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Gender pay gap: (anche) a Nordest le donne guadagnano di meno

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gender pay gap

Stessa laurea in Economia a Ca’ Foscari, ma lei prende 1.475 euro e lui 1.878. Questo diffuso fenomeno prende il nome di gender pay gap (GPG), o differenziale retributivo di genere: il divario salariale tra uomini e donne. Sebbene negli ultimi anni si stia assistendo ad una decrescita di questa differenza, la strada verso la parità non è ancora finita, come conferma il Rapporto Fondazione Nordest 2018, pubblicato a novembre.

gender pay gap

 

 

I dati indicati nel report – tratti da Istat con riferimento al mese di ottobre 2014 per i differenziali retributivi nel settore privato in termini di retribuzione oraria media e da AlmaLaurea, rispetto alla retribuzione mensile netta a cinque anni dalla laurea per l’anno 2017 – parlano chiaro. Per quanto riguarda il Nordest, gli uomini guadagnano mediamente all’ora 17 euro, mentre le donne 13,4 euro. Il calcolo del divario salariale del Nordest, pur essendo inferiore a quello del Nordovest (-22,6%), risulta maggiore di quello delle altre ripartizioni territoriali e della media nazionale (-19,7%).

Maggiore il grado di specializzazione più alto il GPG

Anche guardando alla questione dal punto di vista dei gruppi professionali, la situazione non migliora. Il divario salariale è particolarmente intenso per i dirigenti (-39,3%), si allinea con la media nazionali per le professioni scientifiche e intellettuali (-21,8%) e si abbassa per gli impieghi di ufficio (-14,6%) e per le professioni non qualificate (-13,7%). Insomma, il gender pay gap (GPG) cresce in modo proporzionale al grado di specializzazione.

Il GPG varia poi anche a seconda del settore. Secondo i dati forniti da AlmaLaurea rispetto ai laureati in Economia a Ca’ Foscari e in Ingegneria a Padova, si osserva infatti che per i primi il GPG si aggira attorno al -21,5%, con una media di 1.475 euro al mese per le donne e di 1.878 euro per gli uomini. Valore piuttosto alto, se messo a confronto con quello di Bologna (-14,1%) e di Bicocca (-10,2%). Per quanto riguarda invece i laureti in Ingegneria, lo stipendio medio mensile si aggira attorno ai 1.840 euro per gli uomini e ai 1.696 euro per le donne, con un GPG del -7,8%, contro il -8,8% e il -12,7% di Bologna e Brescia. Le professioni più tecniche, quindi, obbligano a «oggettivare» maggiormente la performance, contribuendo ad una maggiore equità salariale.

La strada per la parità salariale è ancora lunga e densa di ostacoli. Tuttavia è l’unica strada possibile. Per incentivare le professioniste a radicarsi nel territorio apportandovi capitale umano, per dare dignità alle meritocrazia e perché proprio sul principio dell’eguaglianza è fondata la società in cui viviamo.

Marta Silvia Viganò

Fonte della foto: Rapporto Fondazione Nordest 2018