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Hollande: si può fare. Ma c’è troppo Le Pen in Francia

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Di sicuro è pieno a metà. Poi che il bicchiere delle elezioni presidenziali in Francia sia mezzo pieno o mezzo vuoto, lo si deciderà magari dopo il ballottaggio. Avevamo parlato di una scommessa necessaria: vedere vincere il candidato socialdemocratico, Hollande. Dopo il primo turno è in testa, al momento con 28,2% dei voti. Andrà al ballottaggio col presidente uscente Sarkozy attestato attorno al 27%. A seguire l’estrema destra (Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie, leader storico del Fronte Nazionale) al 18%. Dietro il candidato della sinistra radicale Mélenchon (11%) e il centrista Bayrou (meno del 10%).

Riflessioni sparse.

Per Hollande è un successo, o meglio per Sarko è una sconfitta. Ma chi si aspettava che il socialista facesse man bassa anche dal primo turno, ha aspettato invano. Hollande è dato al 53/54% di voti al ballottaggio, e vincerà. Non un trionfo, ma una vittoria: di questi tempi basta e avanza. Capitalizzerà i voti della sinistra radicale, una buona parte dei centristi e forse – pare – anche qualcosa dall’estrema destra che non ama Sarkozy.

– Se è vero che Jean-Marie Le Pen arrivò al  ballottaggio con Chirac nel 2002, sua figlia ha preso ancora più voti. Una forza spesso su posizioni razziste, antisemite, omofobe: ci siamo capiti. Un francese su cinque, quasi, l’ha votata. Nel dipartimento del Gard, incuneato fra Provenza e Linguadoca, Marine Le Pen è stata la più votata. Sono terre bellissime, ma si fa voto di non tornarci più per i prossimi 10 anni. L’avanzamento costante del Fronte Nazionale è un segnale bieco: ritorno al passato. Nonostante quanto successo nel 2002, i partiti politici, in particolare le sinistre, non hanno ancora trovato una soluzione valida a questo fenomeno. Le Pen pesca molti voti nei ceti più bassi della popolazione, fra gli operai, anche fra gli immigrati.

Sarkozy non è morto, affatto. Resiste, con la sua linea Maginot del conservatorismo. Si parte, come nelle fortificazioni della prima guerra mondiale, sopra Nizza. Si risale tutto il confine est della nazione: arrivati verso nord ecco la deviazione: coast to coast, verso l’oceano Atlantico. E’ la mappa dei dipartimenti che hanno visto in testa Sarkozy. Una linea ininterrotta che attraversa il paese da sud-est a nord-ovest. L’ultima strenua difesa del presidente, alla disperata ricerca di un colpo di coda che rovesci la situazione.

ANDC

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