Febbre tropicale Oriente Varie 21 settembre 2011

Parte con questo post Febbre Tropicale, un blog che ci accompagnerà per i prossimi cinque mesi, il diario di un lungo viaggio (ancor prima che il viaggio abbia inizio – verso metà ottobre) nel Sud Est Asiatico. Protagonisti: Maria Elena Ribezzo e Marcello Passaro. Lui è un cervello in fuga, lei è una giornalista, dunque semplicemente in fuga. Dovesse andar male hanno già deciso di puntare tutto sulla simpatia. Nascono in Puglia negli anni ’80 in una città sul mare che la Lonely Planet definisce con impeccabile capacità di sintesi “più noiosa che pericolosa”. Crescono in giro per l’Europa, girano il mondo. Date le origini, però, nutrono la speranza di invecchiare su sedie in legno apri-e-chiudi, dal marciapiede dell’uscio di casa, a guardare la gente passare.

- Ho un biglietto di sola andata Roma-Kuala Lumpur!
Silenzio.
Ancora silenzio.
Grida.
- Cosa ci vai a fare?
- A viaggiare.

Avete mai provato a spiegare a parenti e amici non propensi o sedicenti propensi ai viaggi la differenza che corre tra il VIAGGIO e la VACANZA?

È un’esperienza interessante, se volete mettere alla prova la vostra resistenza psico-fisica.

In una frazione di secondo dimenticheranno le vostre lauree, i master, gli stage, i lavori che avete fatto fino a quel momento e nella migliore delle ipotesi diventerete ai loro occhi dei professionisti dell’ozio, degli amanti della “bella vita”, dei nullafacenti cancro della società che “con la crisi che corre”, invece di cercare immediatamente un “buon lavoro” preferiscono “partire in villeggiatura”.

A poco importa se per viaggiare non state chiedendo favori a nessuno, se i soldi li avete risparmiati semplicemente non vivendo al di sopra delle vostre possibilità, se non siete fanatici delle grandi marche e non siete maniaci della tecnologia cool, quella che per lo stesso servizio offre una confezione più accattivante e un prezzo lievitato di 10 volte.

A poco importano le vostre priorità e figurarsi a cosa importano i vostri desideri…

Nei minuti successivi, terminate le critiche sul vostro modo di vivere, gli interlocutori si trasformeranno nei più esperti geopolitici di sempre, sfornando teorie su future guerre di confine, causate da cambiamenti di equilibri sullo scacchiere internazionale, nelle quali sicuramente vi ritroverete coinvolti. E con improbabile arte oratoria, daranno prova di essere anche formidabili infettivologi ed epatologi, servendosi di luoghi comuni imbarazzanti (il più bizzarro è stato quello che condannava TUTTI i nati in Malesia all’epatite ereditaria).

Insomma, che ci vai a fare in Malesia, Tailandia, Laos, Viet Nam e Cambogia? Se proprio hai risparmiato tempo e soldi vai a New York!
Tutti attratti come falene dallo scintillio delle grandi città.
Trovarle sterili è un paradosso e non pensarla come loro è un evidente spreco di materia grigia.

Meglio restare in silenzio ad ascoltare fino a che punto può spingersi la mente umana. Orientando il cuore all’Asia e a quello che potrà regalarci.

Maria Elena e Marcello





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febbretropicale

(16) Readers Comments

  1. la Malaysia e’ molto vicina a Singapore, infatti, una volta erano una unica colonia, la Malaya… incontriamoci ;) Giovanni

  2. Nella banalità della vita scolastica quotidiana,leggerò con foga i vostri racconti…magari proverò anche a romanzarli a modo mio. Sono molto felice per voi!¡

    • ne saremmo onorati Dok! :)

  3. certo Giovanni, incontriamoci e raccontiamoci! Da Singapore ci passeremo di sicuro!

    aggiungo una cosa al post:
    Per dare a Cesare quel che è di Cesare, le foto qui sopra sono di Enrico Montanari, grande amico e ancor più grande appassionato (a voler essere riduttivi) di fotografia. Se volete contattarlo, perchè nella vita non si sa mai, scrivete a chiccomontanari@libero.it

    Per contattare noi invece: febbretropicale@gmail.it

    • grazie mari… :)

  4. Grande esperienza da vivere, grande scelta, da emulare!!!

    • più viaggi per tutti! :)

  5. Avete tutta la mia ammirazione… Grandi ragazzi!!!
    Anch’io in qualche modo so cosa si prova ad aver a che fare con persone che guardano con diffidenza al continente asiatico in generale, semplicemente perché non è una delle mete prese d’assalto dai vacanzieri (NB: vacanzieri non viaggiatori). Nel mio caso ho dovuto spiegare che non sarei tornata verde e radioattiva ad improvvisati esperti di fisica nucleare, spesso semplicemente vittime di un comune allarmismo infondato. Esperienza già vissuta tre anni fa, quando sono stata in Tanzania, dove il mio ragazzo ha trascorso un anno… in quell’occasione pure noi di improvvisati infettivologi ne abbiamo conosciuti parecchi :-)
    Ma questo è un motivo in più per volgere lo sguardo altrove e aprire la mente a nuove esperienze e a modi diversi di pensare… il viaggio è un’esperienza di vita che inevitabilmente ti arricchisce.
    Vi seguirò sicuramente!
    Complimenti ancora (e scusate il lungo commento ma mi sono davvero ritrovata nelle vostre parole condivido pienamente il vostro pensiero).

    • Grazie per il commento Susi, il viaggio è l’esperienza di vita che per eccellenza arricchisce, siamo sulla stessa lunghezza d’onda! In molti altri Paesi europei questo tipo di viaggio è considerato una fase importante per la crescita della persona, anche in fase post-adolescenziale, in Italia è ancora visto come una “deviazione” del corretto modus vivendi. Purtroppo tutto ciò che è distante dal proprio universo tende a creare diffidenza. Uno dei motivi che ci ha spinto ad aprire il blog è la voglia di condividere ma anche di comunicare che viaggi del genere sono alla portata di molti, basta orientare le proprie priorità!

  6. vi ho scritto una email all’indirizzo da voi suggerito e ho ricevuto:

    Delivery to the following recipient failed permanently:

    febbretropicale@gmail.it

    Technical details of permanent failure:
    Google tried to deliver your message, but it was rejected by the recipient domai

    • hai perfettamente ragione Giovanni, errore mio: l’indirizzo esatto è febbretropicale@gmail.COM
      aspettiamo con ansia la tua email!

  7. tutto vero e tutto giusto…mi domando solo se alla fine del viaggio sarà tutto come l’avete lasciato…no, non mi riferisco tanto alla banale constatazione della realtà per quella che ontologicamente è (a parte eventi che non è dato a noi perscrutare) mi riferisco al vostro sguardo sul mondo…non resta che aspettare…Buon Viaggio!

    • Grazie Francesco, speriamo che il nostro sguardo sul mondo (che cambia qualunque tipo di esperienza tu faccia)ci porti a viaggiare ancora! Spesso si parte pensando “ora o mai più” e si finisce a fare il count-down per la partenza successiva…

  8. In un mondo di freelance che… è importante riuscire a lasciare un’impronta indelebile di sè nel mondo circostante perché la si possa poi riscoprire in tempi futuri migliori e poter dire “io c’ero!”… quando altri, che magari hanno contribuito a rendere schifoso il nostro mondo e fargli fare la fine attuale che vive la società non ci saranno più (per fortuna)!
    Magra consolazione. Vi ammiro, però.
    In bocca al lupo ragazzi. Sono con voi.

    • Grazie Giò!! noi ci siamo e anche tu, contribuiamo a migliorarlo un po’ nel nostro piccolo….per bilanciare chi lo rende schifoso!

  9. non credo che le grandi città siano necessariamente sterili, anche se a volte lo sono, ma ho capito quello che volevate dire :-) vi auguro buon viaggio, vi seguirò con un pizzico di invidia!

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