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Apprendo dallo Stato Maggiore della Difesa che “gli specialisti del 4° Reggimento genio guastatori di Palermo hanno ultimato lo sminamento del quinto corridoio attraverso la Blue Line: la linea del ritiro delle forze armate israeliane dal Sud del Libano, bonificando 2.000 m2 (prossimi ad 8 campi da tennis) di terreno da numerose mine antiuomo in meno di tre mesi. Il demining condotto nel Sud del Libano, denominato Blue Line marking process, è volto alla materializzazione sul terreno della Blue Line attraverso il posizionamento dei cosiddetti Blue Pillar”.  

Campi minati sulla blue line. Foto di Riccardo Bastianello

 

Provo a spiegarmi: sapete cosa vuol dire aprire un corridoio attraverso la blue line in concreto? Vuol dire che davanti a voi, mettiamo a 500 metri, avete la rete elettrificata che separa fisicamente Israele dal Sud del Libano dopo il ritiro del 2006. Una rete elettrificata dietro la quale corre una strada controllata giorno e notte da pattuglie israeliane che difendono le verdi colline che tanto contrastano con il brullo incolto Libano. Che quei 500 metri sono pieni di migliaia di mine. Nessuno sa quante né dove sono posizionate perché chi le ha posizionate sul terreno non l’ha segnato e, anche se l’avesse fatto, la pioggia e gli smottamenti potrebbero averle spostate

Che aprire un corridoio di 2000 metri quadri (ben 8 campi da tennis…) vuol dire bonificare una striscia di 4 metri di larghezza per quei 500 che vi separano dalla rete elettrificata. Che per farlo artificieri esperti hanno rischiato la propria vita chini sotto il sole, coperti da pesanti protezioni che forse in caso di esplosioni gli avrebbero risparmiato la vita ma non la perdita di un arto, e che hanno infilato bastoncini di ferro nel terreno per individuare gli ordigni. A turni di 20 minuti ciascuno perché con quel peso, quel caldo e quella concentrazione è il massimo di sforzo che puoi consertirti per volta senza rischiare di saltare in aria. E per cosa l’hanno fatto? Per restituire duemila metri quadri (8 campi da tennis ricorda!) a un contadino? No. L’hanno fatto perché un funzionario dell’Onu andasse – dopo che libanesi e israeliani si sono messi d’accordo – a posizionare un bidone dipinto di blu (per questo si chiama blue line) a delimitare un punto di confine, riconosciuto da entrambi. Forse e chissà fino a quando. 

Di questo stiamo parlando: tre mesi di lavoro per un cazzo di punto sulla cartina. Sperando che non venga spazzato via da un’altra cazzo di guerra

Nel mondo ci sono 110 milioni di mine ancora inesplose. Non le toglierà nessuno: è impensabile, non c’è abbastanza tempo, costerebbe troppo. Qualcuno ci salterà sopra a lungo.Giusto per sapere cosa abbiamo prodotto finora.

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