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Il gusto di viaggiare mobile

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Dahab, SinaiGli smartphone stanno cambiando la natura del viaggio. In meglio. Ci stavo riflettendo proprio nel corso di questo viaggio in Medio Oriente che a breve racconteremo su queste pagine: ogni giorno mi trovo a prenotare l’albergo, il bed and breakfast o il biglietto del mezzo di trasporto, all’ultimo minuto. E senza che questo comporti nessuna ansia. Anzi. Ovunque sia – e non stiamo parlando di New York – sono sicuro di trovare una stanza o un’indicazione utile, senza dover perdere tempo in telefonate o entrando disperato nella hall di un albergo.

Questo vuol dire più tempo per godersi il viaggio, senza dubbio. Ma anche libertà di scegliere fino all’ultimo dove e quando fermarsi, affidandosi all’istinto, all’ispirazione e, perché no, al portafoglio. Non sono più costretto a programmare prima le tappe per fermare ipotetici hotel consigliati da qualcuno magari sacrificando una meta intermedia che non ritenevo degna di nota e invece si dimostra essere una perla sconosciuta. Scelgo all’ultimo (e sulla base di parametri quasi oggettivi) perché voglio godermi un posto fino all’ultimo. Oppure perché voglio andarmene e non passarci nemmeno un minuto di più.

La tecnologia mobile libera il viaggio. E lo dicono anche i dati: gli utenti mobile di Tripsta ad esempio, agenzia di booking che fornisce biglietti aerei economici, ha registrato nell’ultimo anno il raddoppio delle prenotazioni tramite smartphone e tablet. I clienti Tripsta della Gran Bretagna che hanno usato il mobile, ad esempio, sono passati dai 127.396 (periodo aprile-novembre) del 2012 ai 258.057 dello stesso periodo di questo anno. Addirittura triplicati i tedeschi, passati da 43.801 a 138.958. Quasi quintuplicati i russi, da 57.538 a 249.614. E gli italiani? Fanalino di coda purtroppo, con una crescita modesta, da 85.004 a 106.018. Colpa della rete di sicuro. Ma anche dell’arretratezza di alcuni operatori. Perché uno può anche prenotare via smartphone, ma se poi in carrozza ti richiedono la stampa del biglietto….

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