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I Pirati sbarcano in Sudtirolo (e a Bolzano gli Indignados parlano con la Marcegaglia)

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Hanno conquistato il loro elettorato grazie a Twitter e Facebook, aggiudicandosi 15 dei 149 seggi del consiglio comunale di Berlino, sfiorando il 9% dei consensi (il 15% fra gli under 34) nelle elezioni dello scorso 17 settembre e rivelandosi la grande novità nell’ambito della riconferma del sindaco uscente, l’Spd Klaus Wowereit. Dopo il trionfo del “Piratenpartei” (www.piratenpartei.de)  in Germania, dove è nato nel 2006 ispirandosi a sua volta allo svedese “Piratpartiet”, adesso il partito dei pirati sbarca anche in Alto Adige.

Il logo della Piratenpartei Suedtirol

Il logo del Piratenpartei Suedtirol

E se per il momento è ancora lontana dagli oltre 33mila “amici” di Facebook della gemella d’oltralpe, la “Piratenpartei Suedtirol” può già vantare di avere raccolto nel giro di qualche giorno più di 400 contatti. La prima tappa è fissata al raggiungimento dei 500 “amici”. In quel momento sarà fissato un incontro in cui i promotori del nuovo movimento, che si autodefinisce social-liberale, si vedranno fisicamente a Bolzano e stabiliranno le linee guida dell’azione sociale e politica futura. A scorrere gli aderenti alla pagina Facebook si incontrano soprattutto giovani altoatesini di lingua tedesca, anche in virtù del gemellaggio ideale con il partito fratello teutonico. Ma a guardare la rapidità con cui i contatti si moltiplicano, c’è da prevedere un pronto contagio anche  delle nuove leve di lingua italiana. Il movimento ripropone i temi cari agli Indignados, fieri oppositori del capitalismo e del mondo finanziario.

La manifestazione degli Indignados di sabato 15 ottobre

Se nei confronti dei Pirati sudtirolesi (e, perché no, dell’intera nazione) corrisponderà una mobilitazione elettorale paragonabile a quella che sabato scorso ha preso parte alle manifestazioni degli Indignados nelle diverse città italiane è tutto da vedere. Di certo le premesse ci sono tutte. Da un lato c’è il manifesto programmatico degli Indignados, che attraverso i nuovi media vogliono raggiungere tutti quei giovani che hanno disertato le ultime tornate elettorali. Dall’altro c’è il sondaggio realizzato sabato scorso dal quotidiano “L’Unità” fra gli Indignados di Roma: l’80% di loro o non era andato a votare oppure non ricordava su quale simbolo aveva messo la croce. Due dati di fatto che, se riusciranno a trovare una sintesi, potrebbero porre anche in Italia le basi di una nuova partecipazione politica.  A Bolzano gli Indignados sono diverse centinaia. Lo scorso sabato erano in quattrocento a manifestare sui Prati del Talvera. Ieri, durante il vertice europeo fra i ministri dell’Economia italiani e germanici con i numeri uno di Confindustria Emma Marcegaglia e di Bdi Hans-Peter Keitel, un centinaio di persone ha dato vita a una manifestazione pacifica in piazza Walther. Una delegazione di manifestanti ha poi ottenuto un colloquio con la presidente Marcegaglia.

Silvia Fabbi

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