per garantire il trasporto di un parto complicato all’ospedale servono 15 euro mentre 250 euro è il costo di una borsa di studio per un’ostetrica.

Con poco è davvero possibile salvare la vita di tante mamme e dei loro bambini. Per info e donazioni: www.mediciconlafrica.org

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