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Eduard Thöny e il Simplicissimus: la satira non ha età

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01_Museion_Migranti_Foto Ivo Corra
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HofburgBressanone_Thoeny_SimplicissimusLeggere vignette e illustrazioni vecchie di 150 anni e riderne. La satira è eterna. L’ho (ri)scoperto sfogliando in anteprima il catalogo di una mostra che viene inaugurata venerdì 18 marzo alle 16 al Palazzo Vescovile di Bressanone. “Eduard Thöny. Profili, figure, nature” celebra  il 150° anniversario  (1866–1950) di un artista sudtirolese che ha segnato la storia del Simplicissimus, rivista satirica di Monaco di Baviera che ha attraversato la storia della Germania tra fine Ottocento e la seconda guerra mondiale. A volere la mostra (e a regalarmi il catalogo, facendomi scoprire questo artista) è Micheal Seeber, presidente della Leitner di Vipiteno, leader mondiale nella costruzione di impianti a fune. Seeber non è solo un imprenditore dal carattere puntuto, è anche un grande collezionista d’arte e divulgatore. In questa occasione ha messo a disposizione gran parte delle opere in mostra. “Thöny – scrive Seeber – è sempre rimasto un sudtirolese, sebbene già nel 1873 si sia trasferito con i genitori a Monaco, con l’aiuto di Franz Defregger. Spesso tornava a casa dei parenti nella più alta Venosta, ritraeva gente e paesaggio, si ergeva poi a difensore del Sudtirolo al Simpicissimus”. Particolarmente gustoso proprio il capitolo dedicato alla raffigurazione del fascismo e di Mussolini contro il quale il Simplicissimus aprì una forte polemica per il trattamento riservato ai sudtirolesi.

Simplicissimus, un’impronta nella storia tedesca

Assieme a Eduard Thöny è quindi il Simplicissimus il protagonista indiscusso della mostra. Fu fondato a Monaco di Baviera nel 1896 da due amici: l’editore Albert Langen e il giornalista Theodor Heine. Per i suoi scritti apertamente contro il Kaiser, la chiesa e la condotta militare subì vari processi di lesa maestà. Per capire l’importanza di questa rivista satirica basti dire, come racconta Golo Mann nel catalogo, che la figura di Permanender nei Bruddenbrook di Thomas Mann è tratta dal Simplicissimus. Cessò le pubblicazioni nel 1944 e poi nel 1967 dopo averle riprese nel 1954.

Eduard Thöny, la biografia

Eduard Thöny era disegnatore, vignettista e pittore. Nato a Bressanone, crebbe a Monaco di Baviera, dove studiò all’Accademia di belle arti. Nel 1896 trovò quello che sarebbe stato il compito della sua vita: disegnare per il settimanale politico satirico Simplicissimus. Su queste sue spassose opere critico-politiche è incentrata la mostra. Al centro della sua arte c’erano i prussiani guglielmini dagli elmi chiodati, le signore monacensi della buona e cattiva società, l’aristocrazia e la borghesia, gli studenti e la popolazione rurale.Se paragonati al gran numero di disegni, i dipinti sono piuttosto rari nell’opera ancora esistente di Eduard Thöny. I dipinti in olio esposti nella mostra rappresentano immagini dal mondo contadino, soldati ed ufficiali, cavalli, cavallieri e cacce a inseguimento.Eduard Thöny visse a Monaco e sul lago Ammersee. Tuttavia, conservò sempre il legame con la patria del padre. Fotografie originali, lettere, cartoline postali ed altri scritti documentano tale legame nell’esposizione.

Il padre di Eduard, Christian Thöni

Eduard è diventato famoso, suo padre Christian Thöni (1836–1902) invece è caduto nel dimenticatoio. Christian Thöni proveniva da San Valentino alla Muta, era intagliatore di legno, lavorò per breve tempo a Parigi e al servizio dei vescovi a Bressanone. Seguendo il suggerimento dell’amico Franz Defregger, si trasferì a Monaco nel 1873 insieme alla sua famiglia. La mostra presenta anche alcune sculture del padre, che per la prima volta si possono vedere in Alto Adige.

Eduard Thöny, la mostra: orari e informazioni

HofburgBressanone_Thoeny_IdealeAi 150 disegni e dipinti provenienti dalle principali collezioni private delle opere di Thöny – il lascito dell’artista a Monaco e la collezione di Michael Seeber a Vipiteno – si aggiungono opere in prestito dal Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum a Innsbruck, dal Museion a Bolzano e da una collezione privata bolzanina. L’ampia esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Michael Seeber, con contributi scientifici di Hans Haider, Dagmar von Kessel, Hans Heiss e Carl Kraus, cui si aggiunge un saggio di Golo Mann. La mostra si tiene al Palazzo Vescovile Hofburg di Bressanone, Piazza Palazzo Vescovile 2, 39042 Bressanone, tel. 0472 830505, info@hofburg.it, www.hofburg.it. Orario d’apertura dell’esposizione: 19 marzo – 30 giugno 2016, mar–dom ore 10–17, lunedì chiuso, venerdì santo 25 marzo 2016 ore 10–14

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