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Questo articolo è uscito sul Corriere dell’Alto Adige del 22 febbraio 2012.

L’ultima avventura di Mauro Dell’Orco, 43 anni, architetto, designer e falegname — trentino d’origine, bolzanino per professione e londinese d’adozione con studi a Venezia — si chiama live carpentry. Prenderà parte all’evento speciale The Secret Life of Furniture in programma per questa sera al Victoria&Albert Museum nella capitale britannica. Armato di utensili a mano, vari tipi di scalpelli, seghe, pialle e — naturalmente — di legno, celebrerà l’apertura della Dr Susan Weber Gallery, dedicata proprio alla storia dell’arredamento.

Il tavolino OpTable

Lavorando in tempo reale e davanti agli occhi dei visitatori l’architetto darà vita a una sessione di falegnameria dal vivo e porterà nelle sale del museo anche le sue ultime creazioni, aRound e opTable. Il primo è una madia in ciliegio e acero americani, disegnata per separare spazi. «Un contenitore di segreti che non vuoi mostrare ma nemmeno dimenticare nel fondo di un cassetto. Ricordi presenti in maniera invisibile, che girano intorno a te, o forse sei tu che giri intorno a loro». Così l’architetto-designer riassume il senso del suo lavoro. L’altra creazione, opTable, realizzata in noce americano, deve il suo nome alla contrazione fra le due parole «opposite table». Si tratta di un tavolo disegnato per la London Development Legacy Corporation, l’organismo che ha realizzato tutti i complessi sportivi delle Olimpiadi e che oggi si occupa del loro mantenimento. OpTable fa ora bella mostra di sé all’ingresso della maestosa sede dell’ente. «Volevano un tavolino che ricordasse Stratford prima e dopo la riconversione in sito olimpico. L’area era ricoperta di capannoni e baracche, tutti con il tetto in onduline. Ho usato quel profilo per dare forma all’interno del tavolino, l’esterno è squadrato e lineare come i nuovi edifici. Tra le due il tavolo, come gli spazi urbani che si creano tra vecchio e nuovo» racconta.

Mauro Dell’Orco al lavoro

Per Mauro, un passato di architetto puro, la scoperta della passione per il furniture design è relativamente recente ma parte da molto lontano. «Prima di iscrivermi allo Iuav di Venezia ho avuto la fortuna di lavorare nella falegnameria Bigoni a Dimaro in val di Sole. Lì ho incontrato Natale, il padre, e Nicola Bigoni, due veri maestri. Io sto imparando, ma ho loro come traguardo» racconta Mauro. La sua è un’esperienza che — come dimostra l’evento londinese in programma stasera — racchiude in sé la tradizione della falegnameria trentina e l’innovazione futuribile della progettazione e del design. «Può sembrare un paradosso ma analizzando le tappe del mio percorso penso sia il legno che è arrivato a me. Fin da piccolo ho sempre giocato e smontato quasi tutto quello che mi capitava in mano, per la gioia di mia madre, e per rimontarlo in forme diverse usavo pezzi di legno. Poi è stato lui che ha preso la scena. È un materiale meraviglioso ma che va trattato bene» racconta Mauro.
Questa filosofia caratterizza anche il suo sguardo al futuro. «Cerco di progettare pezzi dalle forme geometriche primarie con lo scopo di sottolineare l’intima natura del legno e lasciare esprimere il materiale» spiega, raccontando così di un lavoro che è anche una continua ricerca. «Sto studiando l’impiego di legno massiccio per progettare mobili in cui la venatura di tutte le parti scorra nella stessa direzione, si restringa e si espanda come un unico elemento. Mi piace combinare tecniche tradizionali e avanzate, ricomponendo il legno per ottenere migliori prestazioni e quindi lavorarlo incidendolo» spiega.
Per il 43enne della val di Sole non è la professione a tracciare l’identità bensì caso mai l’opposto: «Non so se sono più artigiano, designer o architetto. Mi piace costruire e mettere mano sui miei oggetti, alcuni restano solo sulla carta o diventano modellini, altri crescono e se diventano abbastanza grandi mi sento architetto». Come tale Mauro ha partecipato a progetti di grande prestigio soprattutto in provincia di Bolzano. Il suo nome figura infatti all’interno del team autore del progetto per il parco scientifico tecnologico all’ex Alumix, nella zona industriale di Bolzano, insieme a Chapman Taylor, Claudio Lucchin e Andrea Cattacin. Il suo sito è www.maurodellorco.com.

Silvia Fabbi

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