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Genitori-figli, e se in Svezia si sbagliasse tutto?

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David Eberhard con i suoi figli

David Eberhard con i suoi figli

Secondo lo psichiatra svedese David Eberhard, padre di sei figli, i genitori svedesi invece di educare i propri figli, hanno un rapporto da amici. Nel suo ultimo romanzo, “Come i bambini presero il potere”, analizza questo comportamento e conclude invitando tutti i genitori ad aver il coraggio di svolgere il compito che compete loro e a non considerarsi amici dei propri figli. La ricerca é stata pubblicata in Inghilterra, Cina Malesia, Ecuador, Brasile e Svezia.

Ma perché i genitori evitano di svolgere il ruolo che compete loro? E lo fanno per scelta o inconsapevolmente? Le risposte sono diverse: essi desiderano proteggere i propri figli da pericoli e fatiche, da sconfitte e delusioni, desiderano solamente il meglio per loro, ció che loro forse non hanno avuto dai propri genitori. Il fatto é che noi tutti vogliamo dare ai nostri figli un futuro migliore! Ma se non li educhiamo, ponendo limiti e chiedendo prestazione non faremo loro un favore. Se i genitori non sapranno imporre delle regole c’é il rischio che il numero di coloro che abbisogna di aiuto psichiatrico aumenti; i maschi sono a piú alto rischio delle femmine, poiché si sviluppano piú tardi ma si trovano ad affrontare la stessa realtá.

Eppure il modello educativo svedese viene spesso presentato come modello da seguire. Ma secondo Eberhad la Svezia ha creato una nazione di ragazzini maleducati e infelici. Dalle statistiche risulta che i ragazzi piú felici del mondo sono gli svedesi undicenni; a 13 anni  passano al 3 posto per finire poi a 15 anni tra i piú infelici!

Sempre nel libro riporta che l’influenza dei genitori per lo sviluppo dei tratti della personalitá é minima, mentre sono amici, ambiente e il gruppo che li circonda ad aver la maggior influenza sulla personalitá dei pargoli. Negli anni novanta venne data grande importanza alla teoria della relazione secondo la quale i bambini sono programmati a legarsi ai propri genitori e che questo processo é decisivo per i rapporti futuri. A quanto sembra i genitori svedesi credono piú alle teorie degli esperti che in se stessi e per paura di sbagliare rimproverano i figli ma hanno l’impulso di consolarli subito dopo, non impongono limiti per paura di rivolte, non pretendono prestazioni scolastiche. Eppure lo psichiatra dice che basterebbe insegnare ai propri figli i codici sociali, senza aver paura di sbagliare: come a salutare, guardare negli occhi quando si colloquia, ringraziare, ricordandosi di essere genitori e non amici, insegnando loro ad avere delle aspettative possibili da realizzare, avendo il coraggio dare delle punizioni e di rispettare le punizioni date, il tutto per insegnare loro a cavarsela da soli nella vita.

Eberhard dice che i bambini di oggi sopravviveranno questa educazione libertina data da genitori-curling, ma che una volta genitori educheranno i propri figli in modo piú severo, sapendo che i figli sopportano piú di quello che noi crediamo.

Antonella Tiozzo Lundin

Leggi il diario di Antonella.

 

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