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Ferma i biocarburanti, firma la petizione di ActionAid

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Non è la prima volta che ne parliamo. La “fame” mondiale di biocarburanti rischia di affamare il pianeta: Sudamerica (Brasile in primis) e Africa da anni subiscono un processo di accaparramento delle terrre (landgrabbing) da parte di multinazionali  che acquistano (meglio dire espropriano) terre per destinarle a coltivazioni che non hanno lo scopo di sfamare la popolazione bensì quello di fornire carburante “pulito” (ma a che prezzo) ai Paesi ricchi. La campagna contro il landgrabbing vede coinvolte molte Ong, ma ora Action Aid propone una petizione al governo italiano per fermare il sostegno ai biocarburanti, per spezzare questo meccanismo perverso. E lo fa raccontandoci la storia di Miriam.

Mhaga, Tanzania. La vita di Mariam e quella della sua comunità è minacciata dalle nostre auto: questo perché un’azienda si è accaparrata la loro terra e quella di altri 10 villaggi della zona (un’area grande come 30.000 campi da calcio!) per produrre biocarburanti anziché cibo per le persone.

Di casi come quello di Mariam ce ne sono decine, centinaia, forse migliaia in giro per il mondo.

La colpa è dell’Unione Europea e dei governi che vogliono farci credere che sostituendo il petrolio con carburanti prodotti da materie vegetali ridurremo le emissioni di gas serra.
Peccato che diversi studi dimostrino l’esatto contrario, e cioè che i biocarburanti non solo non faranno diminuire la Co2 ma faranno aumentare ancora una volta il numero di affamati nel mondo.

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