Il video in cui giurava e spergiurava che mai si sarebbe dopato, le interviste alla fidanzata Karoline Kostner, i soloni che pontificano, le ironie sul kinder pinguì.
Il web e i giornali strabordano sentenze su Alex Schwazer. L’atleta altoatesino in questi minuti a Bolzano ci sta mettendo la faccia, sta parlando del suo sbaglio (di cui si è preso tutta la responsabilità) e del gesto con il quale si è distrutto la vita. Mi sbaglierò, ma in alcuni giudizi mi sembra di intravedere un pavloviano riflesso anti-germanico.
E invece di fronte a questo ragazzo fragile, come altri (ma con reazioni ben differenti) incapace di affrontare l’idea dell’insucesso dovremmo riflettere a livello di società (anche quella altoatesina, anzi soprattutto quella altoatesina). E vietare a qualsiasi settimanale, televisione o isola dei famosi, di invitarlo e trasformarlo nella solita pantomima italiana dell’uomo normale che sbaglia elevato ad eroe. Un po’ di silenzio ora. Per lui e per noi.
Andc
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