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Per insegnare matematica sono scappato in Perù

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Da un anno vivo a Lima, ho realizzato il mio piccolo sogno americano in Perù.  Quando nomino questo paese e soprattutto la città dove vivo ad amici e parenti molti storcono il naso oppure mi chiedono se mi sono abituato a vive in altura, poi però quando spiego come si vive qui le espressioni cambiano.

Prima di raccontare come si vive qui però voglio spiegare come mai io e la mia compagna abbiamo deciso di trasferirci qui. Sono un insegnate di matematica e fisica, sono laureato, ho conseguito da 6 anni l’abilitazione all’insegnamento e da 3 un dottorato in idrologia.
In Italia però questi titoli mi garantiscono solamente un posto da insegnante precario che spesso non copre neppure l’intero monte ore di una cattedra. Il sogno di un posto come insegnante di ruolo è sempre più lontano anche grazie al “concorsone” bandito dal governo attuale, pensate che per la mia abilitazione ci sono a concorso soli 6 posti in tutto il Veneto, mentre le domande credo si aggirino intorno alle 1000 o 2000.

Viste le prospettive abbiamo deciso di partire; lavoro nella scuola italiana di Lima che è una delle migliori scuole del paese, ho un posto fisso e con quello che guadagno posso permettermi di vivere bene. Posso viaggiare e conoscere il sud america, vivo in quartiere bellissimo a 50 metri dall’oceano, nel mio palazzo c’è una piscina e una piccola palestra, la città offre un quantità di servizi impressionante. Insomma non sono costretto a condividere le spese con altre persone per arrivare alla fine del mese anzi, si riesce a risparmiare anche andando a cena fuori quando lo si desidera.

Non credo tornerò presto a vivere in Italia. Certo non è stato facile all’inizio ambientarsi, la cultura peruviana è molto diversa dalla nostra, c’è una discreta arretratezza culturale e le distanze sono enormi in una città con circa 8 milioni di abitanti per me abituato a vivere nelle piccole realtà cittadine del nor est, però ci si abitua. Soprattutto non ho 30 studenti per classe ed anche se sono l’ultimo professore arrivato dall’Italia i colleghi “anziani” mi hanno accolto con calore, ho stretto amicizie bellissime e posso pensare di organizzare il lavoro con i miei ragazzi con la prospettiva di essere il loro insegnante per un intero anno o chissà per tutto
il loro corso di studi.
Certo vivo a 11 mila chilometri dalla mia Verona e mi mancano il pandoro, gli spriz in piazza delle erbe e soprattutto la mia famiglia ma in questi strani tempi di crisi dove non si deve essere troppo “choosy” penso di aver fatto la scelta giusta.

Francesco Zanon

12 comments

  1. Perù… ci penso molte volte , ma non so da che parte cominciare. Insegno nella scuola primaria, non sono precaria, ma… ho un marito peruviano e l’idea di andarcene ogni tanto ritorna.
    Tu come hai fatto? I posti dei
    concorsi per l’estero sono praticamente inaccessibili…

    1. Purtroppo i posti MAE ormai sono ad esaurimento, nel senso che gli ultimi 3 professori rimasti verranno sloggiati a breve. L’ambiente è abbastanza asfittico, elitario, classista: se hai un minimo di valori e credi nella scuola pubblica e nella libertà d’insegnamento, non è il posto per te.
      Io ci ho lavorato qualche anno fa.

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