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Redazione Padova - 20 marzo 2013

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Il profumo della rosa damascena

Redazione Padova - 20 marzo 2013
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I profumi sono un aspetto fondamentale della mia infanzia, ancora oggi mi basta chiudere gli occhi per un istante e per venire subito avvolta da sensazioni, profumi e ricordi d’infanzia legati al giardino di casa dei miei nonni in Giordania. Ogni sera, verso il tramonto, i miei nonni scendevano e con tanto amore e devozione controllavano ad una ad una tutte le piante e gli alberi del loro giardino. Mia nonna amava molto i fiori, le rose damascene e il gelsomino che padroneggiavano come delle regine su tutto il giardino, e che riservava loro un momento speciale alla fine del percorso, dedicando loro il tempo restante, senza fretta. Ricordo come mia nonna, pazientemente, verificava ad uno ad uno tutti i pomodori, rimuovendo la terra  da sopra e la sentivo dire “non sono ancora pronti per l’insalata”; poi la vedevo alzarsi verso il vigneto, raccogliere qualche foglia fresca da portare in casa e dissetarsi mangiando qualche chicco ancora appeso, tutto questo mentre mio nonno era impegnato e concentrato ad irrigare l’orto con l’acqua del bir (il pozzo).

Il tramonto di solito è un momento di “siesta”, dove spesso l’appuntamento viene dato al bir, il luogo più fresco e profumato di tutta la casa. Luogo dove  di solito c’è abbastanza spazio per lasciare i bambini a giocare, nonché di ritrovo per le mamme. E’ il momento dove le vicine di casa si ritrovano per raccontarsi i fatti della giornata e scambiare qualche ricetta per la cena. Per i bambini, invece, è il momento di  scatenarsi  in vari giochi di gruppo come ghomeyda  (nascondino), il salto della corda, etc.

Mi ricordo benissimo di come aspettavo con tanta gioia questo momento della giornata. Le mie zie scendevano con i vassoi del caffè al cardamomo e la frutta, si sedevano su materassi a terra sotto il gazebo di uva che faceva da cornice.  La frescura della sera, mescolata all’odore della terra appena annaffiata ed il profumo sprigionato dai fiori, rendevano davvero l’atmosfera magica ed indimenticabile, un ricordo tatuato nella mia memoria di bambina che spesso mi accompagna e che mi porta, oggi, a parlarvi della rosa damascena, il fiore preferito da mia nonna e dalla mia infanzia.

Storia e leggende:

La Rosa Damascena viene considerata la regina di tutte le rose, coltivata sin dai tempi antichi e fonte di  ispirazione per tanti poeti, pittori e regine. Le sue  nobili origini spesso sono legate alla ricchezza, alla bellezza, alla vanità e al lusso. Ricercatissima per le sue proprietà benefiche e qualità curative che la rende speciale e tra le migliori al mondo.

La sua storia risale a più di 5.000 anni fa dove fin da subito ha giocato un ruolo da protagonista, riservandosi un posto ambito e ricercato tra le più grandi civiltà antiche come la Persia, l’Egitto, la Grecia e Roma, dove si narra che una regina egiziana innamorata di questo fiore, spediva gruppi  di ricercatori fino in Persia per ricercare e riportarle questo tesoro molto desiderato. Invece, nella mitologia Greca, era il fiore preferito di Afrodite, dea dell’amore e si racconta che anche Achille aveva uno scudo decorato con delle rose. A Roma, invece, i nobili adoravano camminare su strade ricoperte dai petali di rose o riempire le vasche da bagno con petali di rosa per poi immergersi in un lungo profumatissimo bagno esotico ed eccitante.

Un fiore che ha svolto quindi un ruolo fondamentale nell’enfatizzare la vanità, curare la bellezza e migliorare lo stato d’animo, una sorta di droga od elisir di giovinezza, di cui le società elite nella storia non potevano farne a meno.

Descrizione:

La Rosa Damascena è un arbusto appartenente alla famiglia botanica delle Rosacee, molto forte e spinoso, cresce fino ad una altezza di tre metri ed è molto resistente al freddo e al gelo. Le caratteristiche principali del fiore sono: la profumazione molto intensa, il colore rosa  tenue o rosso del fiore e la forma tondeggiante del fiore che fa ricordare una coppa. La fioritura avviene tra aprile e giugno, ma spesso si prolunga fino all’autunno. I petali di rosa vengono raccolti a mano e sono necessarie dalle 3,5 a 5 tonnellate di petali di rosa per ottenere un 1 kilo di olio essenziale.

Prodotti e usi:

Per secoli, la Rosa damascena  è stata considerata simbolo di bellezza e viene utilizzata in vari modi: come  profumo, estratto di olio, boccioli secchi o acqua di rosa. Fu grazie ad Avicenna, medico persiano, che nel 10° secolo scoprì per primo il processo di distillazione dei petali per scopi medici e curativi, che si ricavò un estratto di acqua distillata e pura dal profumo di rosa damascena.

Quest’acqua viene spesso usata come tonico, in particolare per le pelli delicate e sensibili. Tonifica l’epidermide, rigenera e calma le pelli arrossate. Ha inoltre un potere curativo sulla couperose, astringendo e lavorando direttamente sui micro-capillari sanguigni. Ottimo prodotto come anti-età, previene la formazione di piccole rughe e distende i segni della stanchezza.  La sua proprietà astringente dona anche  alle pelli grasse un nuovo splendore.

L’olio di rosa damascena invece ha molte proprietà legate alle cure terapeutiche: è un ottimo rimedio contro la depressione, calma e rilassa l’anima, scaccia via lo stress dopo una lunga giornata di lavoro, favorisce l’autostima e attiva la disposizione alla tenerezza e all’amore.

Invece quello che distingue i boccioli di rose secchi è la concentrazione di profumazione. Basta mettere in ammollo per tre o quattro giorni i boccioli in un recipiente d’acqua e la rosa  rilascia un’essenza  molto profumata che può essere successivamente aggiunta all’acqua del bagno come profumatore o può essere utilizzata  per risciacquare i capelli dopo lo shampoo, donando così  ai capelli morbidezza e un’ottima fragranza di rose. Inoltre le tisane fatte utilizzando rose seccate sono ottime per la purificazione della gola e del sistema digestivo.

Usi culinari

La rosa damascena viene  utilizzata anche in cucina come ingrediente aromatizzante: in Medio Oriente, Turchia e India, ad esempio, in tanti gelati o dolci come il raha o lokum (turkish delight). Budini di latte e riso vengono preparati utilizzando l’acqua di rosa, regalando così freschezza ed aggiungendo al palato il sapore di rosa. In Marocco e nord africa invece, la rosa è presentata come uno degli ingredienti all’interno della miscela di spezie conosciuta come “Ras el Hanout”. un ingrediente fondamentale e molto popolare che la fa diventare protagonista e regina, quindi, anche in cucina.

 

Fatima Abbadi

 

3 comments

  1. E’ bellissimo questo articolo sulle rose Damascene che viene in un momento difficile in cui versa la Siria che per noi di origini arabe è la sposa del Medioriente che ha diffuso stoffe dolci cibi e storia antica che il mondo ci invidia, a volte mi domando perché continuare a distruggere ed uccidere centinaia di migliaia di persone per una codarda ambizione di possedere nuovamente i paesi arabi con il pretesto di combattere il terrorismo, vi rendete conto che il terrorismo lo sta praticando l’Occidente per ri-colonizzare in maniera moderna tutto il mondo arabo con meno arabi. Sono scandalizzata per come trattano la Siria ed i bambini come la Libia e l’Iraq con i risultati che sono davanti a tutti.
    Torno alla rosa ed alle delizie culinarie tipo gli sciroppi le melasse e le marmellate varie. Grazie Fatima

  2. Concordo in piena la tua bell’analisi e spero davvero tanto che la Siria e tutto il medio oriente torni a splendere e fiorine di nuovo come una bella rosa damescena.

    Grazie
    Fatima

  3. Buongiorno! Sono capitata per caso sul tuo bel blog cercando notizie sulla rosa damascena, e qui ne ho trovate in quantità, oltre che esposte con chiarezza e grazia.

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