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	<title>AND - A Nordest Di che...</title>
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	<description>diari dal mondo e reportage di viaggio</description>
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		<title>Bruxelles, due borse di studio per imparare a fare il lobbista</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 23:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro giorni a Bruxelles a giugno: i più meritevoli del corso, che si terrà dal  3 al 7 giugno, avranno una borsa di studio per uno stage di tre mesi sul fare una campagna lobby di successo. Spesso lobbista è un [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro giorni a Bruxelles a giugno: i più meritevoli del corso, che si terrà dal  3 al 7 giugno, avranno una borsa di studio per uno <strong>stage di tre mesi sul fare una campagna lobby di successo. </strong>Spesso lobbista è un termine visto sotto un&#8217;accezione negativa: in realtà è una competenza utile, difficile da apprendere, capace di portare risultati fondamentali nelle realtà ed enti nazionali ed internazionali.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/bruxellesok.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-19666" title="bruxellesok" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/bruxellesok-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a></p>
<p>Dal <strong>3 al 7 giugno</strong>, la <strong>Camera di Commercio Belgo-Italiana</strong>organizza il corso in <strong>EU Lobbying – skills and strategies,</strong> ideato e realizzato con l’obiettivo di fornire ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti utili per poter predisporre e sviluppare una <strong>campagna di lobby di successo</strong>. Per maggiori informazioni sul programma, i docenti, lo stage e le modalità di iscrizione consultare il sito <a href="http://www.europeanlobby.eu/" target="_blank">europeanlobby.eu</a></p>
<p>Leggi <a href="http://www.scambieuropei.info/studio/bruxelles-due-borse-di-studio-per-stage-nel-mondo-delle-lobby" target="_blank">Bruxelles. due borse di studio per stage nel mondo delle Lobby</a> su ScambiEuropei.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/" target="_blank">Leggi altre offerte di lavoro su And.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Videla, morte di un dittatore</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 23:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Latinoamericando]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inferno ha appena ricevuto un ospite scomodo. Dopo 87 anni, l&#8217;ultimo giorno è arrivato anche a lui. Un personaggio che è morto nell&#8217;unico posto dove poteva stare: il carcere. Per raggiungere l&#8217;indispensabile giustizia dei tribunali ci sono volute molte lotte [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;inferno ha appena ricevuto un ospite scomodo</strong>. Dopo 87 anni, l&#8217;ultimo giorno è arrivato anche a lui. Un personaggio che è morto nell&#8217;unico posto dove poteva stare: il carcere. Per raggiungere l&#8217;indispensabile giustizia dei tribunali ci sono volute molte lotte e innumerevoli manifestazioni popolari. La prima condanna l&#8217;aveva ricevuta poco dopo la fine della dittatura in Argentina quando, nel 1985, fu accusato formalmente per la morte di 66 omicidi doppiamente qualificati. L&#8217;ergastolo arrivò insieme ad altri comandanti della giunta.</p>
<p>Ma la spinta finale è stata data dal governo dei Kirchner, che indirettamente è stato uno dei loro massimi sponsor: &#8220;Con i Kirchner è arrivato il mio peggior momento &#8211; disse Videla invitando invitando a prendere le armi  &#8211; in difesa delle istituzioni basiche della repubblica”. Non sono facili da digerire le dichiarazioni alla spagnola Cambio 16. Nonostante i tre ergastoli, fino a ieri era sotto processo per il Piano Cóndor. Il governo di Cristina è stato rapido di riflessi e appena saputo della notizia è uscito sui media a ricordare che la morte era avvenuta in carcere e dopo un giusto processo, come volendo prendersi il merito politico di questo obbiettivo e in parte inevitabile fatto di giustizia.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/ar_pagina12.750.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19656" title="ar_pagina12.750" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/ar_pagina12.750-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>Fra le organizzazioni dei diritti umani che in Argentina mantengono l&#8217;indipendenza dal potere politico, &#8220;La Casa de la Memoria&#8221; di Rosario ha intuito la reazione del governo e pochi minuti dopo la morte del dittatore ha commentato su Facebook: &#8220;E&#8217; morto un genocida, condannato grazie alle lotte del popolo. Ma il suo progetto dura ancora nella scomparsa di Julio López (testimone &#8220;desaparecido&#8221; per la seconda volta dal settembre 2006). Nel sequestro pianificato di persone per la tratta. Nella repressione di chi lotta. Nei servizi di intelligenza infiltrati nelle associazioni popolari. Nell&#8217;uccisione dei popoli originari e contadini&#8221;.</p>
<p><strong> Come dire a Cristina: finiscila col doppio discorso sui diritti umani</strong>. Videla fa morire con sé tante informazioni e secreti. Per esempio, il destino di molti scomparsi e circa 400 dei loro figli, che ancor oggi non sanno nulla della propria identità perché adottati illegalmente da, in alcuni casi, complici dei militari. Pure la dittatura aveva la sua santissima trinità: la Dottrina di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, la Scuola francese della guerra in Algeria e la gerarchia della Chiesa cattolica.</p>
<p>Se Videla è riuscito a provocare quanto male intendeva fare è perché era tutt&#8217;altro che isolato. Al momento del Golpe, consenso fra i cittadini, ahimè, non gli mancava. E fra i suoi complici tanti erano civile con potere economico. Per questo quando si parla di &#8220;Golpe militare&#8221; dovrebbe essere corretto con <strong>&#8220;Golpe civico-militare&#8221;</strong>. Fra questi civili poco civili,  la P2 che fece notare il suo peso dentro il Corriere della Sera dal 1977, con l&#8217;insediamento di Franco Di Bella come direttore.</p>
<p><strong>Forse non è inutile ricordare che alcuni dei massimi responsabile del genocidio formavano parte della lista di Castiglion Fibocchi,</strong> come ad esempio il generale della Marina Emilio Massera, deceduto nel 2010. E come andava l&#8217;economia? Il giornalista Rodolfo Walsh, poco prima di essere ucciso nel 1977, spiegò in una carta aperta alla giunta militare come l&#8217;inflazione annuale era pari al 400 per cento, e che la dittatura &#8220;riconosce come beneficiari la vecchia oligarchia della campagna, la nuova oligarchia speculatrice ed un selettivo gruppo di monopoli internazionale capeggiati da ITT, Esso, U.S.Steel, Siemens&#8221;. In altre parole, liberismo allo stato puro. Per quanto riguarda i diritti umani oggi in Argentina, la strada è ancora molto lunga da fare, come ricordava la associazione rosarina, ma con la sicurezza che nessuno potrà mai rivendicare l&#8217;operato di Videla senza subire l&#8217;indispensabile ripudio generalizzato e questo è, certamente, un punto da sottolineare e festeggiare.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gustavo Claros</strong></p>
<p>Leggi anche: <a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/desaparecidos-la-verita-di-calamai-il-genocidio-appoggiato-da-stragisti-e-piduisti/">Desaparecidos, la verità di Calamai</a></p>
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		<title>La mia Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 23:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Africa può essere meglio descritta come un mare che ospita i grattacieli, il fondamento dell&#8217;esistenza umana. Mia Africa non è un continente povero come è dipinta da più persone. Viaggiare su e giù nella mia Africa per assaggiare il suo [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/africa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19653" title="africa" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/africa-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>Africa può essere meglio descritta come <strong>un mare che ospita i grattacieli</strong>, il fondamento dell&#8217;esistenza umana. Mia Africa non è un continente povero come è dipinta da più persone. Viaggiare su e giù nella mia Africa per assaggiare il suo splendore e si scopre che l&#8217;idea che l&#8217;Africa è una giungla è solo assunto e astratto.</p>
<p><strong>Africa sostiene più del 60 per cento dei bisogni del mondo in termini di risorse naturali</strong> e questi materiali sono venduti sul mercato internazionale secondo le esigenze socio-economiche del mondo, e per questo, Africa non può essere affermato di essere un continente povero.</p>
<p>Tuttavia, il problema dell&#8217;Africa è suoi fratricidi e vampirici politici che succhia il sangue dei loro figli e fratelli, ed è per questo che <strong>stiamo chiedendo i figli nella diaspora e gli amanti dell&#8217;Africa di unirsi insieme e iniziare una rivoluzione giuridica per cambiare il sistema del nostro glorioso continente.</strong></p>
<p>Tutti i capi corrotti e dittatoriali in Africa devono essere trascinati giù per salvare l&#8217;Africa per gli africani.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Vincent Idele Iyen</strong></p>
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		<title>Laureati in lingua o lettere: 4 posti di lavoro a Parigi per insegnare italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 01:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;istituto italiano di cultura di Parigi cerca quattro docenti d&#8217;italiano,  a Parigi, ai quali offre lavoro per nove mesi (2mila euro lordi la retribuzione mensile). La scadenza per presentare domanda è il 27 maggio. Requisiti: a) essere in possesso di [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;istituto italiano di cultura di Parigi cerca quattro docenti d&#8217;italiano,</strong>  a Parigi, ai quali offre lavoro per nove mesi (2mila euro lordi la retribuzione mensile). La scadenza per presentare domanda è il 27 maggio.</p>
<p><strong>Requisiti:</strong><br />
a) essere in possesso di una laurea in Lettere o Lingue e Letterature Straniere con votazione non inferiore a 110/110 secondo il vecchio ordinamento (o lauree corrispondenti in base alla tabella di equiparazione annessa al D.I. del 5.5.04, pubblicato sulla G.U. del 21.08.04 n. 196);<br />
b) essere di madrelingua italiana;<br />
c) avere una buona conoscenza di una delle principali lingue straniere, conseguita presso università, istituti o enti autorizzati al rilascio di certificazioni linguistiche.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/01/parigi.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17643" title="parigi" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/01/parigi-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Le domande, corredate dalCV nonché dalle certificazioni attestanti i requisiti e i titoli di cui sopra ovvero da autocertificazioni secondo le norme in vigore in Italia, dovranno pervenire esclusivamente per raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo<strong>: ISTITUTO ITALIANO di CULTURA di Parigi, “Servizio Selezione 296/98”, 73, rue de Grenelle, 75007 Paris, Francia.</strong></p>
<p><a href="http://www.scambieuropei.info/lavoro/urgente-lavoro-per-4-laureati-in-lingua-o-lettere-presso-l-istituto-italiano-di-cultura-a-parigi#.UZZlWqJ7KSo" target="_blank">Leggi l&#8217;intera notizia su ScambiEuropei.</a></p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/" target="_blank">Leggi altre offerte di lavoro su And.</a></p>
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		<title>Svezia, gli scritti dei figli di immigrati italiani (parte prima)</title>
		<link>http://www.anordestdiche.com/luoghi-e-incroci/rubriche-dal-mondo/stoccolma/svezia-gli-scritti-dei-figli-di-immigrati-italiani-parte-prima/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 01:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei miei compiti in qualità di madrelinguista, cioè insegnante di italiano per i figli degli immigrati in Svezia, è quello di insegnare loro a sviluppare quelle conoscenze che non possono ricevere dall’uso della lingua in ambiente familiare. Certo già [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno dei miei compiti in qualità di madrelinguista, <strong>cioè insegnante di italiano per i figli degli immigrati in Svezia, è quello di insegnare loro a sviluppare quelle conoscenze che non possono ricevere dall’uso della lingua in ambiente familiare.</strong> Certo già questo è un regalo impagabile che i genitori fanno ai propri figli!</em></p>
<p><em>La competenza forse più difficile nell’apprendimento di una lingua riguarda la capacità di scrivere la parola sulla carta. Questa in genere è un competenza che viene sviluppata soprattutto a scuola. Nella nostra particolarità, gli alunni bilingui residenti all’estero, possono avere un ottimo livello di bilinguismo nell’uso della lingua orale, ma una debole conoscenza della lingua scritta per la seconda lingua materna, cioè quella che non usano a livellos colastico quotidianamente. E´come se essi avessero in orale l’età acquisita e nello scritto l’età in cui si inizi ad andare a scuola. Le difficoltà che essi incontrano sono le più svariate, da problemi di spelling, di grammatica, di vocabolario, di scelta dei termini appropriati all’argomento affrontato; problemi semplici che possono essere superati con l’uso del computer, ma altri più complicati, che richiedono uno studio adeguato, sistematico che possa dare sviluppi nel tempo, uno sviluppo parallelo allo sviluppo della lingua scritta scolastica, del paese in cui l’alunno va a scuola.</em></p>
<p><em>Durante questo anno scolastico ho investito una gran parte del tempo per sviluppare questa competenza con diverse attività, basate sullo scritto. Alla fine dell’anno devo trarne delle conclusioni e posso dire che i risultati ci sono: Questo dimostra che <strong>è sempre possibile migliorare le proprie conoscenze linguistiche, che la seconda lingua materna deve essere curata esattamente come la prima per poter avere il livello della prima.</strong> Questa era una delle tante risposte che io insegnante mi madrelingua cercavo, cioè se fosse possibile migliorare le conoscenze dello scritto dei miei alunni, nel poco tempo dedicato per l’apprendimento della madrelingua, una sola ora la settimana.</em></p>
<p><em>Oggi, arrivati alla fine dell’anno scolastico <strong>desidero pubblicare alcuni di questi scritti in cui gli alunni del corso di madrelingua hanno espresso le proprie opinioni in merito ai problemi da loro più sentiti, i problemi di tutti i giorni</strong>. </em><em>Ovunque essi siano, questi ragazzi mezzi italiani sono tutti parte della stessa società, quella italiana, una società che con i pensieri può cambiare il mondo. Per me è un piacere ascoltarli, spero lo sia anche per voi!</em></p>
<p><em></em><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/svezia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-19640" title="svezia" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/svezia-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché gli italianofoni in Svezia non continuano a studiare la loro seconda madrelingua al ginnasio?</strong></p>
<p><strong></strong><em>di Isabella, 3 ginnasio, in collaborazione con l&#8217;insegnante</em><br />
<strong>Questa é una delle domande che noi studenti d’italiano madrelingua al ginnasio ci poniamo, insieme alla nostra professoressa</strong>. Anche quest’anno all’inizio del corso a settembre, eravamo insicuri se il corso avrebbe avuto luogo o meno. Eh si perché questo dipende dal numero degli iscritti. Se sono meno di 5 il corso non parte.</p>
<p>Dalle statistiche dello Språkcetum risulta che solamene il 10% degli alunni di madrelingua iscritti alla scuola elementare prosegua e scelga di studiare la madrelingua al ginnasio. Al corso di italiano quest’anno sono5 aprimo livello e due al secondo, per cui il corso é stato messo insieme. Ci chiediamo tutti il perché!</p>
<p>Da una discussione in classe con la nostra insegnante, sono emerse molte possibili spiegazioni, Naturalmente sono solo delle supposizioni che noi alunni facciamo, cioé non basate su uno studio specifico!</p>
<p>Le risposte che ci siamo dati sono molteplici, come la mancanza di tempo, infatti non basta andare alle lezioni, ma si devono anche fare i compiti per proseguire il corso.</p>
<p>Un’altra ragione potrebbe essere che gli alunni ritengano di sapere l’italiano bene e per questo non vedano la necessitá di migliorarsi. Ma il corso di madrelingua insegna allo studente ad abituarsi alla lingua italiana, non solo a quella di tutti i giorni, ma alla lingua letteraria, a quella dei giornali. Esercitandosi a rispondere in classe l’alunno si sentirá piú a suo agio una volta che in Italia incontrerá dei coetanei che parlano in modo corretto, in base alla loro etá.</p>
<p><strong>La maggior parte dei giovani italo-svedesi che abitano a Stoccolma non hanno intenzione di andare ad abitare in Italia,</strong> e credono che non gli servirà sviluppare ulteriormente la conoscenza della lingua. Non pensano che vivendo in Svezia, o da un’altra parte, ovunque nel mondo, hanno la responsabilitá di lasciare vivere questa bella lingua, il poco uso, porta ad un peggioramento delle conoscenze, fino all’abbandono. Noi pensiamo che il bostro livello linguistico sia migliorato grazie al corso di madrelingua; con la pratica abbiamo cominciato a capire meglio la lingua dei libri. Questo ci é servito e poi abbiamo il dovere di diffonderie la nostra cultura di giovani bilingui. Perdere la lingua significa anche perdere la propria cultura italiana, quella di uno dei nostri genitori. Nella odierna societá i ragazzi multilingue sono in crescita grazie alla globalizzazione. La conoscenza di tante lingue e culture, favorisce la comprensione fra i popoli e contribuisce alla pace nel mondo. Purtroppo ancora oggi anche se siamo nel 2013, molti popoli nel mondo sono in guerra tar di loro.</p>
<p>Un’altro fatto che puó sfavorie la scelta dello studio della madrelingua puó essere la distanza per raggiungere il ginnasio in cui il corso viene tenuto, poiché tutti gli alunni di tutti i ginnasi vengono raggruppati in un solo corso. Noi pensiamo che sia importatne che gli studenti siano tutti insieme per potersi confrontare tra di loro e poter fare nuove amicizie.</p>
<p>La mancanza di informazioni puó essere un’altra ragione. Quando il nuovo anno scolastico inizia, spesso i giovani sono molto confusi perché non sanno se il corso comincierá, non sanno dove sará, non ricevono informazioni e non sanno dove cercarle. È compito dei ginnasi informare gli alunni. La scuola deve cercare di dare piú informazioni e di spiegare a tutti coloro che hanno un’altra lingua l’importanza del proseguimento e approfondimento dello studio di lingua, storia, cultura e grammatica.</p>
<p>Noi che abbimao scelto di frequentare il corso pensiamo, e abbiamo esperienza personale, che alcuni insegnanti non siano adeguati all’insegnamento. Se l’alunno non ritiene di imparare abbastanza durante il corso, non lo frequenterá piú, se l’insegnate non ha una pedagogia adeguata al bilingue, col passare degli  anni gli alunni si demotiveranno e smetteranno di frequentare il corso. Lo Språkcentrum, che é il centro responsabile e che assume gli insegnanti, dovrebbe avere un maggior controllo e formare continuamente i propri insegnanti.</p>
<p><strong>Dopo tante a tante discussion in classe e anche insieme ai ragazzi di 8 e 9 classe della scuola media, possiamo trarre delle conclusion</strong>i: il corso di italiano é importante, tutte le persone coinvolte nell’organizzazione dovrebbero collaborare maggiormente per invogliare gli alunni. Gli alunni, da parte loro, se avessero tutte le informazioni prima dell’inizio del ginnasio, forse capirebbero meglio la ricchezza che hanno nel possedere un’altra lingua e a loro volta desidererebbeo migliorarla per non sentirsi in imbarazzo con i coetanei in Italia. La conoscenza cosí profonda di  lingua e cultura non la si puó acquisire imparando una lingua straniera e potrebbe essere usata come carte vincente nel mondo del lavoro sia svedese che italiano.</p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Antonella Tiozzo Lundin</strong></p>
</div>
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		<title>ITALEÑAS, INSIEME PER LO IUS SOLI!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Io ho richiesto la cittadinanza italiana l&#8217;anno scorso, a 19 anni, ma mi è stata rifiutata perchè quando avevo quattro anni ho passato un anno in Ecuador&#8220;. E&#8217; la storia di Melina, raccontata in questo bellissimo video di David Chierchini, [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/italenas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19546" title="Melina, documentario italenas" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/italenas-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a>&#8220;<strong>Io ho richiesto la cittadinanza italiana l&#8217;anno scorso, a 19 anni, ma mi è stata rifiutata perchè quando avevo quattro anni ho passato un anno in Ecuador</strong>&#8220;. E&#8217; la storia di Melina, raccontata in questo bellissimo video <strong>di David Chierchini, Matteo Keffer, Davide Morandini</strong>  prodotto dalla casa padovana ZaLab. Il caso di Melina è comune migliaia di figli di immigrati nati qui, italiani come noi, desiderosi di partecipare alla vita del nostro Paese come noi. Uno spunto per lanciare una <a href="http://www.zalab.org/progetti-it/48#.UZR9IUpPhcA">campagna pro Ius Soli</a>, cui AND Anordestdiche aderisce fin da subito #proiussoli</p>
<p>Ecco il video</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/65749550" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/65749550">ITALEÑAS</a> from <a href="http://vimeo.com/user6116866">Za Lab</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco l&#8217;appello di ZaLab</p>
<p>&#8220;L’elezione del Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge potrebbe finalmente avviare un percorso legislativo per la trasformazione della legge sulla cittadinanza in direzione dello Ius Soli. Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere: da quelle più imbarazzanti (come la domanda offensiva della deputata PDL Elvira Savino, che chiede al Ministro se ha intenzione di fare anche una proposta di legge sulla poligamia), alle più tristi discussioni interne ai partiti sul rischio che la proposta della Kyenge comprometta gli equilibri di<br />
governo.</p>
<p>La Lega Nord ha addirittura convocato manifestazioni di piazza in tutta Italia il 18 e il 19 maggio per raccogliere firme contro la proposta di legge e suggestioni dei cittadini su quelle che devono essere considerate “priorità” per l’Italia. Per anni lo spettacolo mediatico degli sbarchi è stato utilizzato per alimentare paure e tensioni. Ora che gli sbarchi sono fortemente diminuiti e le urgenze vere sono legate al disastro economico del Paese, alcune forze politiche tendono ad alimentare odi e discriminazione nei confronti degli stranieri residenti in Italia, a cui viene additata la colpa di &#8220;togliere lavoro&#8221; agli italiani che non ne hanno più.<br />
La battaglia civile che vi/ci vede impegnati per il riconoscimento dei pieni diritti di cittadinanza agli stranieri da anni residenti in Italia e ai loro figli, nati e cresciuti nel nostro paese, diventa sempre più urgente. Come urgente diventa unire gli sforzi di tutti coloro che<br />
si impegnano a diverso titolo in questa battaglia perché le ragioni e le motivazioni di ciascuno possano amplificarne la voce anziché confonderla ed attutirla.</p>
<p>Abbiamo realizzato il mese scorso “ITALEÑAS” un breve video, interno alla serie “Le schegge di Za” prodotte con il sostegno di Open Society Foundation sul tema della cittadinanza. Non si tratta di uno spot o un video ad hoc per una campagna, ma di <strong>un minidoc sulla storia di Melina, una ragazza nata in Italia da genitori Ecuadoregni a cui non viene concessa la cittadinanza italiana perché all’età di quattro anni ha trascorso un periodo nel paese dei genitori</strong>. La sua storia è raccontata alla radio da Domenica, giornalista di origine peruviana da 22 anni in Italia.</p>
<p>Il lancio di ITALEÑAS era previsto proprio questo mese. Vista la rilevanza assunta dal tema dello Ius Soli nell’ultima settimana e l’urgenza di sostenere la proposta del Ministro Kyenge e delle forze politiche che la appoggiano, abbiamo pensato di chiedere a tutti voi di partecipare al lancio di Italeñas. Come? Molto semplice: ospitando sulle vostre home page e social network il giorno 16 maggio (e se<br />
volete anche nei giorni successivi) il video di ITALEÑAS. Consapevoli del fatto che non ci sono i tempi e i modi per far partire una vera e propria campagna comune e armonizzare posizioni di diverse associazioni e organizzazioni, la strada più breve ci sembra quella che ognuno sia libero di promuovere il dibattito sul sito e sui social network in maniera autonoma, utilizzando solo il semplice claim comune INSIEME PER LO IUS SOLI! (hashtag #proiussoli)&#8221;.</p>
<p><em>Su Ius Soli e affini leggi anche: <a href="http://www.anordestdiche.com/diari/cittadinanza-agli-immigrati-chi-dice-no-lo-ius-soli-non-e-una-soluzione/">Lo ius soli non è una soluzione, di Corrado Poli</a>; <a href="http://www.anordestdiche.com/editoriali/noi-fieramente-meticci-voi-fieramente-ignoranti/">Noi fieramente meticci, voi fieramente ignoranti</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dottorato in Nuova Zelanda, borse da 1300 euro al mese per tre anni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Borse di studio per fare il dottorato in Nuova Zelanda. Tre anni pagati più di 1300 euro al mese, più assicurazione sanitaria ed un forfait per le spese di viaggio. L’importo esatto della borsa di studio è pubblicato nel bando [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Borse di studio per fare il dottorato in Nuova Zelanda.<strong> Tre anni pagati più di 1300 euro al mese,</strong> più assicurazione sanitaria ed un forfait per le spese di viaggio.</p>
<p>L’importo esatto della borsa di studio è pubblicato nel bando disponibile sul <a href="http://www.newzealandeducated.com/nzidrs" target="_blank">sito</a>, dove si dovrà anche mandare le domande. Sono previste inoltre una rendita mensile, un fondo per le spese di viaggio e un’assicurazione sanitaria.<br />
Da notare che l’Anno Accademico in Nuova Zelanda ha inizio fine di <strong>febbraio </strong>e finisce nel mese di <strong>novembre</strong>.<br />
Candidarsi entro il <strong>15 luglio 2013</strong>.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/wellington_nuova_zelanda.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-19612" title="wellington_nuova_zelanda" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/wellington_nuova_zelanda-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a></p>
<p><a href="http://www.scambieuropei.info/studio/borse-di-studio-per-la-nuova-zelanda-disponibili-per-studenti-con-specialistica-e-conoscenza-inglese#.UZT_maJ7KSp" target="_blank">Leggi l&#8217;intera notizia e altre offerte su ScambiEuropei.</a></p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/" target="_blank">Leggi altre offerte di lavoro su And. </a></p>
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		<title>L&#8217;acqua che fa male: l&#8217;accampamento allagato dei rifugiati siriani</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio di gennaio 2013, una tempesta eccezionale si abbatte sul Libano: le temperature scendono di diversi gradi sotto lo zero e la violenza dei temporali è impressionante. La nostra équipe parte in direzione della Bekaa per incontrare delle famiglie di [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>All&#8217;inizio di gennaio 2013, una tempesta eccezionale si abbatte sul Libano:</em></strong><em> le temperature scendono di diversi gradi sotto lo zero e la violenza dei temporali è impressionante. La nostra équipe parte in direzione della Bekaa per incontrare delle famiglie di rifugiati alloggiate in accampamenti di fortuna.</em></p>
<p>Abbiamo lasciato lo stradone principale poco prima dell&#8217;entrata di Bar Elias, e ci ritroviamo ora su una strada infangata con acqua dai due lati. Davanti a noi ci sono delle tende. In qualche minuto la nostra macchina è circondata. <strong>Uomini, donne e bambini gridano e agitano le mani per attirare la nostra attenzione. Scendiamo dalla macchina e facciamo qualche passo nel fango.</strong> La folla ci conduce all&#8217;interno dell&#8217;accampamento: si è formato un lago, le tende sono completamente inondate, e alcune di esse stanno crollando, mezze distrutte. Facciamo fatica a credere ai nostri occhi. Il fotografo ha tirato fuori la macchina e la gente insiste perché scatti delle fotografie: “<em>Prendi quella tenda, io abitavo lì con la mia famiglia, guarda in che condizioni si trova ora.”</em> All&#8217;interno delle tende, i materassi e le coperte galleggiano sull&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/Accampamento-siriano-allagato-Bekaa-centrale-Libano-gennaio-2013.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-19616" title="Accampamento siriano allagato - Bekaa centrale, Libano, gennaio 2013" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/Accampamento-siriano-allagato-Bekaa-centrale-Libano-gennaio-2013-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>Poco a poco capiamo cos&#8217;è successo: i rifugiati sono stati sorpresi durante la notte scorsa dalla piena improvvisa</strong>. Una signora mi spiega a grandi gesti: “<em>Io dormivo, mi sono svegliata bruscamente, tutto era bagnato! Ho preso il mio bambino e l&#8217;ho sollevato, era già fradicio, sarebbe potuto annegare!” </em>Gli uomini hanno dato degli stivali di plastica ai miei due colleghi: con l&#8217;acqua alle ginocchia partono a fare un giro dell&#8217;accampamento. Io resto a parlare con un gruppetto di donne sotto una pioggia fine e glaciale che s’infila tra i nostri capelli e nei nostri vestiti. Ho freddo, e mi vergogno di aver freddo, con i miei vestiti molto più pesanti dei loro. Tutti parlano in contemporanea e gridano. <strong>Inizio a rendermi conto che siamo arrivati nel bel mezzo del dramma: queste persone sono ancora sotto choc a causa di ciò che è successo. </strong>Nessuno, tranne noi, è venuto a trovarli stamattina. Quelli che sono fuggiti dalle loro tende in piena notte si sono rifugiati in altre tende, relativamente risparmiate dall&#8217;inondazione. Non avevano quasi nulla, e hanno di nuovo perso tutto. Nei loro discorsi si mescolano lo sconforto, la rabbia e le suppliche.</p>
<p>Mi sento smarrita. Gli abbiamo spiegato il nostro lavoro: <strong>sanno che siamo lì per testimoniare della loro situazione, ma che non possiamo dargli nessun aiuto concreto. Lo sanno e lo capiscono, ma io, ancora una volta, provo vergogna.</strong> Le donne mi portano al riparo sotto una tenda al limite dell&#8217;accampamento. Tutto è bagnato lì dentro: le pareti, i materassi, i vestiti ammucchiati in un angolo. Il suolo è fangoso. I bambini, stretti gli uni contro gli altri, tremano. All&#8217;improvviso uno di loro, non più grande di sette anni, decide di fare un fuoco: raggruppa qualche scheggia di legno, un po&#8217; di carta da giornale, e accende un fiammifero. Il fuoco dura poco, il suo fumo è pungente e l&#8217;atmosfera sotto la tenda diventa difficilmente respirabile, ma abbiamo tutti talmente freddo che ringraziamo il ragazzino di averci procurato qualche minuto di calore.</p>
<p>Due giorni più tardi torniamo all&#8217;accampamento. Il lago è sempre lì, e i rifugiati non hanno ancora ricevuto nessun aiuto. La gente ci accoglie con molta più calma. Andiamo a visitare una parte del campo che non avevamo visto la volta scorsa. Alcuni padri di famiglia ci aspettano: restano lì, umili e pazienti, e ognuno attende che il nostro piccolo gruppo sia pronto a venire dalla sua parte, per farci vedere la sua tenda e spiegarci la sua storia. <strong>Mi torna lo sconforto. Quell&#8217;uomo potrebbe essere mio padre, quell&#8217;altro mio nonno! </strong>Come può essere ridotto ad aspettare con calma che un gruppo di stranieri gli conceda un po&#8217; d&#8217;attenzione?</p>
<p><strong><em>E soprattutto, come può il mondo avere così poca attenzione per loro?</em></strong><em></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>(racconto di E.L. del 08/01/2013 pubblicato su<a href="http://www.focusonsyria.org/" target="_blank"> Focus on Syria</a>)</em><em></em></p>
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		<title>Officinegreen Festival, Green Week: la sostenibilità invade il Triveneto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[STORY]]></category>

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		<description><![CDATA[Il filo conduttore è il verde: s&#8217;intende rispetto per l&#8217;ambiente e attenzione alla sostenibilità. In altri termini, il futuro al quale stiamo andando incontro. E sarà il Veneto a diventare, per un periodo, capitale del &#8220;green&#8221;. Dal 7 al 9 [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il filo conduttore è il verde: s&#8217;intende rispetto per l&#8217;ambiente e attenzione alla sostenibilità. In altri termini, il futuro al quale stiamo andando incontro. E sarà il Veneto a diventare, per un periodo, capitale del &#8220;green&#8221;. <strong>Dal 7 al 9 giugno</strong>,  a villa Caldogno, architettura palladiana che sorge nel comune omonimo (forse più  famoso per aver dato i natali a Roberto Baggio), ci sarà <strong>l&#8217;Officine Green Festival.</strong> Per ogni informazione sugli eventi si può consultare il sito <a href="www.officinegreen.it" target="_blank">www.officinegreen.it</a>, e i temi saranno quelli dell&#8217;impatto che il comportamento di ognuno di noi ha sul pianeta in cui viviamo.  Conferenze, esibizioni musicali e esposizione artistica, workshop e area scambio e baratto, senza dimenticare i designer che costruiscono oggetti con materiale riciclato e la sensibilizzazione alla riduzione  degli sprechi attraverso percorsi formativi e contest. Fra gli ospiti Ermete Realacci, Paola Maugeri, Lisa Casali e  Samuele Giacometti.</p>
<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/of.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-19625" title="of" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2013/05/of-300x130.jpg" alt="" width="300" height="130" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima, da lunedì prossimo,  ci  sarà la <strong>Green Week delle Venezie.</strong>  Perché la sostenibilità pare sia  un’eccellenza veneta che si racconta ancora troppo poco. «In regione ci sono oltre 30mila aziende che investono sulla sostenibilità» spiega Gabriella Chiellino, fondatrice di eAmbiente, società di consulenza e progettazione ambientale, prima laureata in scienze ambientali d’Italia. La vetrina ora c’è: <strong>dal 20 al 26 maggio</strong> la «green economy» vedrà il suo festival, che partirà da Padova e invaderà il Triveneto.  È il «Green week», promosso da Nordesteuropa Editore. Tanti gli appuntamenti in programma (consultabili sul sito <a href="http://veneziegreen.nordesteuropa.it/" target="_blank">http://veneziegreen.nordesteuropa.it/</a>) e conviene forse partire dall’inizio, ovvero dai mille sindaci che il prossimo 20 maggio, al teatro Verdi di Padova, firmeranno l’impegno ecosostenibile che deriva dalla «Carta a spreco zero», documento ideato da Andrea Segrè,  economista e saggista italiano. I primi cittadini, e si pensa che a Padova fisicamente ne saranno presenti almeno 400, prometteranno di mettere in pratica le «buone pratiche» che migliorano la vita dei cittadini e danno un doppio vantaggio: rispetto dell’ambiente e risparmio. Molti comuni del NordEst già le fanno, magari in ordine un po’ troppo sparso..  Fra gli ospiti della manifestazione anche Paul Connett, professore di chimica e tossicologia della St.Lawrence University di New York, guru della sostenibilità e ideatore della strategia dei «rifiuti zero»:  quando gira per il mondo  e cita i buoni esempi molto spesso parla del NordEst.</p>
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		<title>La Germania a caccia di ingegneri a Padova</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 11:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il  Servizio Eures della Provincia di Padova in collaborazione con il  Servizio Pubblico per Impiego Tedesco-ZAV di Bonn organizza a Padova il 22 maggio 2013 una seconda edizione del Workshop “Living  and working in Germany” indirizzato ad ingegneri interessati a [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2012/12/germania1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16445" title="germania1" src="http://www.anordestdiche.com/wp-content/uploads/2012/12/germania1.jpg" alt="" width="212" height="238" /></a>Il  Servizio Eures della Provincia di Padova in collaborazione con il  Servizio Pubblico per Impiego Tedesco-ZAV di Bonn organizza a Padova il 22 maggio 2013 una seconda edizione del Workshop “Living  and working in Germany” indirizzato ad ingegneri interessati a lavorare in Germania.</p>
<p>Saranno presenti 2 EURES Advisers del Servizio Pubblico Impiego Tedesco – ZAV di Bonn che informeranno  i presenti sul mercato del lavoro tedesco, su come candidarsi correttamente ad un’offerta di lavoro e come rapportarsi con un datore di lavoro tedesco. E’ prevista anche una parte dedicata alle professioni maggiormente richieste dal loro mercato del lavoro (settore dell’Ingegneria e dell’Informatica) quindi  chi possiede un profilo in linea sarà il benvenuto e potrà ricevere tutte le informazioni in merito alle sue  possibilità professionali in Germania e sulle future selezioni di personale da parte di aziende tedesche che<br />
verranno organizzate direttamente in Italia a giugno.</p>
<p>I profili ricercati in Germania sono: ingegneri meccanici, elettronici, informatici, aerospaziali e gestionali (in  ambito elettrico e meccanico). Per gli ingegneri informatici è richiesto un livello B2-C1 di inglese e preferibilmente una conoscenza base del tedesco.</p>
<p>Gli ingegneri gestionali devono avere una conoscenza B2 del tedesco. Per gli altri profili è richiesta almeno una conoscenza B1 del tedesco e B1-B2 dell’inglese. Il workshop che durerà una giornata si terrà in lingua Inglese e Tedesca. Ci sarà inoltre la possibilità di  parlare individualmente con i consulenti EURES per consigli sul proprio profilo e stesura del CV.</p>
<p>I candidati ritenuti idonei in sede di preselezione diventeranno clienti del Servizio pubblico del lavoro  tedesco e potranno essere segnalati ai datori di lavoro tedeschi che cercano personale.</p>
<p>Tutte le persone in possesso dei requisiti interessate a partecipare al workshop possono inviare la propria candidatura e CV in lingua inglese o tedesca a: <a href="mailto:eurespadova@provincia.padova.it" target="_blank">eurespadova@provincia.padova.<wbr>it</wbr></a> entro il 17/05/2013  citando il riferimento ZAV.</p>
<p>I candidati idonei alla preselezione, riceveranno una mail di risposta con l’indicazione delle modalità di  presentazione, luogo ed orario dell’evento.</p>
<p>Altre offerte di lavoro su <a href="http://www.anordestdiche.com/cat/lavoro-2/">AND</a></p>
<p>Leggi anche <a href="http://www.anordestdiche.com/senza-categoria/trovare-lavoro-in-germania-i-miti-da-sfatare/">Lavoro in Germania, i miti da sfatare</a></p>
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