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Redazione - 31 dicembre 2011

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Il treno del Medio Oriente

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So bene che l’argomento a molti di voi può risultare noioso, ma a me in quanto appassionato di storia e appassionato di viaggi in treno mi è venuta voglia di scrivere due note sulla realtà storica delle vie ferrate in Medioriente.

La maggior parte delle ferrovie esistenti nella regione furono costruite dai turchi ottomani, con tecnologia e finanziamenti tedeschi, tra la fine dell’800 e l’inizio del’900, giusto prima del crollo del loro impero. C’erano diverse linee principali: la linea Istanbul – Ankara – Konya – Aleppo tagliava in diagonale l’intera Anatolia per arrivare ad Aleppo, la città più settentrionale della Siria e l’inizio delle regioni arabe; la linea Aleppo – Damasco collegava le due principali città della Siria; la ferrovia di Baghdad (completata solo negli anni ’40) viaggiava da Aleppo a Mosul, per poi discendere costeggiando il Tigri fino a Baghdad.

Infine, il progetto più prestigioso per il sultano: la ferrovia dell’Hijaz. La linea doveva partire da Damasco, attraversare la Giordania e il nord dell’Arabia Saudita (regioni a quell’epoca sotto controllo ottomano), passare per Medina e concludere il suo viaggio alla Mecca. In questo modo la città santa sarebbe stata collegata direttamente a Istanbul, la capitale dell’impero, e il pellegrinaggio annuale dei fedeli musulmani sarebbe stato enormemente facilitato. La linea ferroviaria arrivò fino a Medina nel 1908, ma poi i lavori furono bloccati per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, e mai più completati. Una linea secondaria biforcava nel sud della Siria e arrivava sulla costa della Palestina storica a Haifa, ora in Israele. E un’ulteriore biforcazione di questa linea scendeva verso sud giusto fino a Nablus.

Per una decina d’anni o poco più quindi, un viaggiatore avventuroso avrà potuto davvero viaggiare in treno con un unico lasciapassare da Istanbul ad Aleppo, Damasco e Medina, all’epoca tutte sotto controllo ottomano. Ancora negli anni ’20 e ‘30, mentre molte di queste zone erano sotto protettorato inglese o francese, sarà stato comunque possibile viaggiare in lungo e in largo, forse con qualche burocrazia in più ai posti di confine. Poi nel corso dei decenni sono state create nuove frontiere, certe linee sono cadute in disuso, e la gomma poco a poco ha soppiantato la rotaia…

E al giorno d’oggi, cosa resta di queste vecchie reti ferroviarie? Alcuni paesi, come la Siria, la Turchia o Israele, mantengono in funzione la loro rete interna, ma in maniera molto sottoutilizzata rispetto al suo potenziale. Gli autobus sono di gran lunga il mezzo di trasporto pubblico predominante; il servizio ferroviario non viene incentivato. In Siria ad esempio i treni corrono con frequenza molto bassa (4 o 5 treni al giorno anche sulle tratte principali) e sono più lenti degli autobus. In compenso sono confortevoli ed economici e i paesaggi su certe tratte (come la Latakia – Aleppo) sono meravigliosi.

A livello internazionale, la connessione Istanbul – Aleppo – Damasco era ancora aperta e percorribile con servizio cuccette fino ad un paio di anni fa, poi è stata sospesa per lavori di manutenzione e dubito che riaprirà fino a quando non si chiuderà la crisi in Siria. Sulla ferrovia dell’Hijaz, c’era fino a pochi anni fa un treno giornaliero tra Damasco e Amman, ma anche quello è ora sospeso. La stazione di capolinea a Damasco, un grazioso edificio in stile liberty nel centro moderno della città, è affascinante da visitare per i curiosi, ma è purtroppo chiusa da tempo ai passeggeri. E per ovvie ragioni, tutti i treni tra la Turchia e l’Irak sono sospesi da decenni…

Una linea a lunga distanza è stata invece aperta negli anni ’70 tra Istanbul e Teheran ed è tuttora in funzione. Il viaggio con treni letto dura la bellezza di tre giorni e tre notti e include un cambio di linea con l’attraversamento in battello del lago Van, un gioiello racchiuso tra le montagne della Turchia orientale. A quanto pare questa linea è molto usata dagli iraniani per venire in Turchia a passare le loro vacanze in libertà, in un paese molto aperto e tollerante rispetto all’Iran contemporaneo. La leggenda vuole che sul viaggio tra Teheran e Istanbul, appena dopo l’ingresso nel territorio turco, gran parte delle donne si tolga subito il velo, e che più di qualche uomo approfitti della prima occasione possibile per comperarsi qualche bottiglia di birra o di liquore…

Per più informazioni su questa linea e sulle altre (poche) opportunità di viaggiare in treno per il Medioriente, il miglior sito è probabilmente Seat61. Contiene molte informazioni e consigli anche sui viaggi in treno in Europa.

Quattro appunti

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