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“Evolution”, sul palco la nuova Alessandra Ferri

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L’étoile, la prima ballerina italiana per antonomasia, Alessandra Ferri torna sulle scene circondata da un harem di danzatori di fama internazionale. “Evolution” vede come protagonista colei che ha rappresentato un modello per generazioni di giovani aspiranti ballerine ed immortala il ritorno sul palco di Ferri dopo sette anni dall’abbandono delle scene. Co-protagonista di uno spettacolo avveniristico e classico insieme è il ballerino Herman Cornejo, principal dell’American Ballet Theatre, che Ferri definisce “uno dei più grandi ballerini del mondo”. Cornejo mette in scena insieme all’étoile Rhapsody di Frederik Ashton, Sinatra Suite, coreografia di Twyla Tharp su canzoni eseguite da Frank Sinatra (da Strangers in the Night a All the Way, That’s Life e My Way) che vedono Ferri in un’inedito costume preso in prestito dalla danza di carattere.

L’immagine simbolo dello spettacolo – una Ferri avvolta in un’ampia tunica bianca volteggiante con la bocca incollata a quella del suo cavaliere – viene invece dal celebre passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj costruito sull’Adagio dal Concerto in la maggiore, K. 488  di Mozart. In coppia con Ferri danza anche lo statuario ballerino afroamericano Craig Hall, che interpreta il duetto After the Rain di Christopher Wheeldon. “Evolution” non indaga solamente il rapporto fra uomo e donna, bensì anche quello fra uomo e uomo – presenti in sala alla prima di Bolzano, il 23 luglio 2015, nell’ambito della rassegna “BolzanoDanza” numerossissime coppie gay – e quello fra bianchi e neri: emozionante il Duet from Concerto Six Twenty Two di Lar Lubovitch con protagonisti Tobin Del Cuore e Craig Hall. 

Al concetto di “Evolution” fa diretto riferimento anche il Trio  da  Awáa  di Aszure Barton, lavoro creato per Aszure Barton & Artists nel 2012 e in scena per gentile concessione di The Banff Centre e Baryshnikov Arts Center eseguito da Jonathan Alsberry, William Briscoe e Jeremy Jae Neal. Coronano lo spettacolo le perle dei solo, da Tobin Del Cuore in A Mariner di Kate Skarpetowska a Daniel Proietto, il cui corpo avvolto in una tuta cangiante inscena il dialogo della plasticità muscolare con la luce in Sinnermann di Alan Lucien Øyen. Al termine dello spettacolo – molto apprezzato ma che inaspettatamente non ha strappato la standing ovation – Ferri ha ricevuto il premio Danza & Danza 2015, con questa motivazione: «Di una bellezza oggi più morbida, e ancor più intelligentemente consapevole di sé, Alessandra Ferri ha ripreso il suo cammino teatrale confermando come, per i grandi artisti, l’età sia solo uno stato mentale e la maturità uno stato che può regalare nuove sfumature a un’arte come la danza, che proprio grazie a questi talenti eccezionali sta spostando i propri limiti».

Foto di Roberto Ricci

Silvia Fabbi

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