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barbara fragogna - 13 luglio 2012

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Gennifer Neri Pozzi e il decolletè delle donne

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L’amore di Gennifer per Elisa Alessandro diventa l’appuntamento fisso, a puntate, dell’estate di Anordestdiche. Un po’ Novella 2000, un po’ feuilleton. Ogni lunedì Gennifer Neri Pozzi (GNP) e Barbara Fragogna (BF) dialogheranno sull’argomento. Si consiglia la lettura delle puntate precedenti: Io Amo Elisa Alessandro e  la prima intervista a Gennifer Neri Pozzi.

GNP: La verità è che dovrei sforzarmi di non sbirciare continuamente nei decolletè… mi capita sempre, che sia in strada (dove addirittura non riesco a trattenere un’espressione allibita e la mia faccia è molto espressiva), in tram e mentre parlo con qualsiasi donna “emancipata”. Sarà per compensazione, chissà… Quando ho le “mie cose” (sì anche noi amanti di saffo abbiamo le mestruazioni, siamo femmine, facciamo la pipì sedute) e il mio seno, se posso chiamarlo così, si inspessisce di circa 2 millimetri, passo il tempo a toccarlo incredula, noto come le mie braccia vi si strofinano contro inaspettatamente mentre mi muovo e finalmente comprendo cosa significa “parapetto” quando mi appoggio ad una ringhiera. Ma non riuscire a  trattenere lo sguardo è un grosso problema. Ci sono sempre più donne, ma anche giovani (!) “ben fornite” e lo stupore, il compiuaciuto piacere, il gongolio che provo di fronte a tanta carità mi allieta l’intera giornata. E’ aumentato anche quel fenomeno per cui, su Facebook, molte più donne “postano” le loro foto discinte, senza vergogna, persone che nella vita di tutti i giorni si coprirebbero ritrose (spesso inconsciamente e questo aumenta il mio imbarazzo perché mi rendo conto che hanno notato il mio sguincio indecente anche non avendolo notato) all’automatica caduta di mira dell’interlocutore, sulle loro pagine di diario segreto ma pubblico espongono le loro grazie come una collezione di farfalle insomma, sfarfalleggiano.  Comunque c’è da dire che per i miei standard tutto quello che supera la prima misura è da considerarsi “tettona”… mi accontento facilmente.

BF: Tutto ciò è molto interessante ma, Gennifer, non hai risposto alla mia domanda, sei fidanzata?

GNP: Un’altra cosa che mi fa impazzire è quando sono coperte ma si vede che c’è “massa” (però per sortire questo effetto bisogna che si vada dalla terza in su…). In quel caso passo la buona metà del tempo di conversazione sforzandomi strenuamente di non cadere nel beato tranello pensando nella mia testa “Guarda gli occhi, su in alto, non abbassare la guardia, dai che poi si accorge, attenzione, non distrarti…” che agonia… mi chiedo perché poi farsi tutti stì problemi, che formalità, tanto si sa che a loro fa anche piacere anche se si scherniscono del contrario, si meravigliano, suvvia! Non essere ossessiva, che sarà mai… dicono. Come li capisco, gli uomini, vi assicuro che in questo caso, fosse anche l’unico, avete ragione voi! Le donne dovrebbero farsi guardare e stare zitte! Invece parlano e parlano e ancora parlano e la maggior parte delle volte, quando parlano si lamentano. Di qualsiasi cosa.

BF: Mmm… immagino che se tu fossi fidanzata non potresti parlare liberamente di queste cose, non potresti formulare così chiaramente i tuoi pensieri o mi sbaglio? Non sarebbe, la tua fidanzata, GELOSA?

GNP: Mah, dipende… alle volte loro hanno bisogno di essere gelose, metti Elisa Alessandro tanto per nominarne una (Elisa Alessandro, sei stata ennesimamente nominata), se io in quest’intervista (che è in qualche modo un subdolo complemento, un apparato alla mia più ufficiale dichiarazione d’amore) non mettessi in dubbio la sua centralità, Lei passerebbe oltre e si sarebbe già stufata da mò di spulciare tra le mie righe in cerca del Suo nome (comincio a mettere in dubbio che lo faccia… ma si, lo fa… o no…). L’attenzione va mantenuta alta soprattutto togliendo e negando e ogni tanto facendo emergere una curiosità. Hanno bisogno di essere gelose per se stesse, essere gelose pompa la loro autostima, se si sentono gelose allora significa che ci tengono ancora a te, è una conferma, non sono stufe di te,  tu devi essere solo loro. A volte se lo scordano, se tu le abitui bene, se le vizi. Se ti danno per scontato. Loro non pensano che tu certe cose le pensi comunque, perché è ovvio, perché è naturale, perché è scontato che niente si può dare per scontato, soprattutto le dichiarazioni assolute. Solo perché non verbalizzi, perché non si accorgono che ti giri per strada a guardare le altre squinzie (scusate il gap generazionale), quelle si credono che tu sia un angelo di stabilità, l’angelo del focolare. Un angelo non da i brividi, non è cool e allora ti piantano. Mai più! meglio che siano gelose.

BF: Tu sei gelosa, Gennifer?

GNP: Lo sono stata una volta ma era già troppo tardi, già non passavo per le porte, nemmeno per i portoni… (pensa) per la verità non passavo nemmeno sotto i ponti… allora ho smesso. Come diceva il Duce io adesso “ME NE FREGO!” (ostia, non si può citare il duce giusto? ..vabbè tanto stè interviste le leggono in 4 gatti…)

BF: Certo che tu, Gennifer, non le mandi a dire!

GNP: Sono una persona genuina.

BF: Insomma non ci vuoi parlare della tua vita privata, capisco.

GNP: La mia vita privata è sulla home page di facebook, tutte le altre cose sono pubbliche, si sanno già. E poi non voglio che Elisa Alessandro ci stia male, sicuramente Lei pensa (e non ho nessuna intenzione di farglielo dubitare), dopo tutto quello che Le ho scritto, che non ci sia nessuno nella mia vita a parte Lei!

BF: Una punta di ironia? Lasciami speculare e poi contraddicimi se sbaglio. Il tuo atteggiamento “menefreghista” è una maschera che custodisce la tua capacità di analisi, che oserei definire “scientifica”, dell’essere umano femmina. Tu in verità affermi che nel momento in cui alla donna vengono profferte delle attenzioni particolari un po’ fuori dagli standard (per esempio una dedica da you tube, una verso di Neruda, tre cuoricini e un punto esclamativo sulla wall pittosto che dimenticarsi del loro compleanno – nb: anche qui il piuttosto che è usato con proprietà di linguaggio -), automaticamente la fortunata donna si sentirà posta sul piedistallo, al centro dell’attenzione, conosciuta da tutti, fulcro di interesse e curiosità gossipforme. (Barbara si scalda) Lei crederà che tu da ora in avanti passerai il tempo in contemplazione delle sue cartelle album, sfogliando digitalmente la storia della sua vita, studiandone gli itinerari, i luoghi visitati, i preferiti e le frasi celebri. Lei crederà fermamente che tu, povera illusa, te ne rimarrai a casa ad aspettare i suoi like che non verranno, che non avrai più vita sociale, che non lavorerai, non incontrerai altre persone all’infuori di lei, che non commetterai atti impuri e che se li commetterai sarà solo con una sua fotografia davanti. Lei ti immaginerà passando ore in bagno a farti bella perché “non si sa mai che Lei prenda un aereo all’ultimo minuto e ti faccia una sorpresa”. Lei penserà e ne sarà tanto convinta da non metterlo mai più in dubbio, che tu ormai sei una persona diversa, uno zero in attesa del numero uno. Lei a questo punto ti sta già disprezzando (ti ricordo che le hai mandato SOLO un video da you tube o un verso di Neruda o tre cuoricini messi in croce!). Ti ha già in pugno. E quando lei ti ha in pugno, come insegna la storia, non ti vuole più, AVANTI UN ALTRO/A!

… Nella tua storia con Elisa Alessandro, tutto questo è sottointeso. O mi sbaglio, …Gennifer?

GNP: (Sta fissando il decolletè di Barbara che, dopo essersi agitata come una biscia nell’enfasi della sua tirata saputella, si è abbassato di due bottoni di troppo) Come? …scusa ho perso il filo…

(Continua)

6 comments

  1. Ah! l’amore virtuale. Mia cara amica, sapesse quanto vi ho indugiato anch’io negli anni della mia gioventù, e ancora oggi di tanto in tanto mi sorprendo a vagheggiare impossibili convegni con fanciulle intraviste appena dalla finestra che dà sulla via.
    E’ pur vero che ai miei tempi il virtuale era davvero virtuale; non disponevamo certo dei vostri mezzi. Ma gli struggimenti, ah!, gli struggimenti eran proprio gl’istessi, i medesimi, solo più soffocati dalla modestia cui, nostro malgrado, eravamo costrette.
    Continuerò a leggerla con diletto, mia cara, e non le nascondo che invidio un po’ questa Alessandro che tanto interesse ha destato in lei. Ma, ahimè, di contro alle attrattive della giovinezza e della beltà nulla possono gli slanci più appassionati di chi è ben oltre l’età in cui amore suol dimorare.
    Addio per adesso, cara Gennifer. Anzi, a presto.
    Pancrazia de Robertis

    1. Gentile Pancrazia,
      come poterle mandare per contro dei ringraziamenti che non risultino banali e scontati.
      Della mia seppur non giovine età, dei miei tempi telematici, è di questo che ci si tiene impegnati le giornate.
      ai nostri occhi riquadrati da uno schermo, fragili e vulnerabili scontorniamo le foto del vissuto apparentemente più pieno di chi ci sta più a cuore. Nonostante l’amata illumini le proprie stanze aprendo altre finestre più o meno formattate, noi continuiamo a illuderci che presto un avvenimento importante magari messo molto in evidenza sulla nostra pagina di diario ci ripaghi, incorniciando il volto di Lei fotomontato al nostro, il costo dell’estetista che, con tutto questo sbattere sui tasti forsennati messaggi scapigliati, ci consuma in due minuti la ricostruzione di due ore e il ritocco di un’ora e mezza, delle unghie rosicate.

      Grazie a Pancrazia,
      Gennifer Neri Pozzi

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