Il Dalai Lama ad Udine (ma intanto cercano di ucciderlo)

Redazione - 15 maggio 2012

La guerra civile siriana infiamma il Libano: scontri a Tripoli

Redazione - 15 maggio 2012

Il lato rock di Berlino

Redazione - 15 maggio 2012
empty image
empty image

Quante diverse guide turistiche di Berlino avete sfogliato nella vostra vita? Ecco, bene: prendetele e mettetele da parte, perché qui parleremo di qualcosa di completamente diverso. Una guida sì, ma con un unico filo conduttore: il rock. Stiamo parlando infatti di “Berlino, la guida rock“, il primo libro che analizza la capitale tedesca – città dove sono stati scritti alcuni intramontabili inni, tra cui “The Passenger” di Iggy Pop – interamente dal punto di vista musicale.

Édita in Italia da Arcana Edizioni (clicca qui per acquistare), la guida è stata scritta dalla giornalista musicale Francesca Fabi, “laureata in storia medioevale con una passione incontrollata per i Led Zeppelin”. Francesca ha soggiornato spesso a Berlino per portare a termine le ricerche del suo libro, che riunisce aneddoti, curiosità e leggende sui “monumenti” berlinesi del rock e sulla storia musicale della città.

Musicalmente parlando, Berlino è una città dai mille volti. Tanti la conoscono per la fervente scena elettronica, tu invece hai deciso di parlare del suo lato rock. Come mai?
Perché anche il rock ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della vita culturale berlinese, anche se il passato rock della città è meno conosciuto ai più. A mio parere Berlino ha un’anima molto rock, se per rock intendiamo controcultura, ribellione, irriverenza. Inoltre non avrei mai potuto e saputo scrivere di altro se non di rock, dato che è una parte fondamentale della mia vita.

In quali angoli della città in cui queste vibrazioni rock risultano più palpabili?
Ci sono dei luoghi da cui non si può prescindere se si vuole provare a capire più a fondo l’anima storico-musicale della città, ad esempio Karl-Marx-Allee, la porta di Brandeburgo, il distretto di Kreuzberg: strade, piazze, quartieri e scenari che hanno stregato e ispirato molti artisti, legandoli a sé per sempre. Penso a David Bowie e Iggy Pop più che agli U2, i quali invece hanno visitato Berlino in tempi più comodi, rassicuranti e meno turbolenti.

Continua a leggere l’intervista su Ilmitte.com

Leave a comment

*