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Diario dal circolo polare

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Cimon-Pala

Antonella Tiozzo quest’estate ha voluto mettere in pratica gli insegnamenti del popolo lappone, passando 40 giorni in una capanna a 200 chilometri oltre il circolo polare per vivere con la natura. Ecco alcuni stralci, da lei selezionati, del suo diario.

Martedí 24 giugno 2014 ore 12,30

lap2Ricomincia l’avventura.

Atterriamo a Duottar alle 14,30 circa, dopo un breve volo da Kvikkjokk e un altro atterraggio alla stazione di Tarraluoppa per lasciare Torgny, il guardiano delle capanne, che poi ci verrá a trovare regolarmente. Dopo l’atterraggio ci guardiamo intorno per riconoscere la zona e vedere a che punto sia arrivato il disgelo dei laghi e dell’accampamento. Apriamo la nostra casa, ispezioniamo le 4 case-vacanza, i bagni e il magazzino con tutti i nostri viveri trasportati durante l’inverno. Il sole ci da il benvenuto, ma la temperatura é un po’ bassa, sono circa 12 gradi. Ci mettiamo subito al lavoro con gioia, eccoci ritornate a “casa”, dopo un’estate tutta italiana.

Apriamo i pacchi del magazzino e troviamo che il sacco di farina si é rotto, per fortuna dobbiamo buttarne via solo 2 chili! Alcuni prodotti dell’orine sonos tati spediti sbagliati, ma ora non possiamo farci nulla. Iniziamo a sistemare le cose che ci servono nella nostra casa: farina, riso, pasta, barattoli di pomodoro, biscotti, frutti secchi ecc. facendo attenzione a suddividere il tutto in settimane per avere abbastanza di tutto anche durante l’ultima settimana di permanenza. Poi passiamo all’altra attivitá giornaliera di grande importanza; andare a prendere l’acqua al lago e trasportare i 2 secchi pieni a casa. Questo sará un lavoro che si ripeterá giornalmente e a volte anche di piú.

Verso le 21 ci sentiamo stanche, é stata una giornata lunga, ma l’energia di F non ha limiti e decidiamo di uscire per andare a vedere le condizioni del sentiero verso sud-est lap4con la casa-sauna, il ponte di ghiaccio sopra il fiume e il passaggio verso Darraluoppa sulla neve. La gioia dei posti ci da energia e una volta ritonate verso casa decidiamo di andara anche a vedere la situazione verso ovest e troviamo uan parete di ghiaccio che ci impedisce di scendere al fiume. Domani dovremmo scavare nel ghiaccio la scala per il passaggio.

Ritorniamo a casa e ci prepariamo il te. Sedute al tavolo ammiriamo il sole che si nasconde dietro la montagna. Sono le 23.15. I colori del tramonto ci lasciano senza parole. Alle 00.35 “spegnamo le luci”, anche se qui a queste latitudini la luce del sole non ci abbandona mai e ci corichiamo. Benvenute nelle terre del polo nord!

Latitudine  66.9648, 17.740929999999935 N / E
Longitudine  66° 57′ 53.2794″, 17° 44′ 27.3474″ N / E

28 luglio

Inizia il conto alla rovescia e oggi inizia l’ultima settimana, l’ultimo lunedí di questa esperienza, di questo modo di vivere, di questo mondo, in cui non é l’uomo a decidere lap3ma la natura.

Ho finialmente finito di dipingere la “casa” dove abitiamo, la pioggia mi ha impedito di finire prima, prima ha piovuto, poi abbiamo avuto due giorni di vento.

F stasera é andata a dormire nella capanna grande con M e restare sola mi fa paura, per cui ho scritto a Torgny ringraziandolo dei viveri lasciati.

2 settembre

È il giorno della partenza e un mare in tempesta di sentimenti si fa largo in me. Mi alzo presto per riuscire a finire tutto prima delle 12,30 quando l’elicottero atterrerá: imballare le ultime cose, sistemare e pulire i 12 mq, mettere i viveri rimasti in magazzino, ricordarmi di leggere tutti i promemoria che ho scritto per non dimenticare il barometro, preparare le palline di cioccolatta per i piloti delle due compagnie, …. e avere un po’ di tempo per guardarmi intorno e riuscire a memorizzare, a fotografare con gli occhi questa parte di mondo che mi é entrata dentro e che mi mancherá. F si alza e mi aiuta. Prima di partire anche lei fa un giro tra le capanne, giú al lago dove prendiamo l’acqua e su sulla montagna da dove ammiriamo il lago grande. Prima di partire mi dice: “mi macherá” e io capisco cosa vuole dirmi; “anche a me”.

Si chiama il male della montagna.

Antonella Tiozzo

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