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Gualtiero Bertelli e le storie di un…cantastorie

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bertelli, fisarmonicaLui è Gualtiero Bertelli, 70enne veneziano di professione, per dirla in una parole, cantastorie. Il libro è “Venezia e una fisarmonica, storie di un cantastorie” (Nuova Dimensione, 2014, euro 15, pp.192), e definirlo è ancora più difficile: 70 anni di vita, di passione e impegno civile intrecciati con incontri e con la storia d’Italia.
Per chi volesse saperne di più, è proprio Bertelli ad invitare tutti alle sue presentazioni «Mercoledì 5 novembre alle ore 18  nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia presenterò il mio libro e mi onoreranno della loro presenza Mario Isnenghi e Edoardo Pittalis. Martedì 11 novembre, sempre alle 18, la presentazione verrà riproposta al Centro Culturale Candiani di Mestre con la partecipazione di Roberto Ellero e Edoardo Pittalis».

Ecco il calendario completo delle  presentazioni di “Venezia e una fisarmonica”:

Domenica 9 novembre ore 18.00 Libreria Lovat di Villlorba (Treviso). Partecipa Edoardo Pittalis

Sabato 15 novembre ore 18.00 Libreria Lovat di Trieste.

Venerdì 5 dicembre ore 20.30 Ex Collegio vescovile Este (PD)

Venerdì 12 dicembre ore 18.00 Circolo della stampa Bolzano. Partecipa Toni Jop.

Ed ecco la sinossi del libro sul sito de La Feltrinelli.

“Mètite in testa che la fisarmonica ti ga da impararla, parché chi che sa un strumento no mor de fame. Mal che la vada, un posto al ponte de l’Accademia ti podarà sempre trovarlo!”. Così, con grande saggezza popolare, Enrico Bertelli, operaio all’Arsenale di Venezia, si raccomandava al figlio, il piccolo Gualtiero, che imbracciava a mala pena una fisarmonica più grande di lui. Da quella Venezia del primo dopoguerra, Gualtiero Bertelli, cantautore veneziano, è andato molto più in là del “ponte dell’Accademia”. E non solo grazie alla fisarmonica, e alla musica. Dagli anni Sessanta protagonista della stagione del Nuovo Canzoniere Italiano, Bertelli nel 1964 ha fondato il Canzoniere Popolare Veneto, punto di avvio di una lunga carriera musicale che ha in Venezia – la sua storia, il suo immaginario, la sua vita quotidiana – il centro propulsore di ispirazione. Con la freschezza e l’acutezza dell’oralità della lingua veneziana, Bertelli racconta di sé e delle molte stagioni della sua vita: quella dell’infanzia alla Giudecca, romanzesco microcosmo popolare; quella degli incontri di amicizia e di lavoro con Luigi Nono, Mario Isnenghi, Giuliano Scabia, Gianni Bosio, Roberto Leydi, Giovanna Marin, Ivan Della Mea; quella degli anni del lavoro come maestro elementare e come amministratore locale a Mira; fino alla più recente stagione che lo ha riportato a calcare il palcoscenico nella forma del teatro-canzone.

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