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Marinai Cinesi a Cipro

L’equipaggio della fregata lanciamissili Yan Cheng a Limassol, in attesa di andare in Siria.

Un noto proverbio cinese dice: -sai cosa pensa un pesce?- e si risponde: -no, perché non sei un pesce!-. E’ difficile infatti entrare nella testa degli altri, che potrebbero essere molto diversi da noi. In Italia molti hanno visto vari esercizi commerciali essere acquistati da Cinesi, e la presenza cinese in Italia aumentare considerevolmente nel giro di pochi anni.
Ciò a cui forse molti non hanno ancora pensato, e di cui in Italia non si è probabilmente ancora parlato, troppo occupati a leggere della suora che ha partorito, degli imprenditori che si suicidano, di Berlusconi o dell’amante del Presidente francese è che a breve la marina militare dell’Impero di Mezzo condurrà nel Mare Nostrum, in compagnia della marina di un altro impero che ha sempre cercato di entrare nei mari caldi, non bloccati dai ghiacci, quello russo, delle manovre navali congiunte. 

marinai cinesi sull'eliporto della loro fregata

marinai cinesi sull’eliporto della loro fregata

Come si è arrivati a questo? Il 21 Agosto 2013 il quartiere prevalentemente sunnita ( e quindi anti-governativo) di Ghouta a Damasco, la capitale siriana, è stato attaccato con il gas nervino sarin. Le Nazione Unite hanno immediatamente richiesto di entrare a visitare il sito il giorno dopo, ma a causa di violenti combattimenti tra ribelli e forze governative, hanno potuto accedere a Ghouta solo dal 26 al 31 agosto, confermando l’uso del sarin. Subito le due parti hanno iniziato ad accusarsi l’un l’altra. Mentre Stati Uniti, Francia e Regno Unito vedevano nell’operazione la mano di Assad, la Russia contestava vigorosamente questa tesi, suggerendo che non ci fossero prove sufficienti ad avvalorarla e che invece l’attacco fosse stato opera dei ribelli stessi alla ricerca di un pretesto per scatenare l’intervento “occidentale”.

 

In Settembre la Risoluzione numero 2118 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite indicava al governo siriano l’obbligo di eliminare tutto il suo arsenale di armi chimiche di distruzione di massa, e di consentire agli ispettori sia dell’ONU che dell’ Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche con sede all’Aja di accedere ai siti dove si trovavano le armi chimiche. Nello stesso tempo il Ministro degli Esteri Russo Lavrov dichiarava che anche i ribelli dovevano rinunciare qualsiasi uso delle armi chimiche.

la rotta del Sarin

Il percorso delle armi chimiche.

Secondo gli accordi, un primo carico di armi chimiche doveva partire dal porto di Laodicea (Lattakia) il 31 Dicembre 2013 su una nave danese. Gli Statunitensi avrebbero fornito i mezzi per trasportare le armi chimiche fino al porto, ed i Russi avrebbero garantito la sicurezza delle operazioni.
I Cinesi erano intanto giunti a Limassol in attesa di ordini dove sono stati accolti con parate festose dai connazionali residenti a Cipro.
A causa del maltempo, la nave danese Ark Futura carica degli ordigni chimici ha lasciato il porto solo il 7 gennaio 2014, sulla scortata sia da un’unità della marina militare russa, la nave a propulsione nucleare Pietro il Grande (Петр Великий – Pyotr Veliky) e dalla fregata lanciamissili cinese Yancheng (盐城). Le unità si sono poi dirette in Italia verso il porto di Gioia Tauro, da dove il carico letale doveva essere trasferito sulla Cape Ray, nave degli Stati Uniti specializzata nella distruzione di armi chimiche in mare aperto.

L’arrivo di gas nervino in Calabria ha sollevato proteste e timori, mentre il Governo incitava ad essere orgogliosi di far parte di un piano di pace internazionale e rassicurava tutti sul fatto che non dovevano temere nulla in quanto tutto si sarebbe svolto secondo il rispetto delle piu’ strette norme di sicurezza internazionali.

l'Incrociatore nucleare russo Pietro il Grande

l’Incrociatore nucleare russo Pietro il Grande

Dopo aver lavorato a fianco a fianco, russi e cinesi si sono trovati reciprocamente simpatici. E’ di oggi l’annuncio dell’Agenzia Tass che gli equipaggi dell’incrociatore nucleare lanciamissili Pietro il Grande e della fregata cinese lanciamissili Yan Cheng condurranno presto delle manovre congiunte nel Mediterraneo Orientale, dietro le foglie di fico della cooperazione internazionale nella lotta contro il terrorismo e per il mutuo soccorso.

Ufficiali Russi e Cinesi mentre discutono le future manovre congiunte nel Mediterraneo Orientale.

Ufficiali Russi e Cinesi mentre discutono le future manovre congiunte nel Mediterraneo Orientale.

Secondo la televisione russa, “Il Dipartimento della Difesa cinese ha osservato che il capitano Pyshklov, comandante del Gruppo di Combattimento Mediterraneo della Marina Russa, ha elogiato le prestazioni della fregata Yan cheng durante l’operazione di scorta, mentre la sua controparte, Li Pengcheng ha parlato molto del ruolo importante della marina russa ha giocato in l’operazione di scorta per le navi che trasportavano le armi chimiche della Siria”.

Come reagiranno gli Americani di fronte a queste “ingerenze” in un’area fino ad oggi quasi eslusivamente a loro riservata? Quali sono i pensieri nella testa dei governanti cinesi circa quello che ingenuamente noi Italiani chiamavamo il “Mare Nostrum”?

di Giovanni LOMBARDO, Singapore, 19 Gennaio 2014

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