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Il sole di mezzanotte visto dal picco di Rødøyløva sull'isola di Rødøy nella Norvegia settentrionaleI norvegesi sono patriottici: la parata del 17 maggio, l’esposizione della bandiera in occasione dei compleanni e l’entusiasmo che accompagna le loro vittorie sportive danno tutte prova di un forte senso di appartenenza.

Questa identità nazionale si è creata, tra le altre ragioni, dal desiderio di differenziarsi da Svezia e Danimarca, due Stati la cui storia si intreccia profondamente a quella norvegese. Facciamo un breve riassunto:

C’era una volta, nel lontano 1319, il re Haakon V di Norvegia, che morì senza eredi maschi. Sua figlia sposò Magnus Eriksson di Svezia, e il loro figlio si ritrovò così a governare entrambi i paesi, che vennero poi uniti alla Danimarca. Questo grande regno durò fino al 1523, quando la Svezia decise di uscirne. La Norvegia rimase invece unita alla Danimarca fino al 1814, quando il re di Danimarca-Norvegia dovette cedere la Norvegia al re di Svezia a seguito della sua alleanza con la Francia durante le guerre napoleoniche. Poco valse il tentativo di ribellione dei norvegesi: ormai erano uniti, volenti o nolenti, alla Svezia. Questo matrimonio infelice non fu però completamente negativo: la dominazione svedese innescò, infatti, un processo di modernizzazione e di rinascita culturale che li portò a ottenere pacificamente l’indipendenza nel 1905.

Per queste ragioni storiche, l’identità nazionale norvegese è stata profondamente influenzata dalla contrapposizione a Danimarca e Svezia: la prima era associata alla borghesia urbana e a un certo snobismo; la seconda all’arroganza e al potere centrale dello Stato. La Norvegia ha così deciso di enfatizzare la propria ricchezza naturale e lo stile di vita rurale, custodendo questi valori identitari fino ai giorni nostri.

Ancora oggi, i norvegesi definiscono i cugini svedesi estremamente razionali, arroganti e prepotenti. Questi rispondono definendo i norsk come dei grezzi mangiatori di pesce con gli stivali sporchi di fango, che hanno potuto acquistare di recente solo grazie ai proventi del petrolio. Per entrambi i popoli, mai tifo è più acceso che in un match in cui si possano fronteggiare e nulla è più umiliante di una sconfitta.

I danesi sono i cugini di città più amichevoli, edonisti e gioviali. La simpatia è ricambiata: i norvegesi sono visti come gli amici che hanno studiato meno, ma che sono onesti e retti, e che vivono a stretto contatto con la natura spettacolare che li circonda.

Come spesso accade, le barzellette sottolineano bene le caratteristiche dei singoli paesi e questa credo descriva al meglio i cugini scandinavi:

Un danese, uno svedese e un norvegese naufragano sulla proverbiale isola deserta. Proprio mentre si disperano alla ricerca di un modo per andarsene, appare loro un genio, che dice: “Ciascuno di voi può esprimere un solo desiderio e io lo avvererò”.

Lo svedese risponde subito: “Vorrei tornare alla mia bella e spaziosa casa, con la mia Volvo, il televisore nuovo e l’arredamento IKEA”. E puff, sparisce.
E’ il turno del danese: “Vorrei tornare al mio moderno loft a Copenaghen, sprofondare nel mio bel divano con la mia sexy fidanzata e con una cassa di birra”. E puff, sparisce. Il norvegese ci pensa un po’, poi dice al genio: “Uff uff, mi sento improvvisamente così triste e solo qui. Vorrei che i miei due amici tornassero”.

Camilla Bonetti

Dali diario di Camilla leggi anche: Trasferirsi in Norvegia e Cercare lavoro in Norvegia

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