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Il lavoro di per sé è semplice: starsene lì in mezzo al marciapiede, in fascia pausa pranzo, ad offrire assaggini di frullato di frutta alla gente di passaggio, chiaro no? Anche l’avvertimento durante il colloquio è chiaro, quanto inquietante: attenta, da quelle parti lavorano tutti in banca, devi esser pronta a mandar giù un bel po’ di vaffanculi.

Eh sì, perchè stiamo pur sempre parlando di gente che c’ha da far ballar le gambe, mica ha il tempo per l’educazione e ancor più va giustificata per il semplice fatto di essere sempre costantemente strafatta di coca. Dài, non facciamo finta di niente, ormai le strisce pedonali se le fanno tutti: il lavapiatti, il barista, il ragazzino col cappuccio, e pure laggiù in Italia, se dico che tiri o hai tirato anche tu, imbianchino, panettiere, grafico pubblicitario che tu sia, di quanto mi sbaglio? Figuriamoci chi ha soldi da buttare ed uno stile di vita così intenso ed esigente, nel cuore di una città in cui sul 99% delle banconote prese in esame sono state rinvenute tracce della polvere magica. Non fatelo sapere a Vasco Rossi, chè i soldi sono sporchi e chi sa le malattie che mi prende.

Ma sarò franco, caro il mio pippaiolo, mister neve tutto l’anno: non hai la mia stima, saranno pure cazzi tuoi, porterò forse le tare di una maledetta educazione di stampo conservatore, ma sei solo patetico, come quel canadese all’ostello in vacanza, una settimana a non parlare con nessuno, ingobbito davanti al portatile, e poi il venerdì sera la trasformazione Voltron, il re della festa, il dongiovanni inarrestabile, con lo sguardo alla Schillaci e il naso colante. Ma forse dovrei gioire della rivincita dello sfigato, dovrei lodare le virtù della pozione che trasforma i rospi in principi, la sostanza del tutto è possibile, qui e adesso, della figa subito e come non mai. Forse, ma se vedere il Cameroon battere l’Argentina ai mondiali di Italia ’90 mi riempì il cuore di emozione, altri brividi mi percorrono nel sapere i banchieri sparati nell’iperspazio stupefacente mentre si divertono a fottere il mondo.

Davide Miozzi

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