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La notizia è ufficiale, riportata in prima pagina anche dalla Repubblica: nel 2011 il numero di biciclette vendute in Italia ha superato quello delle auto immatricolate. 1.750.000 nuove bici contro 1.740.143 nuove auto, ed è la prima volta che succede dal dopoguerra.

Se il dato dello storico sorpasso non bastasse arriva anche il sondaggio realizzato da Ipr per Legambiente: negli ultimi 10 anni i ciclisti urbani italiani sono triplicati. Gli adulti che scelgono di spostarsi in bicicletta sono passati dal 2,9% del 2001 al 9% del 2011, con una concentrazione decisamente maggior al nord Italia. Dal sondaggio emerge però anche una forte richiesta di maggior sicurezza per i ciclisti e di strutture adeguate. Sono due dati che fanno pensare, perché appare evidente che c’è una crescente richiesta di una mobilità alternativa all’auto, sostenibile economicamente e per l’ambiente, e di una diversa qualità della vita nelle nostre città.

Dunque gli italiani stanno chiaramente cambiando il proprio modo di muoversi, ma la politica e le istituzioni italiane sembrano assecondare e favorire questa richiesta di mobilità ciclabile soltanto a parle. Ecco qualche piccolo esempio che ho sotto gli occhi ogni giorno.

Il mio sindaco Matteo Renzi si fa fotografare in sella, si impegna con promesse e cifre a promuovere l’uso della bici, vuole persino mettere una bici sul camper con cui girerà le città italiane. Ma dei quasi 100mila euro stanziati nel 2011 per la viabilità ciclabile di Firenze non ne è stato speso neanche uno.

Poi organizza un grande evento come il concerto di Iggy Pop and the Stooges gratis in piazza della Repubblica, sponsorizzato dalla Fiat di Marchionne che deve promuovere la nuova Punto con uno stand gigantesco, decine di hostess e migliaia di poster e volantini dove l’auto viene associata al messaggio di trasgressione e libertà del rock.

Circa 100 km più a ovest la SAT ha appena finito di costruire il nuovo tratto dell’autostrada Tirrenica tra Rosignano e San Pietro in Palazzi, riuscendo nella difficile impresa di costruire una cosa che non serviva a nessuno – in un tratto che in pochi anni aveva già visto ridursi ad un terzo i veicoli giornalieri – e che già 2 giorni dopo l’inaugurazione si è rivelata inadeguata, viene utilizzata pochissimo e non è in grado di recuperare i costi. Nonostante questo il progetto della Tirrenica va avanti, puntando a trasformare in autostrada tutta l’Aurelia fino a Civitavecchia.

Insomma non c’è niente di nuovo neanche sul fronte toscano, ancora una volta tocca constatare quanto la politica e le istituzioni italiane siano lontane dai bisogni dei cittadini e sorde ai problemi della mobilità, ma molto vicine alle logiche di mercato.

Un’Italia migliore, quella che pedala tutti i giorni, si riunirà a Reggio Emilia il 5 e il 6 ottobre per gli Stati Generali della Bicicletta per discutere una nuova mobilità urbana e chiedere cambiamenti concreti alle istituzioni. Gli Stati Generali si possono seguire anche da casa, in diretta su Nuova Ecologia Tv.

Claudia Garage

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